a cura di A. Donnini.

Disegni di P. Baistrocchi

 

Arrivo sulla scopa di vento

per spazzare via ogni lacrima e spavento

son venuta a raccontarvi una storia

dove il grillo non verrà arrostito

ma il cioccolatino sarà squisito!

C’era una volta…

La Cesarina seduta al tavolo della sua vecchia cucina

sempre ogni Venerdì mattina

preparava una torta per la sua bambina di nome Perapina

quel giorno però il vento si calmò

e il caldo soffocante fece diventare sode le uova all’istante.

Non se ne poteva più!

E anche il folletto Pilù nascosto dentro al libro blu

si sentì stretto stretto

così fece un salto e volò giù dal mobiletto.

Si presentò alla Cesarina e disse:

-Ti darò una ricettina che ti farà regina.

Perdindirindina gli credette la poverina!

Così il folletto con le ghette saltellando sul lavandino

si spostò lì vicino, staccò un peperoncino,

aggiunse un cucchiaio d’aceto, tre foglie d’aneto,

un serpentello macerato nel vinello, e una piuma di gallina.

Poi ordinò:

- Mescola tutto Cesarina e presto sarai regina!

Quando la donnina assaggiò l’impasto

il suo viso diventò bluastro e il sorriso sparì,

ma in quel preciso momento soffiò il vento,

la porta si aprì, entrò la Perapina

e con la scopa spazzò via il folletto

che si nascose sotto il letto.

Poi la bambina prese dalla tasca un foglietto

con gli angoli stropicciati come le orecchie di un orsetto

e iniziò a leggere,

e la mamma a mettere sul tavolino

ciò che serviva per la torta cioccolatino:

 

Gli ingredienti allineati sembravano stuzzicadenti,

 la Perapina con la mamma Cesarina

si misero in azione con grande attenzione,

posarono sul fuoco la pentola larga e bassa

e vi immersero il pentolino

dentro al quale stava il cioccolato fondente

da non mangiar così, per non rompersi un dente,

poi mescolarono pian pianino,

(desiderando spalmare la delizia liquefatta sul panino)

tolsero dal fuoco il pentolino

aggiunsero il burro e lo zucchero e i 2 cucchiai di farina

aspettarono ancora che l’impasto si raffreddasse un po’

ed infine un cucchiaio alla volta

scivolarono nel pentolino gli albumi frullati

e montati come palline di neve.

Le due cuoche decisero di aggiungere qualche goccia di Gin,

per far gridare: - Caramba! ai pirati che ballano la samba.

Misero il composto nella teglia

e arrivò il momento della cottura

roba da far tremare di paura.

Il forno fu acceso a 180°

e la Perapina da brava bambina calcolò 20 minuti,

poi spense il forno e lasciò per altri 10 minuti dentro il risultato della ricetta

a raffreddare come si fa con una scarpetta.

La teglia venne tolta dal forno

e come in una notte di gelo

cadde sottile lo zucchero a velo.

Il dolce fu tagliato a quadrettini

e ora dico a tutti, grandi e piccolini,

me ne vado sulla scopa in un momento,

tornerò quando cambierà il vento!