HAGGARD HENRY RIDER

(Inghilterra)

 

Nato a Bradenham, Norfolk, nel 1856. Morto a Londra nel 1925.

Funzionario governativo nel Traansval dal 1875 fino al 1881, ritornato in Inghilterra, si dedicò interamente alla letteratura. Fu autore di numerosi racconti esotico-avventurosi e fantastici, assai popolari, ambientati nell’Africa del Sud. I migliori, dai quali sono anche stati tratti film, sono Le miniere del re Salomone (1885), Allan Quaterman (1887), Lei (1887).

Ha pure scritto uno studio sulla colonizzazione del Sud Africa e altre opere su problemi agricoli.  Nel 1912 ottenne il titolo di ‘sir’ per i suoi meriti.

 

 

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LESOTHO, Anno 1991  (963) , Lesotho , 1998, King's Solomon Mines 1998  (1384)

 

 

HAL'AMOVÁ  MASA

(Slovacchia)

 

Nata nel 1908. Morta a Bratislava nel 1995.

Poetessa slovacca della prima metà del 20° secolo, autrice di libri per bambini, e traduttrice.  Dopo  gli studi presso le scuole di grammatica a Martin e Bratislava, si diplomò all’Accademia di Bratislava e poi seguì un corso di lingua francese alla Sorbona di Parigi. Costretta ad una lunga cura per una grave malattia bronchiale in una località dei monti Tatra, incontrò il poeta ceco Wölker J. che ebbe una notevole influenza nella sua poesia.  Sempre in montagna incontrò anche il suo futuro marito, Pullman, col quale visse a Štrbské Pleso fino alla sua morte nel 1956. Durante la sua permanenza negli Alti Tatra, lavorò come impiegata in un ufficio del sanatorio Nový Smokovec. Appassionata di sci, partecipò nel 1935 al Campionato del Mondo in Štrbské Pleso in qualità di  arbitro. Dopo  la morte del marito, fino al suo pensionamento, lavorò come redattrice in alcune case editrici.

 La sua poesia si distingue per la dolcezza, la fragilità e la tenerezza con cui tratta  i motivi di amore e con cui descrive la vita di montagna e le immagini dei monti Tatra.

La prima raccolta di poesie Dar (Il dono, 1928) prende l'amore come tema, e il  secondo lavoro, Červený Mak (Rosso papavero, 1932)  parla delle pene del cuore. La terza raccolta Smrť tvoju žijem (Vivere la tua morte, 1966). è stata pubblicata molto tempo dopo la morte del marito.  La sua opera poetica è stata tradotta in nove lingue, e alcune poesie sono state musicate da compositori slovacchi.

 

FILATELIA

SLOVACCHIA  Anno  2008


 

 

Hale Kathleen

(Inghilterra)


Orlando, il Marmalade CatNata a Broughton, Lancarshire nel 1898. Morta il 26 gennaio 2000.

Autrice e illustratrice di libri per ragazzi, trascorse una infanzia travagliata: il padre morì quando lei era ancora in tenera età e dovette trascorrere lunghi periodi lontano dalla madre. Tale situazione e altre frustrazioni determinarono in lei un carattere ribelle.  Tuttavia il suo talento artistico fu riconosciuto dagli insegnanti delle scuole frequentate e fu inviata a frequentare corsi d’arte,  di scrittura e lettura a Manchester.

Nel 1917 si trasferì a Londra dove condusse una vita da artista. Nel 1920 cominciò ad illustrare sia la sua produzione rivolta all’infanzia, sia ad illustrare libri di altri scrittori.

Sposò un medico e con lui e i due figli  si trasferì nello Hertfordshire.

Fu per i figli che inventò alcuni personaggi, tra cui Orlando, il gatto Marmalade, presente in storie argute, ironiche e stravaganti, in cui si mescolano l’avventura, l’amicizia e la vita familiare.

Per tale personaggio le fu aggiudicato nel 1976 il premio OBE.

Kathleen morì in tarda età il 26 gennaio del 2000, quando aveva 101 anni.

 

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INGHILTERRA  1994,  IRLANDA 2004

 

 

 

 

HANS  ABRAMO

(Olanda)

Nato a Porsele il 12 febbraio 1882. Morto nel 1939.

Giornalista e scrittore di romanzi popolari e per l’infanzia. Produsse oltre 700 racconti e si occupò di un settimanale per ragazzi “Hansjes”.

Figlio di un’insegnante,visse i primi cinque anni nella città natale e poi, a causa di una controversia di lavoro della madre, dovette spostarsi con la famiglia a Roeselare, nel Belgio Occidentale.

Nel 1903, ottenne la licenza di insegnante a Doetinchem (Olanda). Insegnò in diverse località del Belgio e dei Paesi Bassi.  Dopo diversi anni di insegnamento, diventò giornalista, prima per il quotidiano olandese "De Telegraaf", poi per il giornale fiammingo "Het Laatste Nieuws". Durante la sua vita, Abramo si occupò del problema dei lavoratori stagionali fiamminghi costretti a lasciare il luogo di residenza per lavorare in Francia e divenne un combattente per la causa fiamminga.  Fu tra i fondatori della Associazione dei civili colloquiale della lingua olandese (Vereniging voor Beschaafde Nederlandse Omgangstaal).

 

FILATELIA

BELGIO  Anno 1981.

