Bagmut  Ivan Andrianovich

(Ucraina)

  

Nato  nel 1903.  Morto nel 1975.

Scrittore ucraino, scrisse libri di viaggio e libri per bambini.

 

FILATELIA

UCRAINA  Anno 2003  busta  postale.

 

BARRIE  JAMES MATTHEW

(Scozia)

 

Originario di un paese della Scozia, Kirriemuir, ottavo di nove figli di una  famiglia di tessitori assai prolifica, Barrie nasce il 9 maggio del 1860.

All’età di sei anni uno dei suoi fratelli muore mentre sta pattinando sul ghiaccio e la madre subisce un tale choc da dover rimanere a letto per molti mesi.  James cerca di sostituire l’affetto del figlio perduto, rimanendo sempre vicino a lei.  A otto anni viene inviato a frequentare l’Accademia di Glasgow e successivamente quella di Dunfries. Si laurea in legge all’università di Edimburgo e in quegli anni inizia la sua attività letteraria prima come giornalista a Londra, dove si trasferisce nel 1882, poi come romanziere e commediografo, attività che gli permette di  conoscere l’attrice Mary Ansel che in seguito sposa. Il matrimonio però presto si scioglie perché dall’unione non nascono figli. 

James è sempre stato un eterno bambino e, come il suo Peter Pan, non crebbe mai. Ma come Peter Pan trovò sempre posto nell’immaginazione dei  ragazzi.

Inizialmente si afferma come scrittore per  adulti scrivendo commedie e romanzi, apprezzati da Stevenson, Carroll, Conan Doyle con cui firma la sua prima commedia. Scrive bozzetti sulla Scozia raccolti nel volume Una finestra a Thrums (1889), servendosi anche del dialetto e di aneddoti  tratti dalla vita provinciale, riuscendo così a divertire i lettori mescolando sapientemente umorismo e realismo.

Nel 1883 entra a far parte della redazione del  “Saint James Gazette” e scrive la sua prima opera  Meglio morto, una satira sulla vita londinese. Nel 1891 scrive i romanzi Il piccolo ministro, Margaret Ogilvy (1896), Sentimental Tommy (1896), Tommy and Grizel (1900) che riecheggiano  motivi cari a Dickens.

Per il teatro produce L’incomparabile Crichton (1902), Un bacio a Cenerentola (1916), Il bosco di Lob (1917) e altro ancora. Tutte opere animate da un sottile humour  e da una delicata fantasia, la stessa che aveva già usato nella prosa e che avrebbe profuso in seguito a piene mani nella sua opera più nota.

Per James i suoi amici più amati sono i bambini. Passeggiando nel parco di Kensington conosce i figli dell’avvocato Arthur Davies, col quale all’inizio ha qualche contrasto, mentre la moglie, della quale si innamora segretamente, si diverte in sua compagnia perché lo scrittore era solito intrattenere i figli raccontando loro storie. All’età di quarant’anni trascorre  con loro una vacanza nel Surrey, intrattenendo i ragazzi con storie che non finivano mai e inventando giochi che fotografava e inseriva in un album, corredato di didascalie.  È così affezionato a quei ragazzi che, morti i genitori, li prende con sé, provvede alle loro necessità, senza avere un corrispettivo in affetti. Per loro scrive il suo capolavoro in due volumi Peter Pan nei giardini di Kensington (1906) e Peter Pan e Wendy (1911). Ma già nel 1904 era nato un primo abbozzo dell’opera con la commedia Peter Pan il ragazzo che non voleva crescere.

Se la vita familiare viene da lui vissuta all’ombra di altri e senza grandi soddisfazioni,  quella pubblica gli procura riconoscimenti meritati. Nel 1813 ottiene il titolo di baronetto; nel 1922 l’Ordre of Merit; la nomina a rettore dell’Università di St. Andrews in Scozia e quella di Chancellor a Edimburgo.

Fin dall’inizio donò all’Ospedale per bambini di Great Ormond Street tutti i diritti editoriali  e teatrali derivanti da Peter Pan

Nei Giardini di Kensington venne eretta una statua al suo personaggio più noto.

Muore  a Londra il 19 giugno 1937.

 

LIBRI

 

Peter Pan nei giardini di Kensington  Peter Pan non vuol crescere e vive con le fate nell’Isola che non c’è. Solo di notte vola su Londra e sui vari parchi. Ama curiosare nelle case per vedere che cosa succede. Un giorno, attraverso una finestra rimasta aperta, entra nella casa dei signori Darling, ma la cagnetta Nanà lo fa fuggire così precipitosamente che Peter dimentica nella casa la sua ombra. Ritorna qualche giorno dopo per riprenderla e fa conoscenza con la piccola Wendy e con i suoi fratelli John e Michael.  Diventano amici e Peter, in compagnia della fata Campanellino, li porta in volo nella sua isola dove partecipano a numerose avventure fra pirati, fate, sirene, indiani e in particolar modo combattono contro il capitano Uncino, così chiamato perché un coccodrillo gli ha mangiato una mano. Peter cerca di trattenere i fratelli nell’isola, ma questi avvertono la nostalgia di casa e ritornano dai genitori. Peter rimane nel suo paese incantato insieme a Campanellino.

Peter Pan approdò al cinema nel 1924 con la regia di H.Brenon. Nel 1950 fu un musical a Broadway. Nel 1953 Disney ricavò il film a cartoni animati Le avventure di Peter Pan. Altri film apparvero nel 1978 e nel 1992, quest’ultimo con la regia di Spielberg sotto il titolo di Hook.

 

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CONGO 2001 (9 valori in foglietto),  DOMINICA 1980 (658/66+BF 51), JERSEY 1991 (553/6), GRAN BRETAGNA 1987 (intero postale),  2002 (2158/62),  GRENADA 1987 (1500/8+BF 184),  NIGER  1992 , NUOVA ZELANDA 1945 (270/1),

 

 

 

BARSTOW STAN

(Inghilterra)

 

Nato a Horbury, West Yorkshire,  nel 1928.

Figlio unico di un minatore, frequentò la Ossett Grammar School.e successivamente iniziò a lavorare  prima come disegnatore in una ditta e successivamente come addetto al  vendite.

La sua attività letteraria iniziò negli anni Cinquanta durante i quali produsse brevi storie trasmesse dalla BBC.

Pubblicò il primo lavoro La ricerca di Tommy Flynn  nel 1957  nella collana “Brevi  storie” della Putnam.   Tre anni dopo ottenne un certo successo col romanzo A Kind of Loving (1960),  da cui fu tratto un film.  Da allora pubblicò  diversi romanzi e libri di racconti tra cui A Brother's Tale (1980), Just you Wait and See (1986), Next of Kin (1991), and In My Own Good Time (1996).

Barstow è noto anche come sceneggiatore per la radio, la TV e per il teatro.

Le sue opere sono adatte anche ad un pubblico giovanile e sono lette nelle scuole.

Barstow si è sposato all’età di 39 anni. Ha due figli.  Ha vissuto per la maggior parte della sua vita nella nativa Yorkshire, per spostarsi poi  a sud del Galles.  Il suo ultimo libro Il mio tempo, pubblicato nel 2001, è la sua autobiografia.

 

FILATELIA

BHUTAN  Anno 2000  (Mic. 2157)

 

BASE GRAEME

(Inghilterra)

 

Nato il 6 aprile 1958, si trasferì in Australia nel 1966 dove frequentò la Box Hill High School e poi la High School di Melbourne. Terminati gli studi, seguì corsi di grafica presso lo Swinburn College of Technology per tre anni, terminati i quali si occupò di pubblicità.

Ottenne la notorietà anche fuori dell’Australia a seguito della pubblicazione della sua opera Animalia, destinata all’infanzia.  Si tratta di una illustrazione dell’alfabeto  attraverso la rappresentazione di  animali, messi in ordine alfabetico di iniziale. Un’opera di grande interesse per ragazzi e adulti, curata sin nei minimi dettagli.

L’opera Animalia fu pubblicata nel 1986 e si diffuse rapidamente. Il libro successivo L’undicesima ora vinse nel 1989 il premio Children Book Council of Australia. Altre sue opere:  Mia nonna è vissuta nel Gooligulch, Il segno della Seahorse, La scoperta dei draghi, La peggiore banda e l’Universo, Waterhole, Truckdogs.

Graeme vive a Melburne con sua moglie, artista pure lei, e tre figli.

 

 

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AUSTRALIA 2003  

 

 

BASHEVIS SINGER ISAAC 

(Polonia)

 

Nasce a  Radzymin, Varsavia, il 14 luglio 1904.  Muore a Miami il 24 luiglio 1991.

Il suo vero nome era Icek-Hersz Zynger. Il padre era un rabbino chassidico; Bathsheba, la madre, era figlia di un rabbino. All’età di  tre anni si spostò con la famiglia a Varsavia dove il padre presidiò un beth din, o corte rabbinica, in cui era rabbino, giudice e leader spirituale.

Il ragazzo trascorse anche diversi anni a Bilgoray, un villaggio immerso nella tradizione ebraica. Ricevette un'educazione di tradizione ebraica e studiò sui testi in ebraico e aramaico. Tutti nella sua famiglia raccontavano storie e lo stesso Singer, sin da giovane, cominciò a inventare racconti propri.

Nel 1920  entrò nel Seminario Rabbinico di Tachkemoni, ma fece ritorno a Bilgoray, dove si mantenne dando lezioni di ebraico. Nel 1923 si spostò a Varsavia, dove lavorò come correttore di bozze per la rivista “Literarische Bleter”, pubblicata dal fratello Israel Joshua Singer.

Isaac tradusse in lingua Yiddish alcune opere di Knut Hamsun, Thomas Man ed Erich Maria Remarque. Dal 1933 al 1935  fu un editore associato di “Globus”.

Come romanziere Singer fece il suo esordio con Satana a Goray, pubblicato in Polonia nel 1932.

Nel 1935 Singer entrò a far parte dello staff del quotidiano Yiddish “Jewish Daily Forward” come corrispondente estero. Per fuggire alla minaccia anti-semita emigrò negli Stati Uniti, separandosi dalla sua prima moglie, Rachel, e da suo figlio, Israel. Singer si stabilì a  New York, dove lavorò per il “Jewish Daily Forward.” Nel 1940 sposò Alma Haimann, un'immigrata tedesca che lavorava presso un prestigioso negozio d'abbigliamento. Nel 1943 divenne cittadino americano.

La sua prima raccolta di racconti in lingua inglese, Gimpel l'idiota, fu pubblicata nel 1957; il racconto che diede il titolo alla raccolta è tradotto da Saul Bellow. Parte dei racconti pubblicati nel “Daily Forward”, sono stati poi raccolti nelle opere Alla Corte di mio padre (1966) e Altre storie dalla corte di mio padre (2000).

Con la nomina al National Institute of Arts and Letters, nel 1964, fu il solo membro americano a scrivere in una lingua che non era l'inglese.

Singer pubblicò 18 romanzi, 14 libri per bambini, numerosi saggi, articoli e recensioni, ma negli Stati Uniti è noto soprattutto come scrittore di racconti brevi. Ha pubblicato molti racconti e articoli sotto pseudonimo, usando per la narrativa il nome "Isaac Bashevis" e per il giornalismo "Warshofsky".

