I parte

                                      di Marino Cassini                                        

(Genere: umorismo)

 

 

ECOLOGIA E NECESSITA’

 

Di Pollicino il padre sconsolato

guardava  amareggiato la foresta

e gli alberi che il fuoco avea bruciato.

Piangeva, urlava e si battea la testa.

"Che fai? - gli chiese un tal. - Sei forse matto?"

"Ce l'ho con chi ha bruciato tutto questo!

con chi ha commesso  un così gran misfatto."

"Ricrescerà vedrai e molto presto."

"Ma intanto, - disse il padre a muso storto -

per perder Pollicin, dove lo porto?"

                                                                                                   © M. Cassini, 2005

  

 

ZUCCA PELATA (o quasi)

 

Un calvo fortunato

aveva tre capelli

cui era affezionato.

Sembravan tre gioielli.

Un dì dal suo cocchiere

si fece accompagnare

da un grande parrucchiere.

per farli pettinare.

"Li tiri tutti indietro.

E usi ogni attenzione.

Li tratti come vetro;

questa è la sua funzione."

Il figaro indeciso

indietro li tirò,

ma, ahimè, all'improvviso

uno dei tre strappò.

"E adesso?" - chiese al calvo -

Che cosa debbo fare?"

"Tra i due che sono in salvo

la riga  ha da tirare."

                Ma mentre il conciateste

usava un pettinino,

un crampo guastafeste

tremar gli fe' un ditino:

E un altro ne strappò.

Confuso ed avvilito,

il calvo apostrofò.

"E adesso ch'è sparito,

con l'ultimo che fo'?"

"Niente - rispose il calvo.

- Ma sono assai seccato.

Con uno solo salvo,

uscirò spettinato."

                                   © 2005  M. Cassini

 

 

ELEZIONI IN LIGURIA

 

Nell'aula elettorale di Sanremo

la scheda ritirò un elettore.

Non molto esperto e anche un poco scemo,

rimase incerto e poi chiese: "Dottore,

mi  spiega che ho da fare per favore?"

"Semplicemente entrar nella cabina,

segnar con la matita la schedina.

La scheda in quattro va poi ripiegata

e dentro l'urna in seguito infilata."

L'elettore alquanto frastornato

nella cabina entrò preoccupato.

Passò un minuto, cinque, un quarto d'ora

e non si decideva a venir fora,

"Ehi, lei: che fa lì dentro? Cosa aspetta?

Non è mia colpa e non mi metta fretta.

In quattro va la scheda ripiegata.

Lo disse lei, spiegandomene l'uso.

La parte mia io l'ho già completata.

Aspetto gli altri tre e poi ho concluso."

                                                                                                      © M. Cassini, 2005

 

   

PRODIGI DELL'IMITAZIONE

Tre cacciatori assisi sotto un noce

parlavan di pennuti e di richiami

e dell'arte di modellar la voce

per attirar uccelli a piene mani.

"Io, - disse l'un dei tre - conosco un tale:

imita i cardellini con talento.

Arrivan tutti in volo, a frotte, a sciami

e un mucchio te ne vedi in un momento

intento a cinguettar tra foglie e rami."

"E' poca cosa  - disse un suo compare -

conosco un tizio che del gallo il canto

a perfezion riesce ad imitare.

Anche se il sole è ormai all'occidente,

se fa chicchiricchì, come d'incanto,

lo vedi rispuntare ad oriente.

© M. Cassini 2005

 

  

TERRA DI PRODIGI

  

Guardando incuriosito sopra un arco

il famoso leone di San Marco,

chiese ad un venezian un dì un tedesco:

"Ho fantasia, eppure non riesco

a immaginar ( perché non son reali)

dove nascono i leoni con le ali."

"Ma proprio lei non sa!- disse compito

il venezian, rimasto sbalordito.

- Mirabili creature son coteste.

Nacquero, ovviamente, in quel bel sito

dove nascono le aquile a due teste."

© 2005  M. Cassini

 

 

CHI BEN COMINCIA

Un condannato a morte una mattina

salì sul palco della ghigliottina.

Attorno si guardò e poi con noia,

scuotendo il capo si rivolse al boia.

"Che giorno è oggi, mi sapresti dire?"

