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Vivono nel mare, insieme alle balene
e alle meduse, anche la Verità, la Vita, la Sapienza.
Lungo i secoli molti marinai,
pescatori, bambini le hanno incontrate, ma nessuno ha mai creduto ai
loro racconti. Così, ancora oggi, molti ignorano questi tesori del
mare.
Un bambino viveva su un’isola del
Mediterraneo con il suo papà, che faceva il guardiano del faro. La
mamma non aveva resistito a quella vita solitaria ed era ritornata al
suo lavoro in città.
Sull’isola non abitava nessun altro,
ma il guardiano del faro aveva molti amici. Spesso venivano a
trovarlo.
A Carlo, il bambino, piaceva vivere
sull’isola. Passava il tempo nell’orto del papà o sulla spiaggia in
amicizia con gli animali e la natura. L’unico suo cruccio era la
nostalgia della mamma e quando questo sentimento lo assaliva con più
forza, si sedeva sulla spiaggia a buttare pietre in mare e a leccarsi
le lacrime, che non riusciva a trattenere.
Un giorno, mentre lasciava che le
lacrime scorressero libere, apparve davanti a lui un’onda altissima e
trasparente come cristallo.
- Chi sei? – chiese il bambino.
- Sono la Verità - rispose l’onda.
- Allora dimmi, la mia mamma mi
vuole bene? – domandò.
- Sì, non sa neppure lei quanto –
rispose di rimando l’onda.
- E come faccio a farglielo capire?
- Io sono la Verità. So come sono le
cose e le persone, ma non so cambiarle. – rispose l’onda
appiattendosi.
Prima che l’onda scomparisse del
tutto, Carlo vide un delfino trapassarla ed agitare la coda in segno
di saluto.
- Ciao delfino. – gridò Carlo.
Poco dopo il mare cambiò di nuovo
aspetto. Proprio lì, davanti al bambino, si formò una chiazza, un
laghetto quasi. Lo specchio d’acqua appariva sempre diverso: ora
liscio e piatto come una lamina d’acciaio, ora increspato e azzurro,
poi verde agitato, blu profondo, trasparente e leggero come aria.
- Come sei bello, mare! – esclamò
Carlo.
- Io sono la Vita. Sono mutevole.
Ricordati che mi hai trovato bella. Se non cambierai idea, io ti darò
molto. – disse la Vita, mentre continuava a cambiare aspetto.
- Io rivoglio la mia mamma. – disse
Carlo quasi piangendo.
- La riavrai – disse il delfino
balzando fuori dallo specchio della Vita.
- Come?- gridò Carlo, ma il delfino
e lo specchio della Vita erano già scomparsi.
Tutto rimase tranquillo per un certo
periodo, mentre Carlo stava ancora sulla spiaggia. Rifletteva su
quanto aveva visto e non si decideva ad andarsene.
Ed ecco di nuovo il mare mutare. La
superficie si appiattì, il colore s’ intensificò in un turchese denso
e consistente. Era veramente bello, ma intimoriva quasi. L’acqua
sembrava marmo.
Il colore parlò a Carlo:
- Io sono la Sapienza. Abito
il mare e gli uomini non mi amano. Cosa vuoi da me, Carlo?
- Io vorrei il ritorno della mia
mamma – rispose il bambino intimidito – Mi manca solo questo.
- E’ un bisogno vero – sentenziò la
Sapienza – Non stancarti di ripeterlo alla mamma e al papà. Capiranno.
Ricordati: non stancarti, sii tenace - concluse la Sapienza,
inabissandosi con il suo colore, mentre il delfino la seguiva verso il
fondo.
Carlo tornò al faro contento e
agitato. Non vedeva l’ora di raccontare tutto al suo papà, che quella
sera aveva a cena parecchi amici.
Appena il bambino incominciò a
raccontare, gli adulti si scambiarono occhiate d'incredulità e
derisione.
- Bella fantasia - disse uno. -
Diventerà un romanziere - aggiunse un altro.
- Dai, Carlo, smettila – gli intimò
infine il papà.
Carlo, però, si sentiva forte e
sicuro e continuò il suo racconto senza lasciarsi intimidire. Alla
fine alcuni amici avevano l’aria seria e preoccupata.
- Questo bambino sta troppo da solo.
Devi provvedere, Maurizio. Meglio un collegio di una vita così
isolata.
I consigli si susseguivano, quando
un lampo squarciò le tenebre della notte e sul mare apparvero insieme
la Verità, la Vita e la Sapienza, con il delfino che nuotava da una
all’altra. Fu un attimo, il tempo di un fulmine, ma tutti zittirono,
videro e , forse, qualcosa capirono.
- Domani, telefonerò alla mamma e
parleremo di te. – disse il papà a Carlo.
La mamma non vedeva l’ora di essere
cercata: il lavoro da solo non le bastava.
- Ho già in mente la soluzione –
disse al marito – Tornerò sull’isola. Posso lavorare con il computer
e, una volta alla settimana, io e Carlo andremo insieme in città per
organizzare il mio lavoro e fare la spesa. Forse così funzionerà. –
concluse.
Carlo era felicissimo della
decisione della mamma, il suo papà anche.
Stavano correndo insieme sulla
spiaggia per festeggiare, quando apparve il delfino.
- Ciao delfino, grazie. – disse
Carlo.
- Io ti ho salvato – rispose il
delfino – Tu, crescendo, salva il mare.
- Lo farò, se m'insegnerai – gridò
Carlo, mentre il delfino spariva.
E questa volta sentì anche il suo
papà.
© A.Bottini
2006
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