Nel 1978 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura.

Da alcuni romanzi di Singer sono stati ricavati soggetti cinematografici: Il mago di Lublino (1979), diretto da Menahem Golam, Yentl  con Barbara Streisand (1983) e Nemici:  una storia d'amore 1989), diretto da Paul Mazursky con Angelica Huston..

Tra le opere più note si ricordano La famiglia Moskat (1950), il suo primo romanzo pubblicato in lingua inglese. Il tema della saga famigliare ritorna con La fortezza (1957) e La proprietà (1969). Il mago di Dublino (1960), tradotto in svariate lingue. Con Shosha (1978), una storia d'amore ambientata in Polonia negli anni trenta, Singer ritorna a narrare della Via Krochmalna dove è cresciuto. Tra le raccolte di racconti si ricordano Un amico di Kafka (1970), La morte di Methuselah e altre storie (1988). Tra i racconti e i romanzi autobiografici: Alla corte di mio padre e Ricerca e perdizione (1984).

Quella di Singer è una narrativa realistica intessuta di dinamiche storiche e sociali che vengono vividamente rievocate. Singer pone attenzione alla trama e al mondo interiore dei personaggi, mettendone in luce i travagli e le debolezze, i loro desideri di gloria e il loro bisogno d'amore, il problema dell'identità in lotta tra un sistema di valori tradizionale e l'inesorabile processo di secolarizzazione e di assimilazione del popolo ebraico alla cultura dominante.

Durante gli ultimi 14 anni della sua vita, ebbe come assistente Dvorah Telushkin, conosciuta nel 1975, quando lei aveva 21 anni. Telushkin racconta del suo ruolo di assistente di Singer e della sua crescita da segretaria a traduttrice, nel libro Master of dreams (1997).

 

FILATELIA 

ZAMBIA  Anno 2002  (1194)

 

 

Basile Giambattista

(Italia)

 

Nato a Giugliano in Campania nel 1566 e ivi morto nel 1632.

Da giovane fu soldato mercenario al servizio della Repubblica della Serenissima, spostandosi tra Venezia e Candia, l’odierna Creta. In questo periodo, l'ambiente della colonia veneta dell'isola gli permise di frequentare una società letteraria, l'Accademia degli Stravaganti.

I primi documenti della sua produzione letteraria pervenutici sono del  1604 e sono costituiti da alcune lettere scritte come sorta di prefazione alla Vaiasseide dell'amico e letterato napoletano Giulio Cesare Cortese.

L'anno seguente venne messa in musica la sua villanella Smorza crudel amore.

Rientrato a Napoli nel 1608, pubblica il suo poemetto Il Pianto della Vergine.

Nel 1611 prese servizio alla corte di Luigi Carafa, principe di Stigliano, al quale dedicò un testo teatrale, Le avventurose disavventure e successivamente seguì la sorella Adriana, celebre cantante dell'epoca alla corte di Vincenzo Gonzaga a Mantova, entrando a far parte della Accademia degli Oziosi. Curò fra l'altro la prima edizione delle rime di Galeazzo di Tarsia.

Nella città lombarda fece stampare madrigali dedicati alla sorella, e odi e, nel 1613 le Egloghe amorose e lugubri, seconda edizione riveduta ed ampliata de Il Pianto della Vergine ed il dramma in cinque atti La Venere addolorata.

Tornato a Napoli, fu governatore di vari feudi per conto di alcuni signori meridionali.

Nel 1618 uscì L'Aretusa, un idillio dedicato al principe Caracciolo di Avellino e l'anno seguente un testo teatrale in cinque atti Il Guerriero amante.

Morì a Giugliano, nel 1632, e fu sepolto nella Chiesa di Santa Sofia.

Opere: Le sue opere più famose sono scritte in lingua napoletana e si intitolano Le muse napolitane e Lo cunto de li cunti overo Lo trattenemiento de peccerille, noto anche come il Pentamerone , benché sia stato chiamato così da un editore e non per scelta del Basile.

Quest'ultimo, anche nel titolo, si ispira evidentemente alla raccolta di novelle (Decameron) di Boccaccio, ma con alcune differenze: le giornate sono la metà (5 anziché 10) e ridotto alla metà è anche il numero delle novelle (50 anziché 100, tra cui 49 raccontate dalle narratrici più 1 che fa da cornice alla storia); i narratori sono dieci vecchiette caratterizzate da difetti fisici (Zeza è sciancata, Cecca storta, Meneca gozzuta, Tolla nasuta, Popa gobba, Antonella bavosa, ecc.).

Più che novelle, le storie narrate da Basile sono fiabe tratte in genere dalla tradizione popolare, che l'autore trasforma però in prodotti letterari, con l'uso di un dialetto più colto di quello effettivamente parlato e con l'inserimento di notazioni ironiche e commenti moralistici. L'opera di Basile fu una fonte di ispirazione per altri autori di fiabe e favole, come Charles Perrault o i fratelli Grimm.

Infine la scelta di scrivere in lingua napoletana corrisponde alla tendenza propria dell'età barocca di sperimentare nuovi e più attuali modi espressivi

Fu Benedetto Croce a “tradurre” le favole in “italiano” e a scrivere la  premessa al libro Lo cunto de li cunti, edito da Laterza, Bari,  nel 1925. 

 

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ITALIA  Anno 1998  (Annullo speciale  illustrato)

 

 

BAUM  LYMAN FRANK

(U.S.A.)

 

Nasce a Chittenango, New York, il 15 maggio, 1856. Muore il  6 maggio 1919.

Baum era figlio di Benjamin Ward Baum e Cynthia Stanton, di origini tedesche, settimo di nove fratelli, dei quali solo cinque raggiunsero la maggiore età. Fu chiamato "Lyman" in onore di un suo zio paterno, ma preferì sempre farsi chiamare "Frank".

Il padre, ricco uomo d'affari, aveva fatto fortuna con i pozzi petroliferi della Pennsylvania.

Frank cresce nella grande villa dei genitori, Rose Lawn ("prato di rose"). Non frequenta la scuola regolare ma viene seguito a casa da un precettore che insegnava anche ai suoi fratelli. All'età di 12 anni a causa della sua costituzione gracile e per la sua indole di sognatore, il padre lo invia  all’Accademia Militare di Peekskill per temprare il suo carattere, ma a causa di una attacco di cuore deve tornare a casa.

Frank dimostra precocemente di essere attratto dalla carta stampata e dalla scrittura, tanto che, ottenuta in regalo una piccola pressa tipografica, la utilizza assieme al fratello minore Harry, per realizzare un giornale, “The Rose Lawn Home Journal”. Del giornale vengono pubblicati diversi numeri e i due fratelli riescono persino a vendere qualche spazio pubblicitario sulle loro pagine. All'età di 17 anni, Frank, appassionato collezionista di francobolli vara un secondo giornale amatoriale dal titolo “ The Stamp Collector".

Si sviluppa in lui un’altra passione, quella per il teatro, una passione che dura  per tutta la vita e che lo conduce  più volte vicino al fallimento economico Il  primo disastro sopraggiunge all'età di 18 anni, quando una compagnia teatrale locale lo convince a finanziare l'acquisto di un nuovo guardaroba di costumi, promettendogli di farlo recitare come protagonista; promessa che non fu poi mantenuta. Frank, deluso, si allontana dal teatro e inizia a lavorare come impiegato nella società di suo cognato a Syracuse.

A vent'anni, scopre una nuova vocazione, l'allevamento di una razza di gallina faraona nota come pollo di Amburgo.  Per assecondare questa nuova passione fonda nel 1880 un nuovo giornale sull'allevamento di pollame, “The Poultry Record”, e nel 1886, a trent'anni, pubblica il suo primo libro, Il libro degli Amburgo: breve trattato sull'accoppiamento, l'allevamento e la gestione di diverse varietò di Amburgo.

L’interesse per il teatro, momentaneamente sopito, riprende. Stavolta riesce a calcare le scene sotto lo pseudonimo di  Louis F. Baum, e nel 1880 diventa direttore di una catena di teatri di proprietà del padre. Da quel momento Baum inizia a scrivere per il teatro e ad assoldare compagnie di attori con cui recitare. Ottiene un grande successo con The Maid of Arran, un melodramma basato su un romanzo popolare, per il quale scrive anche alcune canzoni e nel quale recita come protagonista.

Il 9 novembre 1882, sposa Maud Gage, figlia di Matilda Joslyn Gage, una famosa attivista  e suffragetta.

Nel luglio del 1888, si trasferisce e ad Aberdeen, nel Dakota del Sud, dove apre un negozio, il "Baum's Bazaar". L'abitudine di Baum a far sistematicamente credito ai clienti, tuttavia, porta presto il negozio alla bancarotta.

Le antiche passioni letterarie riemergono. Fonda un nuovo giornale, “The Aberdeen Saturday Pioneer”, del quale cura personalmente la rubrica "Our Landlady". La descrizione che Baum avrebbe fatto anni dopo del Kansas, nel Meraviglioso Mago di Oz, è in gran parte basata sui suoi ricordi delle terra arida del Dakota del Sud.

Il giornale fallisce e Baum con la famiglia si trasferisce a Chicago, dove si impiega  come reporter per l'”Evening Post” e, contemporaneamente, come venditore porta-a-porta di porcellane. La svolta avviene nel 1897, anno in cui pubblica Mamma Oca in Prosa , una raccolta di filastrocche illustrate da Maxfield Parrish. Il libro ha un discreto successo, e Baum può così abbandonare il suo lavoro di venditore ambulante.

Nel 1899, in collaborazione con l'illustratore W. W. Denslow, Baum pubblica Il libro di Papà Oca, una raccolta di poesie nonsense, che diventa il libro per bambini più venduto dell'anno.

Nel 1900, sempre con l’illustratore Denslow dà alle stampe  Il Meraviglioso Mago di Oz . Un vero successo! Apprezzato dalla critica, il Mago di Oz fu anche bestseller per ben due anni consecutivi. Sulla scorta di questo successo, realizza negli anni successivi ben tredici romanzi ambientati nel Paese di Oz.

Due anni dopo la pubblicazione del Mago di Oz, Baum e Denslow si uniscono al compositore Paul Tietjens e al direttore d'orchestra Julian Mitchell per realizzare un adattamento del romanzo in musical. Lo spettacolo fu rappresentato a Broadway 293 volte dal 1902 al 1911, e in seguito fu portato in tournée per tutti gli Stati Uniti. Vi recitavano Dave Montgomery (nel ruolo del Boscaiolo di Latta) e Fred Stone (lo Spaventapasseri), divenuti celebri proprio con quello spettacolo. L'adattamento teatrale era un po' diverso dal romanzo, ed era pensato per un pubblico adulto. Vi furono introdotti due nuovi personaggi, vittime del ciclone, tra cui la cameriera Tryxie Tryfle e il tramviere Pastoria.

Nel 1901, Baum e Denslow collaborano a un nuovo progetto, il romanzo Dot and Tot of Merryland, che risulta un fallimento, e pone fine al sodalizio fra i due.