"E' lunedì e tu devi morire."

Udendo i tocchi a morte di campana,

il condannato disse mestamente:

"Comincia molto mal la settimana."

E il capo al boia porse dolcemente.

©  2005 M. Cassini

 

 

VISITA

Venuto in città un contadino

per visitare il figlio carcerato

chiese informazioni a un netturbino

che stava ramazzando sul sagrato.

"Per andare in prigion, come ho da fare?"

E quello, dopo averlo ben squadrato,

"E' semplice  - rispose. - Deve entrare

in quel negozio. E dopo aver rubato

uscir di corsa e mettersi a scappare.

Arriverà in prigione di filato

a bordo d'un veloce cellulare

da una guardia o due, ammanettato."

© 2005  M. Cassini

 

 

UNA SPIACEVOLE PASSEGGIATA

Costeggiando tranquillo l'alto muro

del nuovo manicomio del Lingotto,

fu attratto da un vocion dal tono duro

che urlava a squarciagola "Otto! Otto!"

Attratto dal vociar, balzò sul muro

per vedere chi faceva quel casotto.

Due mani l'afferrar e cadde sotto,

finendo tra le ortiche. "Oh grazie, Giove,

- disse un matto che stava al pie' del muro

- prima eran otto e adesso sono nove."

E, contemplate un poco le sue prede,

ricominciò a gridare: - Dieci, dieci!"

pensando "Occorre sempre avere fede".

© 2005  M. Cassini

 

 

UN CUSTODE... LETTERATO

 

Il custode d'un palazzo signorile

non molto sveglio e dal cervel balzano

si rivolse con tono assai gentile

e salutò il signor del quarto piano.

"Buongiorno, signor Rossi,  è più d'un mese

che dal palazzo non è più uscito."

A lui rispose il Rossi assai cortese:

- Scrivevo un libro ed ora l'ho finito.

Per questo son rimasto in casa chiuso."

Il custode lo guardò assai deluso.-

"Perché perdere tempo ed energia

se ne trova a migliaia in libreria."

            © 2005  M. Cassini

 

 

TIMORI DI PAST0RELLO

 

Le pecore guardava un pastorello

quand'arrivò un pittor coi suoi colori,

il cavalletto e in mano un gran pennello.

"Son proprio belle ed io non ho timori

di pitturarle tutte in blu pastello."

"Non t'azzardar - rispose il pastorello -

se blu le fai sarebbe un bel macello.

Chi compèrerà la lana tinta in blu

se bianca nasce e poi non cambia più?"

© 2005  M. Cassini

 

 

NUTRIRE IL CORPO E LA MENTE

 

Dopo una delicata operazione

all'ammalato fu portato il pranzo.

Costui si riteneva un gran mangione

e s'aspettava un bisteccon di manzo.

Ma l'infermiera gli portò un grissino

accompagnato da un bicchiere d'acqua.

Sgranocchia il suo grissin il poverino;

con l'acqua del bicchier la bocca sciacqua.

Rivolto all'infermiera: "Sia cortese,

mi porti per favore un francobollo."

"Perché un francobollo?" quella chiese.

"Sa, dopo un lauto pranzo, assai satollo,

mi piace leggiucchiar un pochettino.

Quindi non mi riman per compensare

il pasto consistente in un grissino:

leggere un francobollo. Non le pare?"

© 2005  M. Cassini

 

  

DAL DENTISTA

 

Impaurito sotto i ferri del dentista

aspettava con timore la sentenza.

E già la si leggeva a prima vista

su chi dei denti aveva competenza.

"Qui nel molare c'è una gran caverna."

 fu l'amaro responso del dottore.

"Qui nel molare c'è una gran caverna."

"Perché me lo ripete? Non ha cuore!"

"Ma io non le ripeto proprio niente:

è l'eco di caverna del suo dente."

 © 2005  M. Cassini

 

 

COLLOQUIO ALL'ANAGRAFE

 

Un tal si presentò allo sportello

dell'Ufficio Comunal di Montebello.

"La carta mia d'identità

è scaduta giorni fa.

Debbo farne un'altra nuova."

"Ha portato qui la vecchia?"

" Come no? Eccola la!