 

 

 

HARRIS  JOEL  CHANDLER

(USA)

 

Nato il 9 dicembre 1848 a Eatonton, Georgia, muore il 3 luglio 1909 ad Atlanta.

Si accosta alla letteratura sin da ragazzo, ascoltando sua madre leggere. Dopo le scuole regolari frequenta la Eatonton Accademy e diviene redattore e compositore del “Countryman”, un settimanale di proprietà di un amico e suo mecenate. Lavora anche come compositore a Nuova Orleans, ma la nostalgia della sua Georgia lo fa ritornare e da quel momento non l’abbandona più. Per 24 anni lavora per il giornale “Costitution” di Atlanta.

Nel 1871, quando lavora come corrispondente del “Daily News” di Savannah, comincia a raccogliere il materiale che appare nel 1880 nell’opera Zio Remo le sue  canzoni e i suoi detti. A questa seguono fino al 1918 altri otto volumi. In essi l’autore scrive bozzetti umoristici di negri. Ma oltre all’uomo vi sono anche storie di molti animali colti con umorismo popolare.

 Zio Remo è protagonista di una decina di altri romanzi tra cui Notti con Zio Remo (1883), Zio Remo e il fratello Coniglio (1907), Trascrive anche fiabe colte dal folklore negro raccontate in Mingo e altri schizzi in bianco e nero (1884), Libero Joe e altri schizzi della Georgia e ambientate in piccole comunità.

Dal 1907 dirige il “Uncle Remus’s Magazine”. 

Harris fu un uomo non intraprendente ma timido, schivo, amato da tutti, uno dei migliori rappresentanti della narrativa popolare americana. Molte opere sono adatte ai bambini.

 

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USA  1948  (531)

                                                                                                                                                                           

 

 

 

 

HAUFF  WILHELM  

(Germania)

 

Esponente della poesia romantica tedesca, tra i più caratteristici esponenti della scuola sveva alla fine del romanticismo, “ fu più noto e apprezzato come autore di fiabe e di novelle delicate” che non di poesie. Così  viene descritto il suo contributo letterario sulla  Storia Universale della letteratura.

Wilhelm Hauff nacque il 29 novembre del 1802 a Stoccarda.

Educato nel convento di Blaubeuren, ne esce per frequentare l’Università di Tubinga dove studia teologia. Il suo primo lavoro lo ottiene a Stoccarda dove si occupa dell’educazione dei figli di  un nobile generale, un lavoro di precettore che gli permette  di ritagliare ampi spazi di tempo libero durante i quali inizia a frequentare circoli letterari legati a quella che era definita ‘la scuola sveva’, cui appartennero anche l’avvocato-poeta Ludwig Uhland, il professore e pastore protestante Gustav Schwab, Justinus Kerner (che ne furono i fondatori), dei quali diviene amico.

Inizia scrivendo romanzi e seguendo lo stile e l’impronta di uno scrittore allora alla moda, H. Clauren, ma se ne discosta subito, anzi volge tale imitazione  in chiave ironica. La sua prima opera nota è L’uomo sulla Luna (1825), una parodia del romanzo fantastico-sentimentale il cui successo fu enorme ma per la quale ha alcuni fastidi per aver derogato dalle norme per la stampa.

Ammiratore di Ludwig Tieck e  di E.T.A. Hoffmann ne segue le tracce che appaiono con evidenza nel suo capolavoro Le memorie di Satana (1826)  dove umorismo e grottesco si mescolano abilmente, e in altre opere tra cui Fantasie nella cantina municipale di Brema (1827).  Ammiratore dello scrittore  Walter Scott, scrive  Lichtenstein, un romanzo storico.  Produce anche novelle pubblicate isolatamente. Tra queste spiccano per originalità e interesse Suss l’ebreo (1827) e  La mendicante del Pont-des-Arts (1827).

Nel campo della letteratura rivolta all’infanzia Hauff è noto per aver scritto L’almanacco delle fiabe (1825-27), fiabe tipiche di quel periodo di tardo romanticismo.

Per la sua fama che andava sempre crescendo e diffondendosi,  l’editore Cotta gli affida l’incarico di redattore capo del giornale ‘Das Morgenblatt für gebildete’ che conserva sino alla morte.

Di aspetto piacevole, biondo e bello come i canoni romantici prescrivevano per i protagonisti delle opere, faceva rivivere nel lettore la figura del poeta e scrittore romantico.  Ma la sua vita fu assai breve. Morì a soli 25 anni, alcuni mesi dopo le sue nozze.

Sulla causa della sua morte, avvenuta a Stoccarda il 18 novembre 1927, ci sono pareri discordanti. Sul Dizionario degli Autori Bompiani si legge: “una improvvisa malattia lo rapì giovanissimo”, mentre sul Dizionario della Letteratura per ragazzi di T. Buongiorno leggiamo: “[ebbe un ] buon successo letterario. Ma questo non lo ha trattenuto dal suicidio”

 

LIBRI

La filatelia di lui ha sinora offerto solo il ritratto in occasione del 150° anniversario della morte.

Le sue opere non sono destinate ad un pubblico giovanile tranne un gruppo di racconto fantastici.

Si tratta di sedici fiabe, divise in tre gruppi, pubblicate sul ‘Märchenalmanach’ nel periodo 1825/27, ambientate per lo più in Oriente, nelle quali si avverte la matrice delle Mille e una notte.