Da solo continua a scrivere romanzi sul Paese di Oz, sebbene a più riprese dichiara di voler smettere e dedicarsi a romanzi con altre ambientazioni. Ma troppo legato ai personaggi del Mago di Oz, usa numerosi pseudonimi, fra cui Edith Van Dyne (per la serie Aunt Jane's Nieces), Laura Bancroft (Twinkle and Chubbins, Policeman Bluejay), Floyd Akers (la serie di Sam Steele), Suzanne Metcalf (Annabel), Schuyler Staunton (Daughters of Destiny), John Estes Cooke e "capitan" Hugh Fitzgerald.  Pubblica anche un libro anonimo, The Last Egyptian: A Romance of the Nile.

Negli ultimi anni della sua vita, torna a indebitarsi, e la situazione è aggravata da problemi di salute. Continua, comunque,  a scrivere e finanziare musical, ricavandone ulteriori danni economici. 

Uno dei fiaschi più catastrofici fu il suo Fairylogues and Radio Plays (1908), una rappresentazione teatrale sperimentale che combinava proiezione di diapositive e di sequenze filmate, attori sul palco e Baum che leggeva una sorta di diario di viaggio nel Paese di Oz. Baum. Il ricavato degli incassi non riuscì a ripagare la società che aveva realizzato la pellicola, e gli occorre quasi un decennio per rimettere in sesto la propria economia. Tra l'altro, deve vendere i diritti di gran parte dei suoi lavori, incluso lo stesso Mago di Oz.

Baum muore il 6 maggio 1919 e viene sepolto nel Forest Lawn Memorial Park Cemetery a Glendale in California.

Il suo ultimo libro, Glinda of Oz, fu pubblicato nel 1920, un anno dopo la sua morte. La serie di Oz fu poi continuata da altri autori, tra cui Ruth Plumly Thompson (che scrisse diciannove romanzi della serie).

Lo scrittore di tanti libri per ragazzi, quando passa dalla fantasia alla realtà, mostra di sé un aspetto poco piacevole: quello del razzismo. Durante gli eventi che condussero al Massacro di Wounded Knee, Baum scrive un editoriale razzista per il “Saturday Pioneer, definendo "cani piagnucolosi" i nativi americani e auspica che siano tutti sterminati. Dopo il massacro, rincara la dose in un secondo editoriale, in cui critica il governo degli Stati Uniti per essere stato troppo blando e persiste nella sua idea: gli indigeni devono essere "spazzati via dalla faccia della Terra".   

Entrambi gli editoriali furono scritti da Baum nel periodo in cui la sua fortuna era in declino. Ma già in precedenza alcuni dei libri, inclusi nella serie di Oz, furono criticati per l'utilizzo di stereotipi razzisti nella rappresentazione degli afroamericani.

 

LIBRI

 

Il mago di Oz.  Doroty vive nelle grandi praterie del Texas. La casa degli zii presso i quali abita ha una cantina anticiclone dove bisogna correre quando c’è aria di tempesta. Un giorno, per riprendere Toto il suo cagnolino che era scappato, non fa in tempo a entrare nel rifugio e il ciclone la porta via con l’intera casa, deponendola nel misterioso paese dei Munchkin, oppresso dalla Strega dall’Est, che viene schiacciata sotto il peso della casa. Il popolo applaude Doroty  ma non riesce a indicarle la via per ritornare dagli zii. Solo il Mago di Oz conosce la strada. Doroty, aiutata da due streghe buone, La Fata del Nord e la Fata del Sud, si avvia verso il castello del mago, accompagnata da un uomo di paglia, lo Spaventapasseri in cerca del suo cervello, dal Boscaiolo di latta che desidera un cuore e da un Leone codardo. Raggiunto il Mago questi chiede loro di uccidere la Strega dell’Ovest in cambio dell’informazione. Ma la Strega ha la meglio su di loro: Spaventapasseri e Boscaiolo vengono fatti a pezzi, il leone messo in gabbia. Solo il bacio della Fata del Nord salva Doroty che uccide la Strega con un secchio d’acqua e, con la bacchetta magica della Fata, ricompone i suoi amici. Insieme tornano dal Mago che si rivela essere solo un cialtrone. Sarebbe bastato a Doroty usare la bacchetta magica per ritornare nella sua prateria. E così avviene.

La storia ebbe grande successo. Approdò al teatro a Broadway nel 1975. Le trasposizioni cinematografiche iniziarono al tempo del muto. La versione cinematografica più famosa è quella di V. Fleming, con Judy Garland nella parte di Doroty. A questa ne seguirono altre      

 

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GAMBIA 2001 (3396/401+BF 497; 3438/43+BF 503; 3520/25+BF 514),  GUYANA 2001 (403),  MONTSERRAT 1899 (713/6+BF 50).

 

 

 

 

 

 

 

BAZOV  PAVEL  PETROVICH

(Russia)

 

Nasce a Syusertskij Zavod nel 1879 e muore nel 1950

Maestro elementare, si rivela come scrittore nel 1924 con l’opera Erano dell’Ural. in cui rievoca il paese dove trascorse la sua infanzia.. Narra le sue  peregrinazioni  attraverso il paese in cerca di  leggende, proverbi e aneddoti delle popolazioni degli urali.

Dalle sue opere sono stati tratti film quali Il fiore di pietra (1946); un balletto di Prokofiev, un poema sinfonico.

La sua opera migliore è Il cofanetto di malachite (1939), in cui ai racconti ambientati nell’Ural si mescola l’elogio della potenza del popolo russo. Nell’opera sono presenti molte “skazy”, narrazioni quasi fiabesche in prima persona. In seguito rielaborò l’opera arricchendola di altri racconti fiabeschi. Scrive pure La pietrachiave (1942), Skazy o nemcach, ( Racconti sui tedeschi) del 1943.

Scrive anche fiabe per bambini come  Il fiore di pietra, Il cofanetto di malachite, La treccia d’oro.

 

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RUSSIA  2004 (1675/7)

 

 

BEDNYJ  EFIM ALEKSEEVIC PRIDVOROV  (detto  Demjan)

(Russia)

 

Poeta sovietico, nato a Gubovka, nel Governatorato di Cherson nel 1883. Deceduto nel 1945.

Dopo una infanzia sfortunata, divenne noto per le sue liriche e le sue favole.

Prese parte alla Rivoluzione d’ottobre e da quel momento improntò le sue poesie ad avvenimenti politici e sociali.  Tra le sue opere vanno ricordate: Per la terra, per la libertà, per la classe operaia (1917), La grande via (1922) in cui evoca la lotta proletaria.

Nel 1930 pubblicò i Ritmi in cui esalta il socialismo. Partecipò alla seconda guerra mondiale e pubblicò opere di ispirazione patriottica come La certezza invincibile (1942) e La vendetta (1943).

Fu autore di favole per ragazzi

 

FILATELIA

RUSSIA  Anno 1963  (2665)

 

 

 

 

 

Beer Hans de

(Olanda)

 

Nato 1957 a Muiden (Olanda)

Scrittore e disegnatore, interruppe gli studi per specializzarsi nel campo dell’illustrazione presso la  Rietveld Academy.  Lavorò come illustratore freelance per  libri e riviste per bambini per i quali scrisse brevi storie (da lui illustrate) come la serie sul Lars, l’orsetto polare noto in molti Paesi.  Negli anni 1980 e 1990, sulla rivista a fumetti “Bobo” pubblicò disegni legati al suo personaggio il maialino Onno.  Hans de Beer nella serie “Le storie di Little polar bear” riesce a coniugare illustrazione e messaggi rivolti ai più piccoli in un gioco di immagini e di narrazioni semplici e cattivanti.

 

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GERMANIA Anno 1999,  SVIZZERA Anno 2008  

 

 

Benedek Elek

(Ungheria)

 

Nato a Kisbacon, Transilvania, il 30 settembre 1859. Morto il 17 agosto 1929.

Studiò prima a Szekelvudvarhely e poi a Budapest.

Assieme ad uno studente, Giobbe Senesi, iniziò a raccogliere elementi di folklore il cui risultato si tramutò in una raccolta di racconti della Transilvania che ebbe una risonanza favorevole tra i critici tanto che il giovane Benedek abbandonò gli studi per dedicarsi al giornalismo presso il giornale  “Budapest Hirlap”  e altre testate.

Dal 1887 al 1892 fu membro del Parlamento e nei  suoi discorsi si impegnò a favorire la  letteratura giovanile, la poesia popolare, il  linguaggio popolare e la pubblica istruzione

Nel 1889 iniziò, insieme a Lajos Posa , la prima rivista letteraria ungherese per la gioventù,

“Az en Ujsagom”. Fu editore e curò una serie di libri per la gioventù dal titolo “La Piccola Biblioteca”, in seguito pubblicata sotto il titolo  Benedek Elek Kis Könyvtára.

Nel 1900 entrò nel Gruppo Kisfaludy, un gruppo di famosi scrittori e poeti ungheresi.  Scrisse anche poesie, drammi, romanzi e libri di narrativa storica, ma i più famosi erano quelli di fiabe.

Nel 1885 apparve  Tündérország Székely che contiene fiabe originali  della Transilvania. Nel 1891 seguì Székely mesemondó  e poi , in cinque volumi pubblicò dal 1894 al 1896 Magyar mese- és mondavilág (Il mondo delle favole e delle leggende ungheresi).

Oltre a scrivere opere originali si dedicò anche a traduzioni tra cui La favole dei F.lli Grimm e le Mille e una notte.

Dopo il Trattato del Trianon, che trasferì alla Romania la sovranità sulla Transilvania,  tornò a vivere nel villaggio natale dove curò fino alla morte la rivista giovanile “Cimbora” (L’amico).

 

FILATELIA

UNGHERIA Anno 2009  (4322/5)

 

 

 

BERESFORD  ELISABETH

(Francia)

 

Nata a Parigi nel 1928.

Autrice di libri per bambini la Beresford era una giornalista freelance. Viaggiò a lungo attraverso l’Europa assieme al marito, un commentatore sportivo della BBC.

E’ conosciuta  come l’autrice di una serie fortunata di libri che hanno come protagonisti i Wombles. Creati inizialmente come personaggi per libri per bambini, sono diventati famosi nella metà degli anni Settanta anche a seguito di uno show televisivo per bambini della BBC in cui venne utilizzata l’animazione stop motion. Anche le canzoni inserite nello show divennero successi popolari.

I Wombles sono creature pelose, col naso a punta che vivono in cunicoli. Loro compito è quello di occuparsi dell’ambiente, della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti. Il loro motto è "fare buon uso della cattiva spazzatura". Un messaggio di riflessione del movimento ecologista del 1970.  Sebbene gli Wombles vivono in tutti i paesi del mondo, le storie sono per lo più concentrate in una tana del comune di Wimbledon a Londra.

La Beresford scrisse sei romanzi, Il Wombles (1968), Il Wombles Wandering (1970),  Il Wombles sul luogo di lavoro (1973),  Il Wombles al salvataggio (1974), Il Wombles il giro del mondo (1976), The Womble Multimedia (1995) Gli ultimi due libri sono i meno conosciut. In  The Wandering Wombles, l'ambientazione si sposta da Wimbledon a Hyde Park, nel centro di Londra. However  Ne Il Wombles al salvataggio si assiste al loro rientro a Wimbledon.