- e, grattandosi un'orecchia,

disse: - Nonna, vieni qua."

©  2005   M. Cassini

 

 

BALLE DI PESCATORI

Mentre stavan le reti a rammendare

nel paesino ligure di Celle

dei pescatori in vena di ciarlare

parlavan d'esche, pesci e prede belle.

"Io pesco pesci grossi solamente"

diceva un di lor esperto assai

ma un po' sbruffone e alquanto strafottente.

"Peschi balene ?" chiese un tal ghignando.

"No," serio gli rispose di rimando.

"Quand'esco in barca per la pesca

le balene le uso come esca."

©    2005  M. Cassini

 

 

CONSIGLI DI UN AMICO

 

"Buongiorno, Carlo, ti trovo un po' ammosciato."

"Non dirmi! Sto covando l'influenza

e dal dottor mi reco di filato

non posso del vaccin restare senza."

"Non farlo, Carlo mio, te lo sconsiglio;

lo fece giorni fa il mio fornaio

ed ora in casa sua c'è gran scompiglio.

E' morto all'improvviso, Dio, che guaio"!

"Che dici? Il vaccin non è letale."

"Questo lo pensi tu e pensi male.

Uscito dallo studio del dottore

finì sotto le ruote d'un trattore

che lo mandò diritto al creatore."

© 2005  M. Cassini

 

 

LEZIONE DI CAVALLERIA

 

Con gli occhi pesti ed un bel bozzo in testa

a casa ritornò con aria mesta.

"Che t'è successo?"  chiese il genitore,

guardando gli occhi neri con stupore.

"Papà, tu sempre m'hai insegnato

ad essere cortese e assai educato,

ad affrontare sempre ogni questione

lasciando all'avversario l'occasione

di sceglier l'armi pria della tenzone."

"Regola giusta di cavalleria

e omaggio gentil di cortesia."

"Dopo la discussione è quel che ho fatto."

"E lui che scelse?"  "Beh, mi fe' l'onore

di scegliere il suo fratel maggiore."

© 2005  M. Cassini

 

 

UN BIMBO PRECOCE

Un fanciullin  seduto in mezzo al prato

stava fumando un sigaro toscano.

Una bottiglia di gin teneva a lato

e spesso l'afferrava con la mano

per tracannarne un sorso con piacere.

Una vecchia signora che passava

vedendolo fumar e poscia bere,

sbigottita, così l'apostrofava:

"Che stai facendo? Hai marinato scuola?"

E il fanciullin con faccia da impunito:

"Signora, no.  Le dò la mia parola.

A scuola io non sono ancor gradito.

Ho sol quattr'anni e non ci posso andare."

Poi riempito un bel bicchier di gin.

Lo tracannò dicendo: "A lei, cin cin!"

E quindi, con la faccia assai beata

col sigaro si fece una tirata.

©  2005  M. Cassini

 

 

IL TRENO E IL TRENINO

Un pastorello alquanto infuriato

pensando alle sue pecore ammazzate

travolte da un treno accelerato

che in un vallon le avea scaraventate,

si dirigeva verso la stazione

deciso a denunciar la situazione.

Mentre passava accanto a una vetrina

un oggetto attirò la sua attenzione.

Era un trenino di foggia assai bellina

con la locomotiva e un sol vagone.

Entrò con rabbia e preso quel trenino

lo gettò furiosamente contro il muro.

Il venditor gridò: "Di', sei cretino?

L'hai rotto!" lo sgridò a muso duro.

"Nove pecore suo padre m'ha ammazzato!

Se quello cresce, quant'altro mal farà?

- rispose il pastorel non più adirato. -

E' meglio che sia rotto e resti qua."

©  2005  M. Cassini

 

 

IL TAXISTA... INTELLIGENTE

 

Lasciata l'osteria

un taxista avvinazzato

rovistava per la via

tra le pietre del selciato.

Buia era la contrada

ma la luce d'un lampione

quella zona illuminava.

Un agente incuriosito

si fermò per controllare.

"Ha perduto qualche cosa?

Una man le posso dare?"

"Sì, le chiavi del taxi

non riesco più a trovare."

"E le ha perse proprio qui?"

"No, mi son cadute là."

E indicò un posto scuro

tutto buio accanto al muro.

