(Genere: fiaba B)                                                                                   di Ada Bottini

 

 

 

La cuoca sapiente ha un segreto, così segreto, che forse neppure lei lo sa. Lei invita persone che stanno bene insieme. Le viene naturale, le mette a loro agio, le fa sentire gradite, loro si divertono e tutto questo buon umore rende i cibi più gustosi e saporiti, speciali e persino più digeribili.

Alla sua tavola siede sempre  una giovane contadina che si adorna di corone di foglie e di fiori intrecciati, freschi, profumati, più significativi dei gioielli delle Regine.

La giovane procura alla cuoca sapiente gli ingredienti di giornata, accuratamente coltivati e raccolti nel suo orto.  Non tutti però, perché alla cuoca sapiente piace molto cucinare piatti di verdure selvatiche, ma cucinarli non le basta: lei vuole incominciare dal principio, cioè dalla raccolta delle erbe nei campi e negli orti. E’ una delle attività che la divertono di più. Si sente un po’ maga, un po’ erborista, un po’ primitiva e mentre cammina, osserva e raccoglie. Le sembra di onorare la conoscenza trasmessa dalle donne  dal neolitico in su, per tutta la storia fino a noi. In questa attività è spesso accompagnata dalla giovane contadina e insieme parlano, si confidano speranze e segreti.

Un giorno la giovane contadina confidò alla cuoca sapiente di essersi innamorata del giovane principe con i capelli biondi, lisci, che gli scendono dal cappello piumato. Lui siede all’estrema sinistra del tavolo, lei all’estrema destra, sono separati dal Re, dalle dame e dai cavalieri di corte, ma tra loro gli sguardi portano messaggi d’amore e d’attrazione.

 La cuoca sapiente sorride e aggrotta la fronte:

-E’ una bella notizia sentir parlare d’amore, ma mi preoccupa il tuo amore per il principe, potresti soffrire molto - le dice con un sospiro.

- Perché? - si ribella la giovane. - Sento di piacergli.

- Sai che fatica! Sei bella, sei giovane, sei simpatica, certo che gli piaci, ma amare è un’altra cosa. E’…condividere. .

- Io posso condividere tutto con lui.

- I principi sai, a volte sono viziati e capricciosi, ma ho un’idea. Mettiamolo alla prova..

- Come?

- Dovrà superare tre prove per dimostrare il suo sincero interesse per te. Primo: dovrà accettare di venire per erbe con te, secondo: dovrà chinarsi e raccoglierle, terzo: dovrà imparare almeno tre nomi di erbe.

- Va bene, stasera lo invito e se domani mattina presto sarà nel prato vuol dire che mi ama.

- Uh, come corri. Bada bene che io vi terrò d’occhio da lontano e controllerò le tre prove.

- Uh, come sei diffidente!-  sorrise la giovane contadina di rimando.

Il giorno incominciò bene. Il principe in anticipo aspettava la giovane nel prato. Appena la vide le corse incontro e si offrì di portare il cesto. Incominciò la ricerca e la raccolta.

- Ecco-  mostrava col dito la giovane - quella è buona. E’ il tarassaco, vedi il fiore giallo e più in là qualche pianta già più matura con il soffione. Sono buone e fanno bene.- .

E il principe raccoglieva con cura insieme a lei. Ad un certo punto preso un soffione, soffiò verso di lei declamando:

 - Bianchi semi, piume leggere, volate, volate e dite al mondo il mio amore per lei .

La giovane arrossì, chinò la testa e lo prese per mano per guidarlo verso altre erbe che spuntavano dalla terra smossa.

- Questa è la cicoria -  disse lei chinandosi .

- Ma, non è possibile -  esclamò lui e a lei il cuore attese un istante per la paura che rifiutasse la prova - sono tutte uguali, come fai a riconoscerle,

- Se, verrai spesso con me imparerai anche tu. Tra un po’ la cicoria avrà fiori azzurri come il fiordaliso.

- Ah, adesso sì che mi è chiara la differenza. Che  cos’è il fiordaliso?-  borbottò lui, ma intanto continuava a raccogliere con la schiena piegata.

- Quante cose non sai -  disse lei sorridendo felice.

- Ti diverte?

- Sì, perché sono insieme a te.-  Rispose lei.

- Imparerò tutto della tua vita e ti insegnerò tutto della mia. Insieme saremo una miniera di sapienza.-  Rise lui felice.

Finalmente arrivarono in un posto dove cresceva la pimpinella.

- Questa sì che la riconosco-  disse lui mentre  rincorreva la ragazza con un rametto in mano

- Pimpinella, pimpinella fa’ il solletico alla mia bella - diceva scherzando..

La cuoca sapiente seduta sotto un albero su un’altura approvava con la testa, mentre con le mani puliva le erbe già raccolte e intanto pensava: “A giorni annunciamo il fidanzamento rallegrato da una bella cena .a base di pansoti con salsa di noci, torta pasqualina con tante uova intere quanti saranno i figli che le auguriamo e poi un dolce di ricotta tenera e fresca come il loro amore…” E la fantasia andava all’amore, ormai scomparso, che aveva rallegrato la sua vita, e poi di nuovo concretamente alla cena, agli inviti, ai posti a tavola e…di colpo se li trovò davanti.

- Buongiorno, principe, che sorpresa -  mentì.- Cosa avete raccolto?

- Tarassaco, pimpinella e cicoria - disse lui.

 - E poi anche acetosella, papavero, boraggine lattuga scaiola, ortica e altro ancora. Un bel miscuglio.-  aggiunse lei.

- Quando festeggeremo?-  chiese d’impulso la cuoca sapiente gettando la maschera.

- Che cosa?-  chiese con ironia scherzosa il principe.

- Il nostro amore-  rispose sicura la giovane contadina.

- Incominciamo ora – disse il principe – io chiamo a testimone questo antico albero e ti chiedo di sposarmi il più presto possibile- .

Lei rispose con un abbraccio, mentre la cuoca sapiente si alzava dicendo:

- Forza andiamo a pulire le verdure.

© A. Bottini 2006