Quattro dei libri sono stati illustrati da Margaret Gordon. Il Wombles sul luogo di lavoro (1973) è stato illustrato da Barry Leith.

 

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ALDERNEY Anno 2000  (152/7)   .

 

 

 

BESKOW  ELSA

(Svezia)

 

Nata a Maartman vicino a Stoccolma nel 1874. Morta  il 30 giugno del 1953.

Produttrice e illustratrice di libri per bambini fu, assieme a John Bauer e Alice Tegniér, tra i fondatori della letteratura infantile svedese.

Proveniente da una ricca famiglia, suo padre era un uomo d’affari, dopo la bancarotta familiare dovette spostarsi a Stoccolma dove iniziò ad occuparsi di pittura. A spingerla verso la letteratura per l’infanzia fu la nonna Guglielmina, narratrice di fiabe. Nonostante varie traversie familiari, assieme alla sorella Malijn, riuscì a frequentare per alcuni anni la scuola tecnica, ma alla morte della sorella dovuta ad un cancro, dovette ripiegare su un lavoro rimunerativo e insegnò in una scuola di Whitlockska dal 1894  al 1898, anno in cui sposò Nataniel Beskow, dottore in teologia,dal quale  ebbe vari figli. Uno di loro morì nel  1922 e per tale perdita scrisse il libro Jon Blunds paraply, uscito solo nel 1944.

Viaggiò in Palestina e in Italia, ricavando impressioni che profuse a piene mani nelle sue opere, alcune delle quali sono oggi diventate dei classici della letteratura svedese. 

Nei suoi libri ha usato spesso le esperienze della sua infanzia. Temi centrali sono i rapporti dei bambini con gli adulti, espressi ora in modo reale ora fantastico attraverso l’uso di personaggi immaginari. I suoi testi sono scritti in prosa e in poesia, con toni spesso ironici.

 

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SVEZIA  Anno 1969  (636) , Anno 1991   (1678/80)

 

 

BILLE CORINNE STEPHANIE

(Svizzera)

 

Nasce il 29 agosto del 1912 a Losanna, muore a Sierre il 24 ottobre del 1979.

Figlia del pittore-vetraio Edmond Bille e della contadina Catherine Tapparel, decide di chiamarsi Corinna in omaggio a Corin, il paese vallesano dove è nata la madre.

Frequenta la scuola di Beaulieu. Dopo gli studi si trasferisce a Parigi dove stampa il suo primo romanzo Le pantin noir (1932)

Da quel momento inizia una vita alquanto movimentata

La dimora signorile costruita dal padre è spesso frequentata da artisti e intellettuali, fra cui Romain Rolland e Pierre Jean Jouve. Corinna ne subisce l’influenza, cui si va ad aggiungere il fascino per il mondo contadino della madre, nel quale la scrittrice intravede una vera e propria civiltà, ricca di usi e costumi ancora molto legati a una spiritualità forte, di natura più pagana che cristiana.

A Sierre sposa Vital Geymond e la coppia si stabilisce a Parigi.  Il matrimonio si risolve però in un fallimento. Nel  1938 incontra il pittore  Borgeaud col quale convive per alcuni anni. Al 1942 risale il suo incontro con lo scrittore Maurice,  che sposerà nel 1947.

Compie diversi viaggi all’estero, specie in Africa.

Dopo un viaggio in Russia, al suo ritorno muore nel 1979.

La vasta opera della Bille, parzialmente pubblicata in Francia da Gallimard è ancora poco nota in Italia, oltre ai romanzi Teodata (1944) , Le Sabot de Vénus (1952), Gli invitati di Mosca (1977), più i due brevi Emerentia (1913) e Virginia (1991) riuniti nel volume Due passioni nel 2002, numerosi volumi di poesie, opere teatrali e racconti per l’infanzia, comprende soprattutto raccolte di novelle, tra cui: Dolori paesani, La fragola nera (1993), Eterna Giulietta, La Damigella selvaggia (che le valse il premio Goncourt), e Cento piccole storie crudeli..

Corinna Bille, scrisse tutta la vita ed è oggi considerata una delle voci più rappresentative della Svizzera romanda.

Al centro delle sue narrazioni, che offrono sempre al lettore forti emozioni di grande suggestione poetica, è il Vallese, la terra dove visse per tutta la vita insieme al marito Maurice Chappaz, anch’egli scrittore e i tre figli, spostandosi solo per alcuni soggiorni all’estero.

(tratto da Internet)

 

FILATELIA

SVIZZERA  1996 (1509)




 

 

BLYTON  ENID

(Inghilterra)

 

Nasce a Londra l’11 agosto del1897 e ivi muore nel 1968.

Si dedica all'insegnamento per potersi mantenere e continua anche dopo il successo a produrre libri e a scrivere  poesie e articoli su molte riviste. In seguito, il contatto con i ragazzi la appassiona talmente che decide di dedicarsi solo alla letteratura per l'infanzia.

Esordisce  a 20 anni  con poemi pubblicati sul “Nash’s Magazine” e nel 1922 scrive il suo  primo libro per ragazzi Chid Whispers.

Non si distacca mai completamente dal mondo scolastico. Infatti continua a collaborare con una rivista per insegnanti. Dal 1926 cura una piccola rivista per bambini, “Sunny Stories”. La pubblicazione prosegue fino al 1953, data in cui  viene sostituita con “The Enid Blyton Magazine”

Tra il 1922 e il 1937 la sua produzione letteraria è dedicata quasi esclusivamente ai bambini con racconti, libri sulla natura, canzoni, poemi, riscritture di racconti popolari e classici, libri di lettura scolastici, pièces teatrali. Nel 1938 pubblica le prime opere per i bambini più grandi: The Secret Island e Mr Galliano's Circus, che determinarono definitivamente la sua notorietà.

Nel 1949 incontra un artista olandese, Harmsen Van Der Beek che le fornisce le illustrazioni per The Noddy Books, probabilmente l'opera più famosa della scrittrice. Da quel momento è tutto un susseguirsi di lavori.

I suoi racconti per i giovani, per lo più di genere giallo, sono radunati in diversi cicli:  Avventure (8 titoli pubblicati tra il 1946 e il 1955), Il club dei Sette (15  romanzi pubblicati tra il 1950 e il 1963), La banda dei Cinque  (21 titoli usciti tra il 1942-1963). 

Il clichè  usato dalla scrittrice segue un percorso lineare e scontato, i personaggi principali sono sempre gli stessi, La banda dei cinque ha come protagonisti fissi quattro  ragazzi e un cane: Il Club dei sette è formato da sei personaggi più un cane.  Ogni avventura è un giallo tipo thrilling,  temperato da uno scintillante e sorridente umorismo.

I suoi lavori sono stati tradotti in più di 40 lingue con oltre duecento milioni di copie vendute in tutto il mondo. Una eredità letteraria che ha coinvolto e continua a coinvolgere ragazzi di tutte le età. In occasione del centenario della sua nascita a Surbiton,  vicino a Londra, le è stata dedicata una targa di bronzo, posta sulla facciata della casa dove scrisse il suo primo libro, Child Whispers.

 

Tra le sue principali opere tradotte in Italia si ricordano:  Il girino dispettoso (1956), Le gemelle Isa e Pat (1958), Isa e Pat e le loro amiche (1958), La storia più bella  (1958), I cinque all’isola di Kirin (1979), I cinque attraverso i muri (1979), I cinque nella palude contesa (1979), Colpo grosso allo scalo del Club dei Sette. La botola misteriosa del Club dei Sette (1985),  I pupazzi di neve del Club dei Sette. La capanna sull’albero del Club dei Sette (1985), L’isola del mistero (1988), La torre dei naufragi (1988), Il castello sulla scogliera (1988), Nel nido del gufo (1988), Il violino rubato.  Il garzone di stalla del Club dei Sette (1988), Quella notte i giocattoli (1988), Il faro del tesoro (1988), La ferrovia dei fantasmi (1988),  Racconti all’ombra del vecchio castagno (1988), Storie del bosco (1988), Storie del prato (1988), Buon compleanni Teddy (1989), La notte dei fuochi, Il Castello delle cornacchie del Club dei Sette (1989), Il ladro con gli stivali, Prigionieri nel bosco del Club dei sette (1990), Ben fatto Noddy, Noddy e i folletti ladri. Noddy e la sua auto. Noddy nella città dei balocchi. Noddy ritorna. Noddy va a scuola (1990), La casa dei fantasmi (1992), La fuga nella notte (1992), Una divertente avventura (1993), Una faccia nel buio (1993) Nella galleria murata (1994), Perduti nella nebbia (1994), La cima dei contrabbandieri (2001), Il mistero sull’isola (2002) .

I motivi basilari presenti nelle sue opere sono l’avventura, il giallo, il trilling; in esse riesce ad esporre le vicende nel modo più adatto per interessare i giovani lettori.

Alcuni gialli sono stati trasposti in film. In televisione è comparso Noddy, una fiaba moderna per l’infanzia.

 

 

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GRAN BRETAGNA 1997 (1981/85)

 

 

 

 

BOND  MICHAEL 

(Inghilterra)

Nasce a Newberry, Berkshire, il 13 gennaio del 1926.

Frequenta il Presentation College Reading. Durante la seconda guerra mondiale presta servizio nell’aeronautica, nel Reggimento del Middelsex.

Comincia a scrivere nel 1945 quando  pubblica la sua prima storia sulla rivista “Called Opinion”. Dopo quell’esperienza decide di dedicarsi alla scrittura senza rivolgersi ad un pubblico giovanile. 

A spingerlo verso il mondo dell’infanzia é il suo lavoro presso la BBC dove opera come cameraman. Consigliato e spinto dal suo agente letterario, inizia ad occuparsi  di giochi radiofonici destinati all’infanzia.

Il primo libro per ragazzi Un orso chiamato Paddington viene pubblicato  nel 1958  dagli editori Williams Collins e Figli (ora editori Harper Collins). Al primo segue una lunga serie di album  che hanno per protagonista l’orsetto. Il successo lo induce a lasciare il lavoro presso la BBC per dedicarsi interamente alla scrittura.

Nel 1997 riceve il premio OBE per servizi resi alla letteratura per ragazzi.

È sposato, padre di due figli. Vive a Londra, non lontano dalla stazione di Paddington, che gli suggerì il nome del suo famoso personaggio.

 

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INGHILTERRA 1994  (1744), 2006 (2730).

 

 

BONSELS  WALDEMAR

(Germania)

 

Nato il 21 febbraio 1880 ad Ahrensburg. Morto  ad Ambach il 31 luglio 1952.

È noto per aver scritto un solo libro per bambini Die Biene Maja (L’ape Maja) nel 1912. Fu pure l’autore delle opere La gente del cielo (1915) e Viaggio in India del 1915, di una serie di romanzi brevi e racconti che trattano temi legati all’amore in senso lato, al rapporto uomo–natura, nel più schietto spirito del romanticismo tedesco, (Eros e la Evangelien, Menschenwege, Narren und Helden, Anjekind ecc). Scrisse pure un romanzo storico ambientato ai tempi di Gesù. Die Greche Dositos.

Viaggiò a lungo in Europa e in Asia. Un lungo soggiorno in India gli ispirò il romanzo Indienfahrt.