"E perché le cerca qua?"

"Là un lampione non ci sta."

©  2005  M. Cassini

 

 

LEZIONE DI CHIMICA

"Cos'hai imparato a scuola stamattina?"

chiese la madre al figlio con premura.

"A fare della nitroglicerina.

Sai, serve a demolire case e mura.

L'ho provata: funziona ottimamente."

"Bene. E domani a scuola che farete?"

"Direi che non faremo proprio niente.

Della scuola è rimasta una parete."

©  2005  M. Cassini

 

 

PUNTI DI VISTA

 

Un ragazzotto guardava affascinato

due tipi che si stavan scazzottando.

Se la godeva un mondo ed estasiato

la rissa accompagnava fischiettando.

D'un tratto corse via a spron battuto

finché non si imbatté in un agente.

"Presto! Venga! Mi occorre il suo aiuto.

E se non basta lei, chiamiamo gente."

"Perché, che c'è? Che sta accadendo?"

"Due uomini si stan pestando a sangue,

E' più d'un ora che si stan battendo

e l'un dei due è a terra dove langue."

"E dopo un'ora tu mi cerchi adesso!"

"Mio padre, l'un dei due stava vincendo,

ma ora, ahimè, le sta proprio prendendo."

©  2005  M. Cassini

 

 

PROMESSA DI PISTOLERO

Il pistolero Bill con la cavalla

raggiunse Apachetown un bel mattino

e, chiusa Cunegonda in una stalla,

entrò in un saloon per lo spuntino.

Ma mentre dei fagioli Bill mangiava,

qualcuno Cunegonda gli rubava.

"Rivoglio la cavalla immantinenti"

gridò, ponendo mano alla pistola,

"compresa la sua sella e i finimenti.

Badate sono un uomo di parola,

pronto a rifare il gesto di mio padre."

Un tal gli domandò: "Se tu lo credi,

che fece il genitor di tanto grave?"

"Se ne tornò al ranch, da solo e a piedi."

©  2005  M. Cassini

 

 

FUNERALE A VENEZIA

"Di mia moglie il funerale

debbo fare immantinente"

disse un tizio all'ospedale,

rivolgendosi a un agente.

"Vorrei spendere pochino

perché son nullatenente

e ho i baiocchi al lumicino."

"Vede, sior, " disse l'agente

"Non è certo cosa rara

far portare in gondoletta

sol la salma nella bara."

"E i parenti?" "Questo è noto.

Quelli seguon tutti a nuoto."

                                                                                 ©  2005  M. Cassini

 

 

CAMBIO DI CONTORNO

 

Davanti al commissario,

alquanto sconsolata,

sedeva una signora

assai preoccupata.

"Bene, ripeta ancora

com'è accaduto il fatto."

"Stavo cuocendo al forno

un pollo tartufato

mi ci volea un contorno

cui non avea pensato.

Chiesi a mio marito

d'andar dai contadini

ed acquistar spedito

un chilo di lupini.

Un giorno è già passato

ma lui non è tornato,

per cui non so che fare."

"Perché non può provare -

le disse il commissario,

che altro avea da fare -

di cucinar  zucchini

al posto dei lupini?"

                                       ©  2005  M. Cassini

 

 

RECLUTE DI MARINA

 

Un capitano arcigno e assai tiranno

ai soldati gli ordini impartiva,

sbraitando dall'alto del suo scanno:

"Se io a voi dò una direttiva

dovete ubbidire immantinente.

Nessuna discussion, nessun fetente

osi disubbidir se di quassù

ordino: 'Tutti in mare a testa in giù!"

Un soldato di corsa uscì dai ranghi.

"Dove credi d'andar: torna al tuo posto,

se non vuoi in prigion finire tosto!"

"Mi scusi, ma se in mar devo cascare,

bisognerà che impari anche a nuotare."

©  2005  M. Cassini

 

 

DAL PARRUCCHIERE

"Amico mio, sono ossessionata "

diceva una signora al parrucchiere

"Guardi che forfora, sembra una colata

di cenere che scende da un cratere."

"Si rassicuri e fughi ogni paura,

provi con la cura arcobaleno -

le disse il coiffeur con premura -

e tutto sparirà in un baleno.