Le prime sei sono comprese nell’opera Karawane (La carovana). L’A. immagina che un cavaliere  di Bagdad e cinque mercanti, incontratisi in un’oasi durante la traversata del deserto, raccontino ciascuno una storia. Tra queste la più nota è ‘Il califfo e la cicogna’. Vi si narra che un califfo avesse comprato da un mercante una pergamena con una formula,  cui era collegata una polverina che avrebbe permesso di  far diventare un animale a chi la annusava.  Unica regola per chi subiva la trasformazione: non doveva ridere se no avrebbe dimenticato la formula e sarebbe per sempre rimasto imprigionato nel corpo dell’animale.  Il califfo e il suo visir tentano l’esperimento e si mutano in cicogne.  Purtroppo uno stregone assiste alla scena e, volendo porre suo figlio sul trono del califfo, fa in modo che le due cicogne si incontrino con altre della loro specie assai ciarliere e ridanciane. Durante il colloquio con esse i due  si mettono a ridere e rimangono per sempre intrappolati sotto la forma animale.  Nelle loro peregrinazioni alla ricerca di una soluzione si imbattono in un gufo. Si tratta di una bella principessa, anche lei caduta sotto gli incantesimi dello stregone. Sarà costei a condurli in casa dello lo stregone mentre sta banchettando con degli amici e raccontando loro come aveva imbrogliato il visir. Ma, pronunciando involontariamente la formula magica, libera i due malcapitati. Lo stregone verrà messo a morte e il figlio, tramutato in cicogna e custodito a palazzo in una gabbia.

Il secondo gruppo è composto da sei fiabe, riunite sotto il titolo Lo sceicco di Alessandria. Durante il periodo del Ramadan sei schiavi raccontano una fiaba allo sceicco il quale, al termine di essa li libera. In tal modo lo sceicco  implora Allah affinché gli venga restituito il figlio rapito dai Franchi.

L’ultimo gruppo, La locanda nello Spessart. è di quattro fiabe. L’ambiente non è più quello orientale. Le vicende si svolgono in Europa. La fiaba più conosciuta ha per titolo ‘Il cuore freddo’. Racconta la vicenda di Peter Munk che, attraversando la Foresta Nera, viene colpito da un incantesimo ad opera di spiriti.

“Queste fiabe, che sono fra le espressioni più caratteristiche dell’epoca, non rispecchiano la vera personalità artistica di Hauff, di ispirazione schiettamente umoristica, ma contribuiscono efficacemente alla sua fama.”

 

 

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GERMANIA  1977 (801)

 

 

 

HEINLEIN  Robert A.

(U.S.A.)

 

Nato a Butler il 7 luglio del 1907. Muore a Carmel l’8 maggio del 1888.

Il piccolo centro del Missouri in cui nacque, l’ambiente, gli usi e i costumi influenzano i suoi lavori anche se rompe i legami con  molte consuetudini e costumi sociali.

Terminate le scuole superiori si iscrive nel 1925 alla U.S. Naval Academy di Annapolis nel Maryland dove si diploma nel 1929.  Sposa la sua seconda moglie, Leslyn McDonald, nel 1932 e nel  1934, viene congedato dalla marina poiché soffriva di tubercolosi polmonare. Durante il lungo periodo trascorso all’ospedale comincia a pensare al futuro volume Straniero in terra straniera.

Anche il periodo trascorso nell'esercito rappresenta l'altra più grande influenza sul lavoro di Heinlein, il quale per tutta la vita credette fortemente nella fedeltà, nella leadership ed altri ideali associati alla vita militare.

Dopo il suo congedo, frequenta per alcune settimane dei corsi di matematica e fisica alla University of California di Los Angeles, abbandonandoli a causa dei suoi problemi di salute e anche  per il desiderio di entrare in politica. Concorre per un seggio nell'Assemblea di Stato della California nel 1938 ma  non viene eletto.

Per vivere comincia a scrivere opere di fantascienza.

Si impone rapidamente tanto da divenire il leader di un nuovo movimento verso una fantascienza "sociologica".

Durante la Seconda Guerra Mondiale serve nella Marina come ingegnere aeronautico civile nel laboratorio materiale della Naval Aircraft Factory, con lui lavorano anche il giovane Isaac Asimov e Lyon Sprague de Camp.

In questo periodo conosce Virginia "Ginny" Gerstenfeld che diventerà la sua terza moglie. Con il calmarsi della guerra nel 1945 inizia a rivalutare la carriera di scrittore, pubblicando quattro importanti storie sul Saturday Evening Post, tra cui  Le verdi colline della Terra.  E’ il primo scrittore di FS ad uscire dal ghetto dei pulp.

Heinlein scrive pure romanzi per adolescenti. Nelle sue intenzioni considerava le opere rivolte ai giovani assai importanti, dato che servivano a costruire futuri lettori adulti scientificamente e socialmente consci. In questi libri parla di molti argomenti, ma quello del 1959, Fanteria dello Spazio viene considerato dallo staff redazionale di Scribner's troppo controverso per la loro prestigiosa collana e viene sommariamente rifiutato.

Heinlein, sentendosi sciolto da ogni vincolo di scrivere per ragazzi, inizia a scrivere "la sua roba, alla sua maniera" . Pubblica  Straniero in Terra Straniera (1961), che è la sua opera più conosciuta e La Luna è una Severa Maestra (1966), che molti considerano il suo miglior romanzo.

