di Marino Cassini

 

                                                                        

Già si è parlato in precedenza dei  limerick, cioè delle brevi poesie composte di nonsense, nati in Inghilterra e rese celebri da  Edward Lear.  Al normale  limerick si è voluto ‘intrecciare’ un particolare gioco inventato da un poeta del VI secolo a.C., Laso di Ermione, il quale si divertiva a scrivere poemi evitando nel testo di usare determinate lettere dell’alfabeto. In due suoi componimenti ’Inno a Demetra e I Centauri non usò mai la lettera S

 Nei   limerick che seguono non vengono utilizzate le vocali A nel primo, E nel secondo e così via.

 

IL CUOCO PROVETTO NON USA LA  A

Giorgio, cuoco di Corfù

consultò il suo menù

per scoprire il miglior modo  

d’imbottire un uovo sodo,

quel bel cuoco di  Corfù.

UN LUCCIO VIOLENTO…DISTRUGGE LA A

 

 

 

 

 

Un luccio un po’ violento di Belluno

colpì un moscerino con un pugno.

In pieno lo centrò, proprio in un occhio,

mettendo il moscerino giù in ginocchio,

quel prepotente luccio di Belluno

   
RIGOLETTO UBRIACO …S’É BEVUTO LA E

- Cortigiani, vil razza dannata - 

sbraitava con faccia adirata,

agitando il gran gobbo il suo pugno.

- Sono pronto a tirarlo sul grugno

a chi snobba il buon vino d’annata. –

L’ODALISCA… HA  INGOIATO LA E

Un’odalisca nata a Malibu

mangiava solo riso con bambù.

Usava bastoncini colorati,

dipinti da pittori raffinati,

la formosa odalisca a Malibu.

   
FOLLETTO E FATA… SENZA  I

Un folletto del bosco fatato

cavalcava un bruco ammalato.

Una fata tentò d’arrestarlo

 ma fu morsa sul naso da un tarlo,

quella fata del bosco fatato.

IL PORCO…NEMICO DELLA I

Un grasso e roseo porco padovano

 voleva fare un bagno nello stagno.

Tra un tuffo, un crawl e una nuotata a rana

bevve del rum e morse una banana,

quel grassottello porco padovano.

   
LA REGINA… CHE SNOBBA LA O   

    

 

 

Atalanta, regina d’Atene

ammirava due buffe balene,

che danzavan felici nel mare

e la gente le stava a guardare,

le balene e Atalanta d’Atene.

 

IL BARBIERE NON AMA LA O

Un abile barbiere milanese

fece la barba a un cane pechinese.

Guaì di rabbia e d’ira l’animale,

mentre ficcava i peli in un ditale

per pagare il barbiere milanese.

   

 LA VISPA TERESA…  CERCAVA LA  U

 

 

La vispa Teresa, sdraiata nel prato,

leccava felice l’enorme gelato.

Fissava estasiata Gigetto il bagnino

che dava la caccia all’orso Martino,

in cerca di miele tra l’erba del prato.

IL FACHIRO… CHE SCARTA LA U

Il decano dei fachiri di Bengodi

mangiava solo spilli e molti chiodi.

- Occorre metter ferro dentro il corpo

se no in breve tempo sarai morto! -

diceva il gran fachiro di Bengodi.