Al lunedì usar la fiala gialla

al martedì la rossa che non falla.

Mercoledì la blu, usando un guanto

e giovedì la fiala d'amaranto.

La verde il venerdì usi di sera

e sabato si spalmi quella nera.

Domenica riposo. E lunedì riprende

con la gialla, la rossa e così via

e da me torni per l'Epifania."

Il sei gennaio riecco la cliente.

"La forfora è sparita? S'è eclissata?"

"Per nulla al mondo è sempre li presente.

Prima era bianca e adesso è colorata."

©  2005  M. Cassini

 

 

VIAGGIO VERSO IL NUOVO MONDO

 

"L''America dov'è?

E' qui vicino?"

chiese ansioso alla mamma

il suo bambino.

"E' al di là del mare.

e assai lontana

Non ti fermar, Pierino

e nuota a rana."

                                             ©  2005  M. Cassini

 

 

PENITENZE

 

Due amici sul sagrato,

poiché avean rubato,

commentavan il risultato

 della loro confession.

"Hai tu pure dichiarato

il delitto che hai commesso?"

"Certo, sì. Io ho ammesso

sia il furto che il reato.

E son stato condannato

ad una assai pesante pena:

imbottire i calzerotti

con manciate di borlotti

Poi andare al Santuario

e lì, dire il rosario."

"Dei fagioli pure a te!

Proprio quel che ha detto a me.

Sarà dura in fede mia!

Ma ci faremo compagnia."

Quel mattino sul sentiero

con aspetto un po' contrito

ma con passo assai leggero

l'un dei due correa spedito

mentre l'altro zoppicava

e alla bocca avea la bava.

" Ma non senti tu il dolore

che ti fanno quel borlotti

che ci ha imposto il confessore?"

"No, perchè li ho messi cotti."

©  2005  M. Cassini

 

 

NELL'UFFICIO POSTALE

Un tizio dall'aspetto un po' bislacco

nell'Ufficio Postal del suo paesetto

si presentò reggendo un grosso pacco

che teneva con le braccia stretto al petto.

"Desidera  spedirlo a porto franco

o preferisce il porto assegnato?"

"In quei porti non ho nessun amico.

Lo spedisco a mio zio nel Portorico."

©  2005  M. Cassini

 

 

STRANA RICHIESTA

"Desidera, signor?" chiese il commesso

ad un cliente strano e un po' malmesso.

"Avete la bandiera italiana

di color giallo e di tessuto in lana?"

"Ce l'ho di color bianco, verde e rosso"

rispose il commesso un poco scosso.

"Me la dia bianca. Sarà mia premura

di colorarla in giallo e con gran cura."

©  2005  M. Cassini

 

 

UN MENDICANTE RAFFINATO

 

Un mendicante tutto sbrindellato

chiede la carità in un caseggiato.

"Signora, ho fame. Un euro mi darebbe?

Vorrei comprarmi un po' di cioccolato

e di gustare un sorso di giulebbe."

"Ma non sarebbe meglio un bel panino

oppure un nutriente tramezzino?"

"Vede, signora mia, lei ha ragione

ma oggi è per me lieta occasione

che si presenta sol una volta all'anno

nel giorno lieto del  mio compleanno."

©  2005  M. Cassini

 

 

  ALLARME AEREO

In un paese in guerra

suona l'allarme aereo

 e nei bunker sottoterra

tutti cercan d'andar.

Ma un vecchio torna indietro

con volto alquanto scuro.

"Sei matto! Dove vai?

"Scordato ho la dentiera

in fondo a una teiera."

"Tra poco qui son guai -

disse un tal dal volto scuro. -

Che credi che stasera

butteran del pane duro?"

©  2005  M. Cassini

 

 

CONSIGLI

Che cos'hai" - chiese il marito

alla moglie impallidita.

"Ho il naso ostruito

e mi sento un po' stranita.

Se respiro con la bocca

io mi sento soffocare."

"Cara e bella la mia cocca,

prova un po' a non respirare."

©  2005  M. Cassini

 

                                                                                                                                                                

 

GUAI NEL POLLAIO

 

Un contadino aveva un grosso guaio

a causa di tre donnole rapaci

che visitavan spesso il suo pollaio

con blitz veloci, accorti ed efficaci.