Comunque, a partire dal 1970, Heinlein soffre di una serie di crisi di salute, intervallate  da periodi di lavoro intenso. Con sua moglie Virginia viaggia per tutto il paese aiutando la raccolta di sangue e nel 1976 è per la terza volta l'ospite d'onore alla World Science Fiction Convention a Kansas City.

Era esausto, la sua salute declina nuovamente e deve sottoporsi ad una delle prime operazioni bypass del cuore nel 1978.

Cagionevole di salute e avvertendo l’avvicinarsi della morte, scrive ancora cinque romanzi dal 1980 fino alla sua scomparsa. Si spegne nel sonno, mentre stava mettendo assieme le note per il romanzo  World As Myth.

Tra le sue opere:  I primi romanzi- For Us, The Living: A Comedy of Customs (1939), Methuselah's Children (1941), Sixth Column alias The Day After Tomorrow (1941), Beyond This Horizon (1942), The Puppet Masters (1951), Double Star (1956), The Door into Summer (1957),  Stranger in a Strange Land Glory Road (1963), Farnham's Freehold (1965), The Moon is a Harsh Mistress (1966).

Romanzi per ragazzi Rocket Ship Galileo (1947), Space Cadet (1948), Red Planet (1949), Farmer in the Sky (1950), Between Planets (1951),  The Rolling Stones (1952),  Starman Jones (1953, The Star Beast (1954),  Tunnel in the Sky (1955),  Time for the Stars (1956),  Citizen of the Galaxy (1957),  Have Space Suit — Will Travel (1958) Starship Troopers (1959),  Podkayne of Mars (1963).

Romanzi dell'ultimo periodo: Orphans of the Sky (1963), I Will Fear No Evil (1970),  Time Enough For Love (1973),  The Number of the Beast (1980),  Friday (1982),  Job: A Comedy of Justice (1984) — Il pianeta del miraggio (1990) , The Cat Who Walks Through Walls (1985),  To Sail Beyond the Sunset (1987).

 

FILATELIA

SAN MARINO  Anno 1998  Foglietto

                                                                                                                                             

 

Henry Marguerite

(USA)

 

A undici anni decise di diventare una scrittrice. Vendette il primo articolo ad una rivista femminile; trattava di un collie e di bambini che giocano d’autunno in una foresta tra le foglie cadute.  Da allora continuò ad  occuparsi di racconti destinati  ai giovani basati non su fatti fantastici  ma episodi reali, legati alla vita quotidiana.

Il suo libro più noto  Misty di Chincoteague, pubblicato nel 1947, fu subito un successo, tanto da vincere numerosi premi tra cui il Newbery Honor Book. Per tale opera fu invitata nel 1948 alla Convention annuale dell’American Library Association.

Misty, è la storia di un cavallo realmente esistito, morto nell’ottobre del 1997 nella fattoria  Pony Chincoteague sull’isola omonima.

Margherite morì  a causa di un ictus il 26 novembre 1997 nella sua casa di Rancho Santa Fé, in California.  Durante la sua carriera di scrittrice scrisse 58 libri.

 

FILATELIA

SIERRA LEONE  2001  (3404)

 

 

 

 

HERGÈ  (pseud. di Georges Prosper Remì)

(Belgio)

 

Nato a Etterbeek il 22 maggio 1907, muore  a Bruxelles3 marzo 1983).

Autore di fumetti, ebbe una vita .avventurosa, complessa e talora drammatica.

Arriva quasi per caso al fumetto, linguaggio poco considerato in quegli anni lontani, affascinato da autori come George McManus e dal linguaggio del cinema. Le sue prime storie, ancora ingenue, hanno didascalie del tipo “United Rovers présente: un grand film comique”. Cinema su carta, insomma, e del cinema assimila il ritmo, le inquadrature, la regia dinamica.

Giovanissimo, entra nella professione grazie all'abate Wallez, che vede in lui un ragazzo dotato, in grado di coinvolgere i più giovani col suo segno. È quindi sulle pagine del “Petit Vingtième”, supplemento del quotidiano cattolico “Le Vingtième Siècle”, che parte la grande avventura di Tintin (il più noto personaggio di Hergé) e del suo autore. All'inizio Georges è fortemente guidato e condizionato da Wallez, che attraverso Tintin vuole solo portare un preciso messaggio di parte ai bambini, ma appena possibile Hergé comincia a dare la propria personalissima impostazione alla serie e a spiccare il volo.

Più della metà degli albi li realizza prima della fine della seconda guerra mondiale. La sua presenza professionale nell'ambiente della destra cattolica estrema (esplicita area di riferimento del giornale per cui lavorava) e la successiva collaborazione col quotidiano “Le Soir” nel periodo in cui era sotto il controllo diretto degli invasori nazisti, costano a Hergé, dopo la guerra, il periodo peggiore della sua vita. Viene accusato di collaborazionismo, nonostante avesse solo pubblicato avventure a fumetti per bambini, e rischia la galera (se non la vita). Ma in suo aiuto arriva inaspettatamente Raymond Leblanc, un ben noto partigiano che voleva fondare il settimanale “Tintin” e testimonia in suo favore.

Dotato di grande creatività, periodicamente martoriato dalla depressione, sommerso dal lavoro, Hergé, che già nel periodo bellico era ricorso al contributo di amici, nel dopoguerra raccoglie attorno a sé un gruppo di eccezionali autori con l’aiuto dei quali porta il personaggio Tintin al successo internazionale. Ma il personaggio Tintin rimane sempre una sua creatura. Era solito, infatti, affermare :“Tintin sono io”. E, infatti, dopo la sua morte Tintin non ebbe più un seguito, pur continuando a vendere ininterrottamente le ristampe delle sue avventure che, ormai, sono un classico.

