Testo di D. Apicella - Illustrazioni di P. Baistrocchi

Roccaturca, 3 giugno 2007 ore 21.15

Ciao, il mio nome è Giulio, ho nove anni e tanta voglia di avventura! Oggi, con i miei amici Rocco, Francesca e Ciccio abbiamo deciso di costruire un vascello pirata con il quale intraprendere un viaggio verso terre sconosciute. Quindi siamo andati sulla spiaggia in cerca di ispirazione e immediatamente una vecchia vasca da bagno di metallo, finita lì chissà come, ha attirato la nostra attenzione. Dopo aver tappato il buco di scarico con un grosso pezzo di sughero, abbiamo deciso di dipingerla a strisce orizzontali di quattro colori diversi: rosso, verde, blu e giallo. Poi, dopo aver legato la bandiera nera col teschio ad un manico di scopa fissato a poppa, il nostro veliero è stato battezzato con il nome di "Priscilla". Ilario, il guardiano del faro, ha rimediato per noi un paio di remi, vecchi e mezzi sgangherati, e siccome ci sembrava scortese farglielo notare, ci siamo dovuti accontentare. Prima di salpare mi sono voltato verso Rocco per dirgli di cominciare a spingere la barca a mare e sono rimasto sorpreso nel vederlo tanto pallido. Ha poi confessato di non saper nuotare molto bene e ci ha detto che si sarebbe sentito più sicuro se avesse potuto indossare un salvagente. Una volta accordatogli il permesso abbiamo cominciato a spingere "Priscilla" con tutta la nostra forza. Dopo pochi secondi lo scafo ha urtato con violenza l’acqua e ha cominciato ad oscillare pericolosamente. Ciccio con un remo in una mano e una tavoletta di cioccolata nell’altra ha tentato goffamente di salire. Francesca, con sorprendente agilità, dopo aver spiccato un balzo felino sulla barca, ha teso la mano a Rocco che, impedito nei movimenti dal salvagente è rimasto in bilico tra l’acqua e lo scafo. Io, con l’altro remo in mano, non ho fatto neanche in tempo a salire perché dopo pochi secondi il vascello è sprofondato, insieme al nostro entusiasmo. Ma perché la vasca non è rimasta a galla? Navi pesantissime fatte di metallo e cariche all’inverosimile riescono a galleggiare in tutta tranquillità! Allora perché il nostro vascello è sprofondato? Tristi e scoraggiati siamo passati al faro per restituire i remi ad Ilario che, dopo aver ascoltato in silenzio il nostro racconto, ci ha fatto una domanda: "Sapreste dirmi da cosa dipende il galleggiamento di un oggetto? Pensateci e se non riuscite a trovare la risposta da soli vi aspetto qui, domani pomeriggio, per proporvi un esperimento che potrà chiarirvi le idee". Questo è bastato per farci tornare il sorriso. Non vedo l’ora che arrivi domani!

 

 

Roccaturca, 4 giugno 2007 ore 15,30

PROVE DI GALLEGGIAMENTO
L'esperimento di Ilario il guardiano del faro:

Materiale occorrente: una bacinella medio – piccola piena di acqua del rubinetto; un mattoncino di pongo.

Procedimento: dopo aver poggiato la bacinella piena d’acqua sul tavolo prendi il mattoncino di pongo fra le dita e poggialo delicatamente sulla superficie dell’acqua. Adesso, prima di lasciare la presa, rispondi a questa domanda: GALLEGGIA O VA A FONDO?

Ora puoi lasciare il pongo. Osserva attentamente ciò che accade. Il mattoncino sprofonda come un sasso!  Ma, secondo te, c’è un modo per farlo galleggiare? Comincia a manipolare il pongo in modo da dargli la "forma giusta", cioè una forma a scafo sufficientemente ampia con un fondo non troppo spesso. Attenzione però, non ti è consentito ridurre o aumentare la quantità di pongo con la quale hai cominciato l’esperimento. Prova e riprova fino a quando non galleggia. A questo punto caricare lo scafo per vedere se è in grado di trasportare del peso.

 

Conclusioni: da cosa dipende il galleggiamento di un corpo? Dalla sua densità! Cioè non solo dal suo peso, ma anche da quanto è grande. Quando un oggetto qualsiasi viene depositato in acqua, ne sposta una certa quantità per prenderne il posto. L’acqua spostata, nel tentativo di riprendersi il posto, dà una spinta più o meno forte verso l’alto all’oggetto. Da cosa dipende l’intensità di questa spinta? Dalla quantità (volume) di acqua spostata! Se la quantità di acqua spostata pesa più dell’oggetto che l’ha spostata, allora questa eserciterà una spinta in grado di farlo galleggiare. Viceversa, se la quantità di acqua spostata pesa meno dell’oggetto, la sua spinta non sarà sufficiente a farlo galleggiare e questo affonderà. Le enormi navi di metallo che solcano il mare sono pesanti ma anche molto grandi, per questo in grado di spostare grosse quantità di acqua. Nello stesso tempo, al loro interno, presentano tanti spazi vuoti riempiti solo dall’aria che, come sappiamo, pesa poco. Se la vasca è sprofondata evidentemente non è stata in grado di spostare una quantità sufficiente di acqua tale da poterla sostenere con il proprio carico.