Il libro rivolto ai bambini, L’ape Maja,  venne ripreso da Bruno Bjelinski che servì a diffonderla presso un grande pubblico. L'opera fu presentata in scena a Villach, Austria Corinzia, alla Summer Music Festival.

 

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GERMANIA  Anno 1998  (1824)

 

 

 

BORGEN JOHAN 

(Norvegia)

 

Nato a Oslo il 28 aprile 1902. Morì a Asmarøy il 18 ottobre 1979.

Giornalista e scrittore, la sua produzione comprende romanzi, novelle, saggi, articoli satirici e cronache radiofoniche.

Esperto nel conoscere e descrivere la psiche dei bambini scrive per loro molte novelle e la la trilogia  Il piccolo Lord (1955) Le torbide sorgenti (1965), L’abbiamo preso (1965.  Interessante è la sua opera Io (1959).

Tra le sue opere sono da ricordare: le raccolte di novelle Giorni di pane bianco (1948), Novelle sull’amore (1952), Nuove novelle (1965), In questa stanza (1975), e il dramma Mentre vi aspettiamo (1938), un’opera di tipo pirandelliano.

Tra i romanzi vanno citati  Blåtind, Il mio braccio è il mio intestino (1972), Esempi (1974).

 

FILATELIA

NORVEGIA  Anno 2002  (1388)

 

 

Bosilek Ran

(Bulgaria)

 

Nato il 26 0ttobre  1886. Morto l’8 ottobre del 1958.

Nato Gencho Stanchev Negentsov, fu un famoso autore di libri per bambini. Tre anni prima della sua morte, nel 1955, tradusse il libro di Astrid Lindgren  Karlson sul tetto in lingua bulgara.

Opere per bambini:  Ezhko Bezhko i Baba Meca i drugi prikazki,  Zajo Nemirnik, Prikazki,  Patilanci, Prikazka s igri 2: Kose Bose, Ran Bosilek: Prikazki, Diado i riapa.

 
 

 

 

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BULGARIA  Anno  1968 (3052)

 

 

Bouilly Jean-Nicolas

(Francia)

 

Nato a La Coudraye, vicino a Tours,  nel 1793. Morto a Parigi nel 1842.

Fu drammaturgo, librettista e scrittore di opere per bambini. Il suo nome è essenzialmente legato al dramma Léonore ou l'amour conjugale, scritto in origine per il musicista Pierre Gaveaux (1761-1825). A questo si ispirarono   in seguito le  opere di Ferdinando Paër (Leonora 1804), Johan Simon Mayr (L'amore coniugale 1805) e Beethoven col Fidelio (1805). Altro suo  celebrato successo fu il libretto per l'opera di Cherubini Le Deux Journées (1800), riutilizzato da diversi  altri compositori (Auber, Boieldieu, Mehul, Dalayrac, Weigl, Isouard, Aimon) e considerato da Goethe e Beethoven il libretto perfetto per eccellenza.

Bouilly, giacobino convinto, esprime nei suoi libretti le convinzioni sociali progressiste circa la virtù naturali dell'uomo e la sua perfettibilità.

Laureato in legge esercitò per breve tempo la professione di avvocato per il Parlamento di Parigi e poi si interessò di politica durante il periodo della Rivoluzione francese, ricoprendo l’incarico di capo della commissione militare a Tours durante il regno del terrore.

Le sue numerose opere comprendono la commedia musicale, Pierre le Grand(1790), Les Deux Journées (1800), musicata da Cherubini, L'Abbé de l'épée (1800), le  Causeries Veillard (1807), Contes à ma fille (1809),  Les Adieux du vieux conteur (1835).

La sua Leonore (1798) ha costituito la base del libretto di Ludwig van Beethoven in Fidelio. Nel 1836, pubblicò le memorie, Mes récapitulations.

 

FILATELIA 

AUSTRIA Anno 1969  (1126)

 

 

BRAZDZIONIS  BERNARDAS

(Lituania)

 

 Nasce a Stebeikeliai il 2 febbraio 1907.

 Poeta, critico letterario, giornalista e scrittore per ragazzi, compie gli studi ginnasiali a Birziai e quelli universitari a Kaunas.

 Dopo gli studi si occupa di lavori diversi: insegnante, capo reparto nel Museo per la Letteratura di Mauronis di Kaunas e impiegato presso la casa editrice Sakalas.

 Nel 1944 si trasferisce in occidente dove stampa molte opere tra cui libri per ragazzi  e successivamente dal 1949 si trasferisce negli Stati Uniti.

Tra le sue numerose opere vanno ricordate quelle poetiche scritte in Lituania I giorni bianchi (1926), Stelle cadenti (1934) Segni e miracoli (1936). Sempre in Lituania, durante l’occupazione tedesca, escono in clandestinità, Chiamo il popolo, Dalla barca in pezzi, I passi del Signore.

 In Occidente pubblica , Aurora boreale (1947), Per il mondo viaggia l’uomo (1953), Il grande crocevia. Taglio di fieno

 La sua opera completa viene pubblicata nel 1970 col titolo Plenilunio. .

   Svolse la sua attività come redattore di riviste, almanacchi, cronache, antologie scolastiche. Scrisse anche libri per l’infanzia..

 

FILATELIA

LETTONIA 2007

 

BRENES JOSE’ MARIA ZELEDON

(Costarica)

 

Nato a San José nel 1877. Morto a Esparta nel 1949.

Poeta, giornalista e politico, è l’autore del testo dell’inno nazionale del Costarica.

Di modeste origini e autodidatta partecipò nel 1903 al concorso pubblico per l’inno nazionale e lo vinse.

Ottenuto il diploma di ragioniere visse lavorando per enti pubblici e per imprese private.

Scrisse una raccolta di poesie, Musa Nueva, e due libri di racconti per bambini, Jardín para niños e Alma infantil.

Fu anche giornalista e direttore di diverse pubblicazioni periodiche; cercò di denunciare la corruzione di alcuni politici e per questo fu denunciato ed anche arrestato.

Fu inoltre eletto come deputato al Parlamento della Costa Rica.

Morì a Esparta nel dicembre del 1949.

 

FILATELIA

COSTARICA  Anno 2003   (739/40)

 

 

 

 

 

Brentano Clemens Maria

(Germania)

 

Nato a Ehrenbreitstein [Coblenza] nel 1778, morì ad Aschaffenburg, Baviera nel luglio del 1842.

Figlio di un mercante di origine italiana (Antonio Brentano) e di Maximiliane de la Roche, amica di gioventù di Goethe, per nulla portato al commercio, non segue le  orme paterne.

Studia scienze a Halle, ma negato per il commercio, tentAvarie strade.  

Soggiorna dal 1798-1800 a Jena dove stringe amicizia con Achim von Arnim, il quale sposa sua sorella,  Bettina.  

A sua volta si sposa con Sophie Mereau  dalla quale ha tre figli, tutti morti precocemente e con la nascita dell’ultimo, nel 1806,  muore pure la moglie.  Un successivo matrimonio con Auguste Bussmann ha vita breve e lo scrittore passa attraverso una profonda crisi.

Trova conforto nelle amicizie con  Arnim,   Heinricht von Kleist, Muller e in particolar modo con la poetessa Luise Hensel che lo riaccosta al cattolicesimo. Col fratello Christian si trasferisce in Boemia per curare gli interessi della famiglia e in particolare una tenuta agricola.

Nel 1913 partecipa a Vienna alla fase conclusiva della lotta antinapoleonica.

Dal 1919 al 1924 vive accanto ad una monaca segnata dalle stigmate, una esperienza che gli dettò l’opera  La dolorosa passione di N.S. Gesù Cristo nelle meditazioni di Katharina Emmerich (1833).

La sua opera letteraria iniziò nel 1801 col romanzo Godwi che comprende diverse liriche tra cui la Ballata di Loreley.

Nel 1804 si dedica per un certo tempo al teatro con la commedia Ponc de Leon, di ambiente spagnolo.

Al 1815 risalgono un poema drammatico La fondazione di Praga (1815) e vari racconti. Tra essi Il valoroso Kasper e la bella Anne (1817). e l'incompiuto Cronaca di uno scolaro vagante (1818) che imita il tono delle leggende medievali.

Ad Heidelberg pubblica, insieme a Arnim, una famosa raccolta di liriche e ballate popolari tedesche, Il corno magico del fanciullo (1805) in tre volumi, dedicate a Goethe

Molto più interessanti e importanti le sue Fiabe italiane,  rielaborazioni del "Pentamerone" di Basile, e le Fiabe del Reno,  pubblicate entrambe postume nel 1846-1847 da Joseph Görres .

Restano, con le sue liriche, le cose migliori. In particolare le Fiabe del Reno, uscite in due volumi e scritte verso il 1814.

Sono fiabe pervase da tonalità crepuscolari, nostalgia di mondi magici e arcani, sensualità, sentimento religioso, il tutto in  linguaggio musicale.

 

FILATELIA

GERMANIA  Anna 1978  (825)

 

 

Briggs Raymond  

(Inghilterra )

 

Nasce a Londra nel 1934.

Studia alla Wimbledon School of Art e alla Slade School of Art, Londra. Inizialmente si occupa di pubblicità ma dopo aver ottenuto successo e premi nel campo dell’illustrazione di libri per bambini, si dedica interamente a scrivere album per loro e ad illustrarli.

Per alcuni anni si dedica anche all’insegnamento  presso il   Brighton College of Art.

Lascia poi tale lavoro e dal 1957 si rende indipendente.

 Il suo primo libro illustrato è Il tesoro di Mamma oca (1966), che ottiene il premio “Kate Greeaway”. Una seconda medaglia nello stesso premio la riceve nel 1973 con un album su Babbo Natale.

Oltre a illustrare libri di autori vari  (tra cui Allan Ahlberg), Raymond Briggs scrive e illustra molti suoi album tra cui Babbo Natale (1973), Wally lo sfortunato e The Snowman (1978), tradotti in molte lingue e adattati  in film, giochi,  TV e cartoni animati.

Una singolare striscia è l’illustrazione di  Ethel & Ernest (1998),  una biografia dei suoi genitori  in cui  racconta la storia di come suo padre  incontrò sua madre. Altri libri: Other books he has written and illustrated himself include Fungus the Bogeyman (1977) , Unlucky Wally (1987) and The Bear (1994). Fungo Bogeyman (1977), Unlucky Wally (1987) e The Bear (1994).

Raymond Briggs also writes books for adults: When the Wind Blows (1982), a grim satire on nuclear war, which has also been made into a play and a film, and The Tin Pot Foreign General and The Old Iron Woman (1984), an attack on the Falklands war. Briggs scrivee pure libri per adulti: Quando il vento soffia (1982), una spietata satira sulla guerra nucleare, e un’altra opera del 1984 sulla guerra delle Isola Falkland.