Uomo dalla personalità complessa e sofferta, si sposò due volte, non ebbe figli e manifestò spesso una  insofferenza totale nei confronti dei suoi stessi personaggi.   Comunque, nonostante tutti i suoi problemi e i suoi lati oscuri, Hergé ha lasciato un segno indelebile.

 

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BELGIO 1979 (1939), 2001 (3043+BF), BELGIO 2007,  FRANCIA 2000 (1303+BF), Francia 2007, OLANDA 1999, (1710/11+BF), Svizzera 2007  (due cartoline postali)

 

 

 

HESSE  HERMANN

(Germania)

 

Nato a Calw, Württemberg il 2 luglio 1877. Morì a Montagnola, Ticino, il 9 agosto 1962.

Di famiglia cosmopolita di missionari pietisti, ebbe da questa una impronta umanistica e soprannazionale.

Fu avviato agli studi teologici ma si sottrasse alla carriera ecclesiastica a seguito di  una crisi adolescenziale, di cui vi è traccia nel romanzo Sotto la ruota, che tratta dei rapporti fra genitori e figli, (1906).

Durante la fase giovanile, a quattordici anni, lasciò la famiglia per fare prima il  meccanico e poi il libraio a Tubinga.

La sua narrativa è ricca fino alla prima guerra mondiale e ad essa appartengono i romanzi Peter Comenzind (1904), sull’incomprensione fra genitori e figli;  Bildungsroman che lo fece conoscere al pubblico, numerosi racconti, le storie di Knulp (1915), i romanzi Gertrud (1910) e Rosshalde (1915).

Nel 1911 visitò l’Indonesia i cui ricordi sono presenti in Viaggio in   India (1913)

Visse la prima guerra mondiale come un trauma e nel dopoguerra si avvicinò alla psicoanalisi di derivazione junghiana, una prospettiva che trasformò la sua scrittura già a partire dal 1919 quando pubblicò Fiabe e il romanzo Demian seguito da L’ultima estate di Klingsor (1920).

I romanzi della maturità sono per lo più imperniati e costruiti su personaggi problematici e sul dualismo genio e follia: Klein (1919), Il lupo della steppa (1929), Narciso e Boccadoro (1930), il romanzo Siddharta (1922), Il pellegrinaggio in Oriente (1932), Il gioco delle perle di vetro (1943) in cui mescola romanzo e saggio.

Hesse ha pure lasciato poesie delicate e malinconiche.

Nel 1946 ottenne il premio Nobel.

 

FILATELIA

GERMANIA  Anno 2002  (2102), LIECHTENSTEIN   Anno 1981  (728),  SAINT VINCENT Anno 1995  (2581),  SVIZZERA  Anno 1978  (1082),

 

 

 

 

HILLEL  OMER

(Israele)

 

Nato nel 1926.  Morto nel 1990.

Scrisse poesie sotto lo pseudonimo di Ayin Hillel. È ricordato soprattutto per le sue poesie per bambini, che sono diventate un motivo importante per spiegare i vari conflitti tra Israele e i popoli confinanti.  È nato in un Kibbutz in Valle di Jezreel. Il suo più famoso poema, Hanesher, (L’aquila) è scritto in linguaggio biblico, ma esprime i dubbi e le disillusioni del ventesimo secolo.

 

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ISRAELE  Anno 1984.

 

 

 

HOFFMANN   ERNST THEODOR AMADEUS  

(Germania)

 

Nacque il 24 gennaio 1776 a Könisberg e trascorre l’infanzia  presso i nonni paterni.

Hoffman avverte presto il richiamo della musica tanto da sentirsi spinto a cambiare il suo terzo nome, Wilhelm, in quello di Amadeus per l’amore che portò alla musica di Mozart. Il padre, però, lo avvia verso gli studi giuridici che compie nella città natale. Divenuto giudice consigliere entra presto nella carriera dei funzionari statali e occupa uffici  a Glogau, a Berlino,  a Pòznan,  a Varsavia dove rimane dal 1804 al 1807 e dove trascorre tre anni intensi dividendo la sua attività lavorativa con altre attività come quella letteraria,  di musicista e di pittore.

L’arrivo delle truppe napoleoniche lo induce a lasciare il lavoro per   tornare a Berlino. Successivamente si stabilisce a  Bamberga dove decide di dedicarsi alla musica. Ma vi rimane solo sei anni durante i quali collabora con l’amico Holbein, direttore del  teatro locale. Deve in seguito riprendere il suo vecchio lavoro di consigliere della corte d’appello di Berlino. 

A Berlino  iniziano gli anni più frenetici della sua attività poliedrica, divisa nei tre campi della musica, della letteratura, della pittura, in ognuno dei quali profuse tutto se stesso.

È il periodo della doppia vita: di giorno solerte e meticoloso funzionario; di sera artista scapigliato, frequentatore di osteria con gli amici letterati berlinesi.

