(Genere: Fiaba in prosa rimata. A)                                                                                   di Angela Donnini

 

 

C’era una volta...una bambina di nome Nina; portava sempre un cappellino cinese di

 paglia intrecciata, che amava più della limonata

.Il cappellino, a forma di cono, era leggero come un uccellino e aveva poteri come

quelli di mago Merlino.

Si racconta che un rumore una notte la svegliò. O forse..no?

Spaventata e con gli occhi spalancati come quelli di una civetta, Nina fece un salto

come una cavalletta.

Dopo un momento e un soffio di vento, guardò il suo cappellino di paglia intrecciata, 

e fu così che rimase incantata.

IL cappello girava e ballava, rotolava giù e poi tornava su fino a toccare il soffitto blu.

All’improvviso il cappellino si fermò poi coraggioso contro il vetro si accostò; Nina

allora con due capriole arrivò alla finestra e lesta lesta prese il cappello e lo mise in testa.

-Meraviglia meravigliosa – bisbigliò la bambina con gli occhi da cinesina e il

pigiama rosa – poi, rivolta al cappello che la riparava come un ombrello, continuò - 

Guarda, la luce del mattino fa un inchino e poi il buio si porta via. Oh, questa sì che è

 vera magia!-

Così, mentre pronunciava queste parole prima del sorgere del Sole, Nina vide la

Nuvola Rosa, più bella di ogni cosa.

-   La voglio, la voglio tutta per me – disse impettita e dritta come una matita.

E contò fino a tre.

Così il cappellino, che aveva poteri come quelli di Mago Merlino, esaudì il suo

desiderio. Il cappello, prima si rovesciò, usò  un po’ di magia poi, preoccupato volò

nel cielo e la Nuvola portò via.

Nina afferrò la Nuvola e, con un grosso pennello la incollò sul vetro, poi con un

movimento veloce rimise in testa l’amico cappello. Soddisfatta si nascose in un

angolo della sua cameretta, dopo aver messo tra i capelli anche una molletta.

Da quell’ angolino Nina poteva ammirare il suo capolavoro: era prezioso come un

anello d’oro!

Intanto pian pianino il Sole faceva capolino e Aurora, la regina del mattino, si

preparava per mettersi in cammino. Tutti i giorni da quando il Mondo era stato creato

con il mare e anche il prato, la regina compiva gli stessi gesti: si specchiava nel cielo,

si aggiustava le pieghe del vestito e controllava se la frangetta era perfetta.

-   Perdindirindina – piangendo, disse la regina – Mi manca qualcosa? Si, è la Nuvola

Rosa. Non posso partire senza il mio velo da sposa!-

La situazione si complicò e il cielo si rabbuiò fino a quando il cappellino di Nina

decise di aggiustare quel pasticcio più spinoso di un riccio.

Presto Nina – disse il cappello a forma d’ombrello – dobbiamo agire subito. Il Mondo

non sarà più la stessa cosa senza la Nuvola Rosa.-

Mentre diceva queste parole, il cappellino di paglia intrecciata  spinse Nina fuori dal

suo angolino, poi le fece fare una scivolata, morbida come panna montata.

-   Ohh, oih che botta! Sei impazzito citrullo rinsecchito?- gridò la bambina al

cappello, mentre si fermava vicino ai suoi giocattoli.

Dal punto in cui era arrivata, Nina poteva ammirare la Nuvola incollata,ma al di là di

questo sentì il buio sghignazzare.

Spaventata capì allora cosa doveva fare.

Scelse tra i pupazzi quelli più coraggiosi: il coniglietto, il panda, la scimmietta e il

koala, poi li sistemò dentro un razzo bianco e azzurro. In alto, al comando e vicino

alla punta della macchina spaziale mise Zefferino, il suo cagnolino furbetto e

prediletto. Decisa  Nina continuò nel suo piano d’azione: si accostò alla finestra e dal

vetro staccò la Nuvola Rosa poi con cura la piegò e ripiegò e in fine la depose

dentro una scatolina.

-   Mentre consegnava all’amico Zefferino la scatolina color arancione, la bambina gli disse –Stai attento testone, devi compiere un’importante missione: la Nuvola Rosa

deve ritornare al suo posto –

I pupazzi di Nina erano tutti  sul razzo e il prezioso contenuto della scatola al

sicuro,quando il cappellino di paglia intrecciata sfiorò il motore della macchina

spaziale; allora questa con gran rumore sfrecciò nel cielo verso Aurora, che come

ogni sposa aspettava il suo velo rosa.

 

 

Passò del tempo... poi fu per caso oppure...mah! E chi lo sa?

Un giorno Nina con l’inseparabile cappello a forma di cono incontrò un bambino

eschimese e uno senegalese, poi uno indiano con uno italiano, uno inglese con una

bimba giapponese e ancora uno australiano con un amico brasiliano.

- Teniamoci per mano – propose Nina – così giochiamo!-

Era mattino e Aurora, che stava andando per il suo solito cammino, vide i bambini e si

sentì felice, così decise di sussurrare un segreto al vento che passava di lì.

Allora il vento soffio’ e la Nuvola Rosa trasporto’

Il vento soffiò e i bambini solleticò.

Nina riconobbe il velo da sposa

Il vento soffiò.

Poi come ogni cosa

Sparì la Nuvola Rosa.........

 

© 2005  A. Donnini