 

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INGHILTERRA  Anno 2004    (2494/9)

 

 

 

BROVKA PIATRUS
(Bielorussia)


Nato il 12 giugno 1905 a Vitsebsk. Morto nel 1980.
Poeta, prosatore, scrittore per bambini, traduttore, e personaggio politico, nacque in una famiglia contadina. Iniziò a lavorare nel 1918 in una tipografia come legatore e poi in aziende agricole collettive.
Laureato nell’Università Statale, in letteratura e linguistica, collaborò a diversi giornali e riviste. Durante la seconda guerra mondiale chiese di andare come corrispondente al fronte e con i suoi scritti contribuì alla pubblicazione di proclami che incitavano le truppe alla resistenza.
Dopo la guerra lavorò per l'Unione di Scrittori e continuò l’attività letteraria. Partecipò all’Assemblea delle Nazioni Unite (1959) e più volte fu eletto deputato al Consiglio supremo della Bielorussia e dell'Unione sovietica. Fu anche eletto membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze; redattore capo, dal 1967, di molte edizioni del volume bielorusso dell’Enciclopedia Sovietica.
Iniziò a pubblicare le sue poesie nel 1926. Scrisse circa 30 libri di poesia, alcuni libri in prosa, e sceneggiature per due opere. Ha tradotto in bielorusso, ucraino e russo poeti occidentali, tra cui alcune poesie di G. Byron.
Le sue prime poesie sono piene di romanticismo e d’alta lode per le speranze che la nuova rivoluzione avrebbe portato. Durante la Seconda Guerra Mondiale il contenuto assunse un tono più patriottico. Nel periodo dal1960-1970 nei suoi scritti affronta temi morali questioni filosofiche.
Fu insignito di quattro Ordini di 'Lenin', dell’Ordine della Rivoluzione d’ottobre, dell’Ordine Stella Rossa', e di altri riconoscimenti.

FILATELIA
BIELORUSSIA Anno 2005
Annullo speciale e cartolina postale.

 

 

 

BRU’  HEDIN

(Faerøer)

 

Nato 17 agosto 1901, Skalevig, Isole Faroer. Morto 18 maggio 1987, Tórshavn, Isole Faroer

Il nome originale è Hans Jakob Jacobsen.  

A 14 anni comincia a  lavorare come pescatore sotto il nome du Bru.  Dopo due anni di duro lavoro abbandona il mestiere per dedicarsi allo studio e trascorre gran parte del 1920 a studiare l'agricoltura in Danimarca. Tornato nelle sue isole lavora come consulente agrario in una azienda ed è costretto a viaggiare per il paese. Dai contatti con i cittadini ricava esperienze e conoscenze che utilizza nei suoi scritti. Dal 1928 è consulente agricolo del governo Faeroese.

Nel 1930 pubblica il primo romanzo, Lognbrá, in cui  racconta la storia di un giovane che cresce in un villaggio delle isole Færøer. Segue, nel 1935, la serie di libri  Fastatøkur, vita di un giovane che lavora come un pescatore su un battello.  Entrambe le opere sono state tradotte in danese nel 1946 e pubblicate con il titolo Høgni.

Brú scrive anche tre raccolte di novelle e traduce due  opere di Shakespeare (Amleto e La Tempesta). Fino alla sua morte continua a tradurre brani di letteratura mondiale in faeroese.  Tra il 1959 e il 1974  pubblica  sei volumi di fiabe faroesi Ævintýr I - VI (con illustrazioni di Lützen Elinborg).

Altre opere: Longbrá (1930;  Fjallaskuggin (1936), Mirage (1937); Grài tàttur (1938), Feògar à ferò (1940), Feroyingasaga (1962).

E’ anche autore di  drammi.

Per i giovani tradusse in faeroese libri di Astrid Lingren e dei F.lli Grimm.

Ottenne dallo Stato e da Enti culturali  premi e riconoscimenti per le sue raccolte di fiabe  faroesi.

 

FILATELIA

FAERØER   Anno 1988   (165)

 

BRUNA DICK
(Olanda)

Nato nel 1927.
Scrittore, artista, disegnatore grafico, iniziò ad essere conosciuto nel campo della letteratura per l’infanzia in particolar modo nel 1955, quando, mentre era in vacanza con la moglie e il figlio, vide un coniglio assai vivace fare una serie di salti in un giardino. Nacque in lui l’idea di creare un personaggio per i bambini: il coniglietto Miffy, un personaggio disegnato con pochi tratti di matita e sempre seguito da un distico in rima.
Bruna non si dedicò solo all’infanzia. I suoi disegni si trovano anche su opere per adulti, in particolar modo nelle illustrazioni dei libri di George Simenon (di cui fu anche traduttore) dove appare la silohuette di un Maigret con l’immancabile pipa. I libri furono pubblicati dal padre, il più grande editore dei Paesi Bassi. Fu anche disegnatore grafico della Zwarte Beertjes per la quale illustrò libri di Jan Fleming (James Bond) e di Shakespeare.

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OLANDA Anni 1969, 1995, 2005

 

 

BRUNHOFF  JEAN de

(Francia)

 

Jean de Brunhoff può essere definito un pittore-scrittore ed è conosciuto per la creazione di un solo personaggio che ha affascinato milioni di bambini in tutto il mondo: l’elefantino Babar.

Jean de Brunhoff nasce nel 1899. Muore nel 1937

Il  minore di quattro figli, dopo gli studi regolari, entra alla Accademie de la Grande Chaumière di Parigi.  Sposa  una pianista, Cécile Sabouraud, dalla quale ha tre figli, Laurent, Matthieu e Thierry. I primi due seguono le orme paterne; il terzo si dedica alla pediatria.

Il personaggio di Babar nasce per caso, a seguito di una malattia che costringe il secondogenito a stare a letto. La  madre si divertiva  a raccontargli storie della buonanotte e  inventa un personaggio; il figlio narra a sua volta la storia al padre e questi comincia a disegnarla. Jean propone alla moglie di proseguirla insieme, ma Cécile non accetta perché nelle mani del pittore il personaggio aveva acquistato una sua fisionomia che solo il pittore poteva gestire.

Nasce così la Storia di Babar l’elefantino, pubblicata nel 1931 dalle Edizioni Jardin des Modes, ed ha subito un successo enorme.. Nel 1932 esce Il viaggio di Babar e poi Il re Babar. Nel 1933  Babar sbarca in Inghilterra e negli Stati Uniti. Nel 1935 con ABC di Babar le storie vengono edite dall’Editrice Hachette.

De Brunhoff scrive e illustra anche altre storie prima della sua morte avvenuta nel 1937 a seguito di tubercolosi ossea.  Due di esse escono postume.

Il pittore non si occupa solo di Babar: quando nel 1936 esce il volume Babar e il suo amico Zeffiro,  si sta occupando delle decorazione per una sala dei bambini in un transatlantico.  

Nel 1936, l’anno che precede la morte, viene pubblicato Babar in famiglia, scritto e illustrato in occasione della nascita del terzo figlio.

Dopo la sua morte le storie continuarono ad opera dei figli in particolare  Laurent  che a sedici anni, nel 1941, avrebbe pubblicato il suo primo Babar, Babar e Arturo,  al quale seguirono altre trenta storie

   

    

Babar è un elefantino nato in  Africa. Dopo la morte della madre uccisa dai cacciatori, fugge a Parigi dove incontra una signora che lo introduce nella società degli uomini. Babar diventa un gentiluomo e, dopo molte avventure,  tornerà in Africa dove sposerà l’elefantina Celeste e diventerà un re. Babar è noto in tutto il mondo.

L’elefante, gentile, intelligente,  rappresenta un divertimento per i piccoli lettori, ma anche fonte di un comportamento morale per essi.

I mass-media si impadronirono del personaggio. Nel 1989 una produzione congiunta tra Canada, Francia e Germania lo portò sul piccolo schermo. Nello stesso anno, sempre una produzione congiunta tra Francia e Canadà lo portò sul grande schermo nel lungometraggio Babar nel quale l’elefante racconta ai suoi figli come salvò la Terra dall’invasione dei rinoceronti.

 

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FRANCIA  2006 (3927-3927A),   2007,    

 

 

BRZECHWA JAN (pseud. di Lesman Brzechwa)
(Polonia)

Nato a Zmerynka, Podolia, nel 1900. Morto a Varsavia nel 1966.
Poeta e autore polacco, noto soprattutto per il suo contributo alla letteratura per bambini. Fu anche un celebre traduttore di letteratura russa, in particolar modo delle opere di Aleksandr Puškin, Sergey Yesienin e Vladimir Mayakovskiy.
Di famiglia ebreo-polacca, studiò a Varsavia dove si laureò in Giurisprudenza.
Nel 1920 debuttò il campo letterario scrivendo per riviste comiche. Nel 1926 pubblicò Oblicza zmyślone, il suo primo libro di poesie. La sua prima serie di poesie per bambini (Tańcowała igła z nitką) apparve nel 1937. Brzechwa lavorò come avvocato e consulente legale della società polacca di autori e compositori (ZAIKS). Dal 1924 egli è stato uno dei più notevoli specialisti polacchi in diritto d'autore.
Morì a Varsavia nel 1966 ed è sepolto al cimitero Powązki.
Tra le sue opere va ricordata la poesia Chrząszcz (un coleottero), famosa per essere uno dei testi più difficili da pronunciare in polacco. Un’altra sua poesie sempre sul coleottero dallo strano nome "W Szczebrzeszynie chrząszcz brzmi w trzcinie" (Szczebrzeszyn la città del coleottero) è il più popolare scioglilingua polacco, in cui quasi tutte le consonanti servono a riprodurre qualche tipo di ronzio dell’insetto.
Jan Brzechwa e Julian Tuwim sono i due più famosi autori polacchi di poesie per bambini.

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CECOSLOVACCHIA Anno 1981, POLONIA Anno 199
6

 

BURGER GOTTFRIED AUGUST

(Germania)

 

Nato a Molmerswende, Harz, nel 1747, appartiene al gruppo degli scrittori di Gottinga che, assieme agli appartenenti allo Sturm und Drang, diedero vita alla formazione di una letteratura tedesca originale.

Ottenne un successo immediato, quando pubblicò Leonora (1774), un canto d’amore e di morte percorso da una cupa tragicità. Eccelse nell’antica forma della ballata popolare, nella quale dimostrò l’interesse e l’amore per la poesia che traeva origine da antichi canti e leggende nazionali. Burger fu considerato uno dei precursori del romanticismo.

Coltissimo letterato, cultore e traduttore di Shakespeare e Omero, si cimentò nei temi e nei metri più svariati. La sua personalità trovò la sua forma più esuberante nelle ballate come nel Cacciatore feroce (1778), La canzone del brav’uomo. Bellissime sono pure le elegie, in particolar modo le due dedicate alla cognata da lui amata, che cantò sotto il nome di Molly.

Fu criticato da Schiller e ne subì una profonda amarezza. A questa si aggiunsero dispiaceri di carattere sentimentale. Dopo la morte di Molly nel 1786, si sposò ma il matrimonio si dimostrò subito infelice.

Le delusioni amorose e la tubercolosi accelerarono la sua fine. Morì a Gottinga nel 1794.

In Burger non mancava una predisposizione al grottesco e al bizzarro. Attratto dal libro di Raspe, rifece le Avventure del Barone di Munchhausen, traducendole dall’inglese (1785-86). Vi mise molto di suo e riuscì ad ottenere un’opera più coerente e anche ricca di allusioni. 