Il suo primo volume fu  Kreisleriana I dolori musicali del direttore d’orchestra Johannes Kreisler (1814). Si tratta di una raccolta di schizzi, di fantasie, di appunti critici attribuiti a un immaginario compositore, che sotto la finzione letteraria rispecchia la vita dell’autore, discute sulla virtù redentrice della musica, ma rischia di venir travolto dalla forza demoniaca che la musica può possedere.  Assai più famosi furono le Fantasie alla maniera di Callot  (1815), I notturni (1817), I fratelli di san Serapione (1819-21) in quattro volumi contenenti i suoi racconti migliori.  Non raccolti in volume apparvero  Il nano Zaccheo (1819), La principessa Brambilla (1920), Mastro Pulce (1922) e il romanzo Gli elisir del diavolo (1815-16)

Hoffmann appartenne al tardo romanticismo o meglio al realismo fantastico. 

Risale al periodo della sua maggior produzione letteraria l’amicizia che lo lega al Barone di La Motte-Fouquè di cui fu spesso  ospite nel castello di Nennhausen presso Berlino e il matrimonio con  Maria Thekla  Michalina Rorer –Trzysska.

La sua tensione esistenziale lo spinge verso un genere letterario particolare, definito in Inghilterra con l’etichetta di romanzo gotico o letteratura fantastica, grottesca, del terrore. I suoi racconti, infatti,  si basano sul terrore psichico; sono immersi in un clima soprannaturale, magico che sfiora il demoniaco.

Notevoli i racconti La pentola d’oro  presente nel volume Fantasie alla maniera di Callot. In esso l’autore racconta la storia di Anselmo, sposo di Veronica. Giovane inquieto, intreccia un rapporto con l’ambigua Serpentina, figlia di un archivista. Inutilmente la strega Lisa cerca di salvare il matrimonio di  Veronica, senza riuscirvi. Alla fine Veronica si risposa con un ex rivale di Anselmo, mentre quest’ultimo sposa Serpentina e la segue nel paese di Atlantide.

Altrettanto notevole è il romanzo Gli elisir del diavolo. Frate Medardo, sotto l’influsso di un elisir, vive in convento. Durante una visita al papa,  il frate si innamora di Aurelia, che gli ricorda il quadro di Santa Rosalia, e, contemporaneamente, della di lei madre Eufemia.  In un raptus uccide la madre e il fratello di Aurelia. Fuggito con l’aiuto del barbiere Belcampo, che misteriosamente sa tutto di lui, riesce a sottrarsi alla giustizia. Durante la fuga si imbatte in un monaco che ha il suo stesso aspetto. Nel vederlo il sosia  impazzisce. Frate Medardo intanto ritrova Aurelia, ma viene imprigionato per gli assassinii commessi. Viene però salvato dal sosia che si assume tutte le colpe. Ma il monaco Medardo, mentre sta per sposare Aurelia, vedendo il suo sosia avviarsi al patibolo, si ravvede. Salvato nuovamente dal barbiere che l’aveva aiutato a fuggire la prima volta, ritorna in convento per restarvi e vi trova Aurelia morente.

L’ultima produzione letteraria di Hoffmann risente dell’improvvisazione e non ha più la forza penetrante dei lavori precedenti. Ma ormai nel campo letterario aveva dato tutto il meglio di sé

Costretto all’immobilità per una malattia inguaribile, morì a Berlino nel 1822.

 

LIBRI

Nella filatelia Hoffmann è ricordato per un solo racconto Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi, presente nella raccolta I fratelli di san Serapione.

Seguendo la tecnica a cornice, Hoffmann fa narrare  le singole novelle a sei amici che si riuniscono per raccontare fatti reali e immaginari e che hanno dato il nome di San Serapione al loro gruppo per essersi la prima volta riuniti nel giorno della festa del santo. I caratteri di tre di essi sono assai diversi: uno è amante della musica; il secondo è un inguaribile romantico che vive in un mondo di pura fantasia; il  terzo colleziona casi di pazzia che escono dalla normalità. Sono tre aspetti della psiche di Hoffmannn e a questi tre narratori affida la maggior parte dei racconti..

Tra essi spicca la fiaba Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi che ebbe fortuna nell’Ottocento e Novecento, tanto da ispirare a Ciajkovskji, su suggerimento del coreografo francese Marius Petipa, il balletto Lo schiaccianoci. Anche Dumas scrisse una versione della fiaba e nel 1940. Disney nel film Fantasia inserì un episodio che ricorda il racconto e la musica del compositore russo.

È Natale e in casa del dottor Stahlbaum i bambini sono felici per i regali del loro padrino Drosselmeier, in particolar modo per un ometto meccanico, burbero e misterioso, che abita in un castello i cui abitanti danzano a suon di musica. Ma il giocattolo meccanico li annoia per cui i due fratelli decidono di giocare con i soldatini e le bambole. Maria, la sorella, è in particolar modo attratta da uno schiaccianoci di legno, vestito da ussaro e un po’ gracile.  Durante la notte, mentre i bambini dormono, i giocattoli prendono vita e, guidati dal loro re,  scendono in battaglia. Maria interviene ma durante la lotta si ferisce. Mentre è a letto,  l’ometto meccanico le racconta la favola della  principessa Pirlipat, stregata dal Re dei Topi.  Riuscirà a guarire dal maleficio solo quando si troverà un giovane capace di frangere con i denti la durissima noce Frakatuk. La principessa fa solenne promessa di sposarlo. Si ricerca il giovane in diverse parti del mondo e viene trovato a Norimberga. Messo alla prova, questi riesce a rompere la noce  coi denti, ma la principessa, vedendolo gracile e poco attraente, contrariamente alla promessa fatta, non vuole mantenerla.  Maria intanto guarisce e i combattimenti notturni continuano. Cesseranno quando la bambina avrà donato al Re dei Topi tutti i suoi dolci, i suoi giocattoli, i suoi libri.