Recandosi un bel dì alla stazione,

con l'intento di prendere un diretto,

quasi giunto a metà dello stradone,

si soffermò davanti a un negozietto

che precisava sopra gran cartello:

VENDIAM DI TUTTO. ENTRATE,  CHIEDETE

E SIATE CERTI CHE IL PRODOTTO AVRETE.

Il contadin, suonato il campanello,

spinse la porta e chiese all'esercente

che stava lavorando col martello:

"Avete una trappola potente?"

"Ma certo: dica solo la misura

e di servirla sarà nostra cura"

"Mi dia la più grande e faccia presto -

gli disse il contadino con affanno -

se no non prendo il treno ed io qui resto."

"Mi spiace, ma per lei sarà un bel danno -

perché di sì potenti  non ne fanno."

©  2005  M. Cassini

 

 

LA PARTITA DI CALCIO

 

Un gruppo di diavoli annoiati

volendo divertirsi un pochettino

con modi alteri e assai maleducati

bloccarono in un bar un Cherubino.

"Noi dell'Inferno vi sfidiamo al calcio

in campo neutro, presso il Purgatorio."

"Per far quel match non v'è nessun intralcio,"

rispose il Cherubino perentorio.

"Ma perderete, questo è assodato.

In Paradiso abbiamo calciatori

che l'arte del pallon ci hanno insegnato

e certo che per voi saran dolori."

Ghignarono due diavoli cornuti.

"Potrete avere su campion potenti.

Quaggiù abbiam gli arbitri venduti

che in campo certo son tra i  più fetenti."

©  2005  M. Cassini

 

 

CONSIGLI MEDICI

"Signora mia, ha il cuore indebolito:

lei deve evitar di far le scale.

Un tale sforzo è per lei proibito.

Potrebbe alla lunga esser fatale."

Tre mesi dopo riecco la vecchietta

presentarsi pimpante e molto ardita.

"La cura che le diedi adesso smetta

- le disse il professor. - Lei è guarita"

"Allora posso risalir le scale

per curare i colombi in piccionaia?

Sa, troppo in alto stava quel locale

ed ogni giorno mi metteva male

risalir per il tubo di grondaia."

©  2005  M. Cassini

 

 

SUI CAMPI DA CORSA

 

"Sono stufa di venire all'ippodromo

e di veder fantini cavalcar destrieri.

Domani voglio andare al cinodromo

per ammirar le corse dei levrieri."

"Perché hai cambiato gusto all'improvviso?"

le chiese suo marito scuro in viso.

"Perché voglio scoprir se son dei nani

i fantini che cavalcano quei cani".

©  2005  M. Cassini

 

 

SENSIBILITA'

Un cagnetto in poltrona

con a fianco la padrona

assisteva affascinato

quasi trattenendo il fiato

ad un film molto struggente

che un regista assai quotato

tratto aveva di recente

da un best-seller rinomato.

Alle scene più toccanti

molte lacrime versava

e con pianti laceranti

fortemente singhiozzava.

Alla gente stupefatta

che chiedeva la ragione

di quel suo comportamento

la padrona sconcertata

non trovava alcun commento.

"Non so dir che gli è accaduto!

Tanto più che, letto il libro,

esclamò: 'Non m’è piaciuto?.

©  2005  M. Cassini

 

 

CREAZIONE

 

Il buon Dio preoccupato

di finir la creazione

ad un Angelo fidato

avea dato la mansione

di curare gli animali

che via via stava facendo.

Ma una sogliola vedendo

tutta piatta e livellata,

l'angioletto redarguì:

"Tu dovevi sol lavarla.

Non ti dissi di stirarla."

©  2005  M. Cassini

 

 

LA SCELTA

 

Un naufrago stremato

su una zattera disteso

attendeva disperato

il soccorso a lungo atteso,

quando vide assai vicino

pedalar sul mar nebbioso

un ometto su un pattino.

"Forza, Genova è vicina!"

disse l'uom che s'era sporto

salga su e in una ventina

di minuti siamo in porto."

"Grazie no, non si dia pena.

Preferisco andare avanti:

perché sto a Sampierdarena."

©  2005  M.Cassini