 

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AYMAN Anno 1971

             

 


BURNETT FRANCES HODGSON
(Inghilterra)

Nata a Manchester il 24 novembre 1849. Morta a Plandome il 29 ottobre 1924.
Commediografa e scrittrice, è nota soprattutto per le sue storie per ragazzi, in particolare Il giardino segreto, La piccola principessa e Il piccolo lord.
Nel 1864, dopo la morte del padre emigrò a Knoxville (Tennessee) negli Stati Uniti dove la famiglia visse in cattive condizioni finanziarie, dato che la promessa di aiuto da parte di uno zio materno si rivelò infondata. Dopo la morte della madre, la diciottenne Frances iniziò a scrivere per aiutare la famiglia. La sua prima storia fu pubblicata in Godey's Lady's Book nel 1868. Subito dopo, i suoi scritti cominciarono ad essere pubblicati regolarmente in Godey's, Scribner's Monthly, Peterson's Ladies' Magazine e Harper's Bazaar. Il suo principale talento di scrittrice consisteva nel combinare dettagli realistici della classe lavoratrice con una trama romantica.
Il suo primo romanzo fu pubblicato nel 1877; That Lass o' Lowrie's era una storia sulla vita nel Lancashire.
Dopo essersi spostata col marito a Washington, la Burnett scrisse i romanzi Haworth's (1879), Louisiana (1880), A Fair Barbarian (1881), e Through One Administration (1883), ed anche lo spettacolo teatrale Esmeralda (1881) scritto con William Gillette.
Nel 1886 pubblicò Il piccolo lord (Little Lord Fauntleroy). Inizialmente pensato come libro per bambini, suscitò molto interesse nelle madri. Il libro vendette più di mezzo milione di copie.
Nel 1888 vinse un processo in Inghilterra sui diritti d'autore per Il Piccolo Lord, stabilendo un precedente che fu inserito nella legge britannica sul copyright nel 1911.
Nel 1898 Frances divorziò dal Dr. Burnett. Successivamente, nel 1900, si risposò con Stephen Townsend, il suo business-manager. Il secondo matrimonio durò meno di due anni, terminando nel 1902.
I suoi ultimi lavori includono Sara Crewe (1888) - successivamente riscritto come La piccola principessa (1905); The Lady of Quality (1896) - considerato uno dei migliori spettacoli teatrali da lei scritti; e Il giardino segreto (1909) - forse la sua opera più conosciuta.
Nel 1893 pubblicò le memorie della sua gioventù, The One I Knew Best of All. Dalla metà degli anni '90 dell'800 visse in Inghilterra, ma nel 1909 tornò negli Stati Uniti dopo essere diventata una cittadina americana nel 1905.
Dopo la morte del suo primo figlio Lionel, nel 1890, la Burnett si avvicinò ad uno spiritualismo che apparentemente fu di conforto per il suo dolore. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Burnett, nel romanzo The White People, scrisse ciò che secondo lei accadde dopo la morte.
Frances Hodgson Burnett morì a Plandome (New York) ed è sepolta nel vicino cimitero di Roslyn, vicino al figlio Vivian. L'effigie a grandezza naturale del figlio Lionel è situata ai suoi piedi.

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ANTIGUA Anno 2001

 

BURROUGHS EDGAR RICE

(U.S.A.)

 

A Chicago il 1° settembre del 1875 nasce il creatore dei personaggi  Tarzan, l’eroe della giungla, e  John Carter, l’esploratore della saga marziana e venusiana.

Durante la gioventù   e prima di approdare alla letteratura Burroughs tenta di affermarsi in diversi mestieri, ma in tutti fallisce clamorosamente. Dopo anni di vagabondaggio e dopo vari mestieri tra cui il soldato, il cow boy, il cercatore d’oro, l'imprenditore, approda alla letteratura nel 1912, quando viene pubblicato il romanzo Sotto le lune di Marte, noto anche col titolo Una principessa marziana. Il romanzo, appartenente al genere fantascientifico, è l’input  che dà origine al filone del “romanzo fantascientifico”, un filone che per diecine di anni avrebbe goduto di un vasto successo, tanto da essere spudoratamente imitato da molti altri scrittori.

Così leggiamo di lui sulla Grande Enciclopedia della Fantascienza (Ed. Del Drago): “Qualunque biografia  di E.R.Burroughs – e ne sono state scritte a bizzeffe -  deve fare i conti con la fulminea “inspiegabile” rivelazione di un vulcanico talento creativo: nel breve lasso tra luglio e ottobre del 1912, uno scalcagnato impiegatuccio trentaseienne, assillato da problemi di sopravvivenza, al suo esordio narrativo, dà vita (sulle pagine di ‘All Story’) a due dei più popolari personaggi  della letteratura fantastica: John Carter di Marte e Tarzan”.

Lo strepitoso e inaspettato successo del primo libro spinge lo scrittore a continuare sino alla morte, componendo oltre 50 romanzi, molti dei quali legati alla saga marziana.

Al successo segue,  due anni dopo,  la fama quando viene pubblicato il primo volume che aveva come protagonista Tarzan.  Tarzan of the Apes (Tarzan delle scimmie) uscito nel 1912. E' il capostipite di una lunga serie di avventure in cui si impone l’uomo-scimmia, ‘aristocratico’ di origine e ‘selvaggio’ per educazione, dominatore dei codici del mondo animale, il quale conquista subito l’immaginario di giovani e adulti.

Burroughs non si scosta mai dai temi e dai soggetti tanto cari ad altri scrittori come Rider Haggard (autore di Le miniere del re Salomone) e, seppure alla lontana, Rudyard Kipling e Herbert George Wells.

A fianco dei due cicli della giungla e di Marte, non vanno dimenticati altri cicli: quello del mondo sotterraneo di Pellucidar e quello venusiano il cui protagonista è l’astronauta Carson Napier.

Burroughs scrive pure opere isolate, apparse su ‘All Story’ tra il 1913 e il 1917.

Notevole è la sua fortuna in campo cinematografico

Burroughs è un abile e spregiudicato manipolatore di trame. È ingiusto affermare che è ‘inspiegabile’ la sua improvvisa notorietà e la diffusione dei suoi romanzi. La società stava allora vivendo il drammatico periodo della Guerra mondiale e con la prospettiva di una difficile ripresa economica. L’uomo avvertiva  periodi passati in sicurezza,  e la nostalgia per  un passato coloniale, per cui era facile presa di temi che lo ‘scagliavano’ lontano dalla realtà, immergendolo in un eden dove l’individuo poteva vivere libero o in un mondo fantastico in cui vagare a piacimento con la fantasia.

Morì a Encino (California) il 19 marzo 1950.

 

LIBRI

 

Tarzan delle scimmie  John Clayton e sua moglie, diretti in Africa, vengono abbandonati su una costa deserta dall’equipaggio ammutinato. La madre, in attesa di un bimbo, partorisce tre mesi dopo in una capanna di fortuna costruita dal marito. Nasce un bimbo, cui viene dato il nome di John Clayton II. La madre muore di stenti e poco dopo il padre viene ucciso dalle scimmie. Una di esse, che da poco ha perduto il piccolo, prende con sé il neonato e lo alleva, chiamandolo Tarzan, che significa ‘viso pallido’. Il bimbo cresce. Un giorno scopre i resti della capanna in cui era nato e ne fa il suo rifugio. Trova un coltello da caccia e alcuni libri per ragazzi portati dal padre in previsione della sua nascita e futura educazione. A stento riesce a imparare a leggere. Il primo incontro con gli uomini è tragico. Si tratta di cannibali che gli uccidono la madre-scimmia. A venticinque anni diventa capo della tribù. Intanto sbarcano alcuni bianchi tra cui è presente una giovane, Jane, di cui l’uomo scimmia si innamora, ma non può comunicare. Sarà un francese a insegnargli come si fa.  Con lui Tarzan arriva a Parigi dove apprende di essere erede di un titolo, quello di Lord Greystoke e di essere erede di una cospicua sostanza.

Al primo romanzo ne seguirono altri ventisei in cui si narra il difficile inserimento di Tarzan nella società britannica. Ritornerà in Africa con la moglie Jane; avrà un figlio. Nella saga accadranno una molteplicità di avventure, viaggerà persino nel tempo.  L’ultimo libro Tarzan nella Legione straniera verrà pubblicato nel 1944.

Oltre cinquanta le trasposizioni dal libro allo schermo. Il primo a impersonare Tarzan fu Elmo Lincoln, ex agente di polizia, nel 1918.  Dopo di lui interpretarono il personaggio il pompiere Gene Pollar (1920), il cantante Dempsey (1921), l’elegante J.Pierce (1927), il cascatore F.Merrill (1928 e 1929) e il leggendario Johnny Weissmuller campione olimpionico di nuoto che fu protagonista di  undici film..Dal 1930 in poi seguirono molti altri film.

  

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GUINEA (Rep.)  1969 (382/5),  LESOTHO 1991 (964),  NIGER  1998 (1271),  ROMANIA 2004 (4894),

 

 

 

 

BUSCH WILHELM

(Germania)

 

Busch nasce a Wiedensahl (Hannover) il 15 aprile del 1832. Muore a Mecthtsausen (Harz) il 9 gennaio 1905

Di famiglia assai umile, il padre era un merciaio di villaggio e i suoi parenti contadini, mostra presto una acuta intelligenza e una predisposizione per il disegno.  Dopo aver compiuto gli studi  in una scuola professionale di Hannover e poi all’Accademia di   Belle Arti di Dusseldorf, affronta diversi lavori.

Attratto dalla pittura e attirato dall’arte  dei   grandi pittori,  per breve tempo a viaggia attraverso alcuni paesi del nord. Si reca ad Anversa e poi in Olanda, dove viene a contatto con l’arte pittorica dei grandi maestri fiamminghi. Tornato in patria, dimora dal 1854 al  1864 a Monaco dove frequenta  l’Accademia.

All’età di ventisette anni la rivista “Fliegende Blätter” (Fogli    volanti) pubblica  la sua prima ‘vignetta con testo’. In seguito, diventa  uno dei principali collaboratori della rivista.

É l’inizio di una produzione grafico-letteraria che lo occupa per tutta la vita e che diventa il suo modo di comunicare direttamente col lettore. I suoi sono dei veri ‘racconti illustrati’, brevi ma incisivi (tanto che un critico lo considerò un precursore dei moderni fumetti). L’immediatezza del disegno e la storia raccontata in versi fanno subito presa sul pubblico che in essi trova arguzia, satira, umorismo, esente da ogni   forma di moralismo. Ma il modo bonario con cui Busch racconta le sue storie nasconde una certa profondità di pensiero. Sotto sotto vi era pure una satira assai sferzante del mondo borghese, dalla quale traspare un certo pessimismo e una condanna dell’ipocrisia e del filisteismo. Era solito dire: “Sono un pessimista per il presente ma un ottimista per il futuro.”

Le sue storie più riuscite sono quelle che hanno come protagonisti Max e Moritz (1865), Hans Huckebein (1970), Padre Filucius (1972), La pia Elena (1872),  Tobias Knopp (1976), Il pittore Sgorbietti  (1883).

La figura di Padre Filucius nasce nel momento in cui in Germania la politica di Bismark, appoggiata dal ‘Kulturkampf’, era contraria alla Chiesa.