Maria riesce a scoprire che colui che salvò la principessa altri non era se non il nipote del suo padrino Drosselmeier, trasformato in schiaccianoci. Solo quando la bimba afferma recisamente che Pirlipat ha agito male, rifiutando di sposare il suo salvatore, si compie il miracolo e lo schiaccianoci riprende la forma di bambino.

La favola passa continuamente dal mondo fiabesco a quello reale e viceversa. “Anche lo stile dell’autore fonde l’elemento razionale e il sogno. Lotario [il narratore]  dichiara che a comporre opere come questa occorre più che per ogni altra animo limpido e quieto, giacché mentre da tutti i lati la favola si slancia lampeggiando nell’azzurro, deve pur contenere un saldo nocciolo di buon senso e di umanità”.

 

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ANTIGUA  & BARBUDA 1993 (1629/32;   1641/5+BF 273 e 276),  LIBERIA 1998 (1764), NICARAGUA 1977  (1075/84+BF 136),  RUSSIA 1992 (5967/70)

 

 

 

 

 

HOFFMAN-DONNER  HEINRICH

(Germania)

 

Medico, psichiatra, scrittore, disegnatore, Heinrich Hoffman-Donner nasce a Francoforte sul Meno il 13 giugno 1809.

Dopo gli studi compiuti a Halle, inizia la sua professione di medico a Francoforte. Per qualche tempo insegna in un istituto di psichiatria e in seguito, nel 1851, gli viene affidata la direzione di un manicomio, dove comincia ad applicare nuovi sistemi di cura, in particolar modo verso i bambini, usando come terapia il gioco, il lavoro, il disegno, la lettura e il racconto. Solo all’età di ottant’anni lascia la direzione, ma non interrompe il suo rapporto col mondo della fanciullezza e al  suo iniziale capolavoro fa seguire altri libri anche per adulti.

Il suo exploit nel campo della letteratura per ragazzi avviene per caso e non fu intenzionale.  Era il 1844 e il dottor Hoffmann, in occasione del Natale, intenzionato a regalare qualcosa di particolare al figlio di tre anni, ma sul mercato non trovando quello che cercava compera solo un quaderno e delle matite colorate.  A casa comincia disegnare diversi personaggi applicando ad ognuno di essi un breve componimento poetico con facili rime e con argomenti un poco fuori dall’usuale. Questo fu il regalo per il figlio.  Sempre per caso l’editore Löning, amico di casa, apprezzata la novità e le caratteristiche del quadernetto che conteneva una diecina di  personaggi, ognuno con la sua storia in rima, gli propone di tirarne 1500 copie e di metterle l’anno successivo sul mercato. Il piccolo libro uscì sotto lo pseudonimo di Heinrich Kinderliebe (Enrico amico dei bambini). Un successo. Le copie andarono subito esaurite. Le ristampe diffusero il libro dapprima in Germania e poi nel resto del mondo, sotto il nome vero dell’autore.

Spinto dal successo ottenuto, Hoffmann si dedica ad altri libri per l’infanzia. Pubblica un Liederbuch fûr Ärzte und Naturforscher (Libro di canti per medici e scienziati) (1867) e un volume di ricordi autobiografici dal titolo Struwwelpeter-Hoffmann erzählt aus seinen Leben.

Morì a Francoforte sul Meno il 20 settembre 1894.

 

LIBRI

Struwwelpeter, meglio conosciuto sotto il titolo di Pierino Porcospino, si presenta a prima vista come un racconto dalla trama poco piacevole per un bambino in quanto tratta situazioni al limite e talvolta oltre quello che oggi è definito col termine di horror.

L’Autore non si preoccupò eccessivamente dell’aspetto che, secondo i canoni educativi dell’epoca, doveva avere un libro destinato all’infanzia e, nel suo caso, addirittura alla prima infanzia. Hoffman saltò a pie’ pari ogni forma di retorica, di perbenismo ad oltranza, di sentimentalismo, di idealizzazione dei personaggi. Presentò ai piccoli la realtà modificandola con la fantasia, usando dei babau spinti all’eccesso che i bambini afferrarono subito, saltando, anche loro, a pie’ pari quella specie di horror, in fondo umoristico e satirico, che caratterizzava le figure e le situazioni. La morale non è affatto addolcita ma mostra in modo truculento che cosa accade a chi non si comporta bene. Hoffmann ricorda un poco la risposta che Dracone diede ad una persona che gli chiedeva perché avesse prescritto la pena di morte per il semplice furto di un pane. Dracone rispose: “Perché non ho saputo trovare una pena più dura.” Sembra che Hoffmann sia un suo seguace perché le pene da lui applicate sono oltremodo severe. Portate all’estremo, ma forse per questo più comprensibili dai giovani lettori.

Si dice che i bambini non amano l’umorismo e la satira perché non li capiscono. Ed è così. Ma percepiscono chiaramente il concetto quando la parte scritta è  chiara e quando è accompagnata da un disegno che ne precisa la ragione. L’educazione impartita da Hoffmann non era né repressiva né feroce; era limpida ed evidente. Il significato di ogni personaggio emergeva chiaro, lampante in poche righe scritte sottoforma di brevi poesie divertenti e ironiche.

