(Genere:Fantasia. C)                                                    di Ada Bottini

 

 

 

                            

 

Torniamo indietro nel tempo.

Indietro, indietro, indietro a quando non esistevano gli orologi, perché non c’era nessuno a contare il tempo, a quando non c’erano automobili, perché non c’era nessuno che le guidasse.

A quando sulla Terra non c’erano né uomini, né donne, né bambini. C’erano solo gli animali in mare, in cielo e in terra.

Le giraffe allora assomigliavano molto ai cavalli e alle zebre. Tutti pascolavano quietamente nelle vaste praterie, l’erba era abbondante. L’ombra un po’ meno. Forse le zebre amavano riposarsi sotto le palme, infatti si sono abbronzate a strisce. Le giraffe invece stavano dietro ai cespugli ed eccole tutte maculate. Ancora però con il collo corto, finché  una bella giraffa pacioccona e pigra non cambiò abitudini.

Alla mattina le piaceva dormire e quando si svegliava l’erba buona era finita. Se l’erano già mangiata tutta le sue sorelle.

I primi giorni provò a cercare pascoli più lontani, ma fu scacciata in malo modo dai legittimi occupanti.

Allora per non morire di fame cambiò menù: cominciò a brucare le foglie dei cespugli e degli alberelli. Il sapore era buono, ma gli alberi scarseggiavano e, per riempirsi la pancia, bisognava brucare sempre più in alto.

Fu così che il suo collo cominciò ad allungarsi giorno dopo giorno.

Piaceva poco, a quei tempi, la giraffa con il collo lungo e la nostra amica faticò non poco  a trovare marito, ma ci riuscì anche lei . Era tanto simpatica e originale che il marito la compiaceva in tutto e per tutto.

Anche lui incominciò a mangiare le foglie degli alberi e anche il suo collo a poco a poco si allungò.

Da loro nacquero sei giraffe con il collo lungo. Dovevano essere molto forti e sane, infatti l’hanno avuta vinta loro.

Oggi tutte le giraffe hanno il collo lungo lungo.

                                                                                                             

© 2005  A. Bottini