Busch è anche  un pittore, ma espone poco e la sua pittura comincia ad essere apprezzata solo dopo la sua morte.

Dal suo lavoro ricava una certa agiatezza che gli permette di ritirarsi in campagna per dedicarsi all’apicultura e per meditare in pace. Comunque non cessa mai di scrivere testi illustrati da vignette. Si dedica alla poesia e alla filosofia, seguendo in particolar modo il pensiero di Schopenhauer.

Busch in fondo è un borghese liberale e laico e per questo ha successo in quel mondo che aveva satireggiato e sul quale aveva riversato la sua ironia e il suo umorismo  spesso amaro.

Ad Hannover esiste il Museo Wilhelm Busch.

 

LIBRI

 

Max e Moritz  Sono due bambini che occupano il loro tempo giocando scherzi crudeli al prossimo, finché non viene loro inflitto un castigo adeguato alla loro malvagità.  Impiccano i polli di una povera donna; segano una passerella per far precipitare il maestro nel ruscello; mettono polvere da sparo nella pipa dell’organista; infilano bestie nel letto dello zio; entrano nel forno attraverso il camino per crear guai. Ed ecco alcuni esempi di punizione: caduti nella farina vengono impastati e cotti al forno. In un altro caso, entrati nel granaio per tagliare i sacchi di grano, vengono portati al mulino, triturati nella macina e trasformati in cibo per le oche. 

Elena la pia   Novella in versi pubblicata a Heidelberg nel 1872. La piccola Elena, capricciosa e discola, viene allevata in casa degli zii dove non combina che guai. Cresciuta, sposa  il vecchio  Schmöck. Per avere figli compie un pellegrinaggio. Nascono due gemelli, ma la gente attribuisce i figli non al marito, bensì al cugino Franz. Morto il marito, soffocato da una lisca di pesce,  e anche il cugino per una bottigliata in testa ricevuta da un cameriere che lo aveva sorpreso con la moglie, Elena diventa una beghina e trova sollievo alle sue pene solo nel vino. Muore ubriaca in mezzo alle fiamme della sua casa. Il diavolo l’acciuffa e la porta con sé nell’inferno, a fianco del cugino Franz. La novella, subito popolare, fu apprezzata per i disegni e per il sarcasmo che la contraddistingue.

 

 

 

 

 

 

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BERLINO 1990 (829/32),  GERMANIA 1958 (153/4), 1982 (961), 1990 (1287/90),  PENRHYN  1979 (109/120), SARRE  1958 (411/2), SVIZZERA 1984 (1216), BELGIO 2007

 

 

 

 

 

BUZZATI-TRAVERSO DINO

(Italia)

 

Nasce a San Pellegrino, Belluno, il 16 ottobre 1906. Muore a  Milano il 28 gennaio 1972.

Cresce in una famiglia tradizionale, terzo di quattro fratelli. Il padre, Giulio Cesare, proveniva da un'antica famiglia bellunese. La madre Alba Mantovani (sorella dello scrittore Dino Mantovani) era veneziana, ultima discendente della famiglia dogale Badoer Partecipazio.

Buzzati ama la musica (impara sin da piccolo a suonare il violino ed il pianoforte), il disegno e la montagna, che costituiranno elementi fondamentali del suo talento d'artista.

Frequenta il ginnasio Parini e in seguito la facoltà di Giurisprudenza, per assecondare i desideri del padre che lo vedeva futuro avvocato. Nel 1928, appena prima di terminare gli studi universitari, entra come praticante al “Corriere della Sera” del quale diverrà in seguito redattore. Sempre nello stesso anno si laurea in giurisprudenza con una tesi dal titolo La natura giuridica del Concordato.

Nel 1933 esce il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne, al quale segue dopo due anni Il segreto del Bosco Vecchio. Da entrambe le opere saranno tratti film da registi italiani: il primo girato da Mario Brenta nel 1994, il secondo da Ermanno Olmi nel 1993.

Mentre risale al 1939 quello che probabilmente è il suo più grande successo, Il deserto dei Tartari, che verrà edito l'anno seguente (il titolo originale doveva essere La fortezza, poi cambiato per evitare il richiamo al conflitto mondiale ormai alle porte). Dal libro, nel 1976, Valerio Zurlini trae il film omonimo.

Fra i suoi ultimi scritti rientra I miracoli di Val Morel, pubblicato nel 1971 e non più ristampato. Il libro è una raccolta di finti miracoli, che nell'invenzione dell'autore sarebbero stati attributi a Santa Rita dalla tradizione popolare

Muore di tumore al pancreas (che già aveva causato il decesso del padre nel 1920) alla clinica"La Madonnina" di Milano il 28 gennaio 1972.

Alcune delle principali opere: i romanzi Bàrnabo delle montagne (1933), Il segreto del Bosco vecchio  (1935), Il deserto dei Tartari, (1940) Il grande ritratto, (1960), Un amore (1963) . I racconti: I sette messaggeri (1942), Paura alla Scala (1949) Il crollo della Baliverna (1954), Esperimento di magia (1958),  Sessanta racconti, premio Strega nel 1958, Egregio signore, Siamo spiacenti di... (con illustrazioni di Siné) (1960),  Il colombre (1966) La boutique del mistero (1968) Le notti difficili (1971),  180 racconti (1982), Il meglio dei racconti (1989) Lo strano Natale di Mr. Scrooge e altre storie (1990) .

Scrisse opere per il teatro, raccolte poetiche, libretti  per la musica. A lui si deve un libro per ragazzi La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945).

 

LIBRI

 

Il deserto dei Tartari  Pubblicato nel 1940, Il deserto dei Tartari fu il romanzo che segnò la consacrazione di Dino Buzzati tra i grandi scrittori del Novecento italiano.

Il romanzo segue tutta la vita di Giovanni Drogo, dal momento in cui questi, ventunenne pieno di ambizioni, arriva alla Fortezza Bastiani, sua prima destinazione dopo la nomina a tenente.

La Fortezza, ultimo avamposto ai confini settentrionali del regno, domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”, un tempo teatro di rovinose incursioni da parte dei nemici. Tuttavia, da molti anni nessun attacco è più giunto da quel fronte, e la Fortezza, svuotata ormai della sua importanza strategica, non è rimasta che una costruzione arroccata su una solitaria montagna, di cui molti ignorano finanche l’esistenza.

Dimenticata da tutti, essa continua tuttavia a vivere secondo le norme ferree che regolano gli organismi militari, ed esercita sui suoi abitanti una sorta di malia che impedisce loro di lasciarla. I militari che la abitano sono, infatti, animati e sorretti da un’unica, inconfessata speranza: vedere apparire all’orizzonte, contro le aspettative di tutti, i nemici. Fronteggiarli, combatterli, diventare eroi: sarebbe l’unica via per restituire alla fortezza la sua importanza, per dimostrare il proprio valore e, in ultima analisi, per dare un senso agli anni spesi in quel luogo.

Anche Drogo, che pure si proponeva di rimanere alla Fortezza per pochi mesi, rimarrà irretito dal suo fascino, dalle rassicuranti e pigre abitudini che vi scandiscono il tempo, dalla speranza di una futura gloria che lo porterà ad investire i suoi vent’anni, e poi la sua intera vita, in una speranzosa, e infine rassegnata, attesa.

Sopra tutto, domina la certezza di non poter più tornare indietro. Sin dalla sua prima licenza, dopo quattro anni di permanenza, Drogo sentirà un senso di estraneità e smarrimento nel ritornare al suo vecchio mondo, ad una casa che non può più dire sua, ad affetti remoti.

Nell’attesa della “grande occasione” si consuma la vita di Drogo e dei suoi compagni. Passano gli anni. Drogo vedrà alcuni di loro morire, altri lasciare la fortezza ancora giovani, altri ormai vecchi. Fino alla beffa finale: proprio nei giorni in cui i tartari, finalmente, avanzano verso il confine, Drogo dovrà lasciare la Fortezza, minato da una malattia che non gli consente di proseguire oltre la vita militare. La morte lo coglierà solo, in un’anonima stanza di una locanda di città, ma non in preda alla rabbia e alla delusione.

(tratto da Internet)

 

FILATELIA

ITALIA  2006 ,  MONACO  2006, 

 

 

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n-right: 10; margin-top: 0cm; margin-bottom: .0001pt"> Scrisse opere per il teatro, raccolte poetiche, libretti  per la musica. A lui si deve un libro per ragazzi La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945).

 

LIBRI

 

Il deserto dei Tartari  Pubblicato nel 1940, Il deserto dei Tartari fu il romanzo che segnò la consacrazione di Dino Buzzati tra i grandi scrittori del Novecento italiano.

Il romanzo segue tutta la vita di Giovanni Drogo, dal momento in cui questi, ventunenne pieno di ambizioni, arriva alla Fortezza Bastiani, sua prima destinazione dopo la nomina a tenente.

La Fortezza, ultimo avamposto ai confini settentrionali del regno, domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”, un tempo teatro di rovinose incursioni da parte dei nemici. Tuttavia, da molti anni nessun attacco è più giunto da quel fronte, e la Fortezza, svuotata ormai della sua importanza strategica, non è rimasta che una costruzione arroccata su una solitaria montagna, di cui molti ignorano finanche l’esistenza.

Dimenticata da tutti, essa continua tuttavia a vivere secondo le norme ferree che regolano gli organismi militari, ed esercita sui suoi abitanti una sorta di malia che impedisce loro di lasciarla. I militari che la abitano sono, infatti, animati e sorretti da un’unica, inconfessata speranza: vedere apparire all’orizzonte, contro le aspettative di tutti, i nemici. Fronteggiarli, combatterli, diventare eroi: sarebbe l’unica via per restituire alla fortezza la sua importanza, per dimostrare il proprio valore e, in ultima analisi, per dare un senso agli anni spesi in quel luogo.

Anche Drogo, che pure si proponeva di rimanere alla Fortezza per pochi mesi, rimarrà irretito dal suo fascino, dalle rassicuranti e pigre abitudini che vi scandiscono il tempo, dalla speranza di una futura gloria che lo porterà ad investire i suoi vent’anni, e poi la sua intera vita, in una speranzosa, e infine rassegnata, attesa.

Sopra tutto, domina la certezza di non poter più tornare indietro. Sin dalla sua prima licenza, dopo quattro anni di permanenza, Drogo sentirà un senso di estraneità e smarrimento nel ritornare al suo vecchio mondo, ad una casa che non può più dire sua, ad affetti remoti.

Nell’attesa della “grande occasione” si consuma la vita di Drogo e dei suoi compagni. Passano gli anni. Drogo vedrà alcuni di loro morire, altri lasciare la fortezza ancora giovani, altri ormai vecchi. Fino alla beffa finale: proprio nei giorni in cui i tartari, finalmente, avanzano verso il confine, Drogo dovrà lasciare la Fortezza, minato da una malattia che non gli consente di proseguire oltre la vita militare. La morte lo coglierà solo, in un’anonima stanza di una locanda di città, ma non in preda alla rabbia e alla delusione.

(tratto da Internet)

 

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ITALIA  2006 ,  MONACO  2006, 

 

 

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