I personaggi presi di mira sono una decina.  Si va da Pierino definito un porcospino per la folta chioma sempre arruffata, sporco, trasandato,  allontanato e deriso da tutti per il suo aspetto poco piacevole; a Paoletta che gioca con i fiammiferi e finisce bruciata; a Fredrich. che fa del male agli animali e verrà morsicato a sangue da un cane; a Filippo che non sta composto a tavola, si dondola sulla sedia in bilico e finisce a terra, tirandosi addosso tovaglia, piatti, tavolo compreso. Per Hoffmann chi non mangia la minestra finirà al cimitero; chi è sempre con la testa tra le nuvole verrà portato via dal vento;  chi, come Conrad, continua a rosicchiarsi le unghie, finirà con le dita tagliate.

C’è pure il rispetto degli altri come nel caso di tre bambini che tormentano un ragazzino dalla pelle nera e vengono puniti con un bel tuffo  nell’inchiostro. C’è anche uno spunto ecologico, quello del cacciatore rimasto impallinato dall’animale a cui dava la caccia… e così via.  ‘A mali estremi, estremi rimedi’ è lo slogan in cui si

 può  racchiudere il contenuto del libretto.

 

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GERMANIA  1994 (1558/62)

                                                                                                                                                                                            

 

 

HOKA NASREDDIN  (o Hoca o Hogia)

(Turchia)

 

Era un saggio (bilghe), un turco un po' speciale vissuto tanti secoli fa in Turchia nella città di  Aksehir vicino Konya quando in Anatolia regnava Timurlenk detto Tamerlano per un periodo molto breve appena dopo i Selgiuki  e  prima degli Ottomani.

Era un viaggiatore dell'epoca ed era conosciuto da Buchara a Samarcanda e da Mombasa a Singapore. Le sue gesta e soprattutto le sue sentenze e storielle, solo apparentemente senza senso,  hanno lasciato tracce ovunque si sia diffusa la cultura islamica. Quelle storie brevi e buffe si raccontano ancora oggi in Iraq, in India e in tanti altri paesi d'Oriente e d'Occidente con nomi e dettagli cambiati, ma con spirito affine. In particolare assomigliano a quelle che si raccontano nel Nord Europa e che hanno per protagonista Till Eulenspiegel, o a quelle che nella cultura ebraica vengono attribuite a un rabbino saggio e stravagante e infine ad un personaggio presente nelle culture del bacino del mediterraneo, Giufà  in siciliano, Guhà  in turco appunto  Nasreddin Hoca.

Nessuno sa come siano nate, ma la cosa in verità non ha molta importanza. Ciò che le ha fatte sopravvivere nei secoli è la tradizione orale, ossia il fatto che siano state tramandate a voce di generazione in generazione e così le radici sono le stesse per tutti i racconti, anche se le varianti sono infinite.

 

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TURCHIA  1976   (2164/68)  

 

HREBINKA (o Grebinka) IEVHEN PAVLOVYCH

(Ucraina)

 

Nato il 2 febbraio 1812.  Morì  a San Pietroburgo il 15 dicembre 1848.

Suo padre era un funzionario in pensione, letterato e scrittore.

Gli anni trascorsi nella scuola di Nizhyn (1825-1831), lasciarono in Hrebinka una traccia importante nella sua formazione. Cominciò a collaborare alla rivista “Amatuzia”, scrivendo favole; nel 1834 ne furono pubblicate 23 assieme ad un’altra opera poetica dal titolo Una barca, due opere che fecero di lui un promettente scrittore della letteratura ucraina. Dopo aver completato il servizio militare in un reggimento cosacco, si trasferì a Pietroburgo e iniziò a muoversi negli ambienti letterari, stabilendo contatti e amicizie con  Vladimir Dahl, Ivan Panayev, Aleksandr Pushkin, Ivan Krylov, e Vasily Zhukovsky.  A Pietroburgo trovò un impiego come  funzionario della Commissione Teologica delle Scuole e poi come insegnante di scienze naturali  presso l’Istituto di ingegneria mineraria.

Lavorò con passione per il suo paese, ma il contributo più importante lo diede in campo letterario con la sua brillante serie di favole, le sue liriche e i romanzi Chaikovsky, d’argomento storico (1843), Zolotarenko, il colonnello di Nizhyn (1842) di sapore cronachistico,  Kukyk, novella psicologica  (1840), Diario di uno studente (1841) di sapore autobiografico, La avventure di una banconota blu (1847).  La famosa canzone d’amore "Occhi blu”  non è un prodotto di folclore, ma fa parte dell’opera poetica di Hrebinka.

Una pietra miliare nella letteratura ucraina è stata nel 1841 la pubblicazione della antologia Lastivka (La Rondine), che comprendeva opere di Shevchenko, Kotliarevsky, Kvitka-Osnovyanenko, Borovykovsky, Zabila, e Hrebinka.

Da ricordare che Hrebinka aiutò Shevchenko per affrancarsi dalla servitù  della gleba e ne divenne amico.

Yevhen Hrebinka morì  a San Pietroburgo il 15 dicembre 1848, all'età di 36 anni e fu sepolto nei pressi del villaggio di Maryanivka, Poltava. T

 

FILATELIA

URSS  Anno  1986   Busta postale.

 

 

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