Testo di S.Piana

Illustrazioni di C.Torello

 
     
 

 

Da qualche parte c’è un paese che si chiama . Si chiama così, dicono, perché le case sono tutte costruite con le pietre color verde, verde scuro, quasi blu. Anche le finestre sono fatte di pietra a . Per fare i vetri di pietra ci vogliono due cose: una grossa pietra, una bella grossa pietra verde chiaro e una macchina affetta-pietre. "Il segreto, però, sta nel regolare la lama dell’affettatrice" dice Pietro, il più anziano affetta pietre di . Lui oggi le pietre non le affetta più perché è in pensione e ride dei giovani apprendisti che provano e riprovano e riprovano... "Se stringi troppo, per affettare sottile, il vetro di pietra si sgretola tra le mani. Se, invece, stringi poco, poi la luce del sole non passa e in casa sei al buio tutto il giorno, non solo la notte". "Ed è un peccato – aggiunge Pietrina, sua moglie - perché il paese di prende il sole tutto il giorno. "Prima di là – e col dito indica i monti a oriente dove il sole nasce ogni mattina, poi di qua – e con l’altro dito indica l’azzurro del mare laggiù in fondo alla valle dove il sole si corica ogni sera. "E a mezzogiorno picchia dritto dritto sul tetto. Quando fuori piove, dentro non c’è molta luce, ma le nubi le vedi verdi e sei più contenta se un giorno grigio di pioggia diventa color verde come un prato e ti viene voglia di correre, correre e cantare… anche se sei vecchia come me" e ride. Pietrina ride, guarda il marito e ride ancora di più. Al centro del paese, proprio in mezzo al cerchio di case, si alza una grande roccia, una roccia color bianco neve che, quando il sole la illumina, se la guardi, ti abbaglia.

E’ la Rocca che nelle notti di temporale, quando le nuvole nere di rabbia e gonfie di pioggia si sfidano a colpi di fulmine, si accende e spegne, illuminata dai bagliori dei lampi come un gigantesco flash di un enorme macchina fotografica.

In cima alla Rocca è appollaiato un poderoso castello. Se lo guardi da lontano, le mura merlate e le torri lanciate contro il cielo sembrano un’aquila reale pronta a spiccare il volo. Il castello di , che sorge sulla Rocca bianca è fatto tutto di mattoni color rosso fuoco. Né Pietro né Pietrina, gli anziani più vecchi del villaggio, sanno chi e quando abbia costruito il castello.

Ma io ho letto in un libro, un antico libro di storie del tempo lontano, che un giorno passò di lì una fata mentre iniziava il temporale. La fata era appena stata dal parrucchiere e non voleva bagnarsi i capelli, ma non trovava un posto dove ripararsi; allora prese la bacchetta magica… e ci fu un fulmine tra i fulmini, solo più accecante; e poi ci fu un tuono tra i tuoni, solo più assordante e… sulla rocca comparve il castello. Io credo che sia andata proprio così: il castello rosso di , che sorge sulla Rocca bianca, è stato costruito in una nera notte di temporale dalla fata, che non voleva che la pioggia lavasse via la tinta turchese dai suoi capelli. Ma te la immagini la Fata Turchina con i capelli marroni?