FAERØER

 

1982  (69/72)

Leggenda:

Harra Paetur e Elinborg. Partenza di Paetur. Attesa del ritorno. Einborg raggiunge Paetur.  Ritorno.

 

 

1984 (100/5) 

La bella dei veli.  La ragazza del principe timido.  La spada di vetro. La  piccola Elin. Il ragazzo e il bue.

 

 

1986   (124/7) 

La Skrimsla  (antica ballata). Contadino nel bosco.  Incontro col gigante.  Il gigante perde. Desideri del contadino.

 

 

1994  (260/3) 

La ballata di Brusajokil. La nave di Asbjom. Asbjom nella grotta. Omar e l gatto. Omar e il gigante.

 

 

1995  (272/3)  

Fiabe

 

1997  (311/2) 

Leggende:   S.Antonio.  Il genio del mare.

 

2001  (387/92)  

La morte di Hogne;

L’albero dell’anno.  L’indovinello sull’albero dell’anno è un buon esempio del senso che gli antichi faeroesi diedero al simbolo. L’anno è paragonato ad un albero con i mesi rappresentati in tredici rami. Le settimane sono simboleggiate dai nidi di uccelli, quattro per ramo, mentre i giorni della settimana hanno per simbolo sei uccelli per ogni nido mentre il settimo ha le piume d’oro.

La ballata di Nornagest. È una delle più antiche ballate. Purtroppo di essa rimane solo un frammento. Nornagest, ormai vecchio, racconta le gesta eroiche di Sigurd al servizio di un re sconosciuto. Tra le altre avventure il vecchio Nornagest narra una strana storia che ha per protagonista Grane, il cavallo di Sigurd.  Grane cadde in una palude e si trovò immerso nel fango. Da esso fu trascinato fuori a fatica. Nornagest, che allora era un giovane fanciullo, condusse fuori dal fango il cavallo e lo lavò. Da quel giorno egli fu considerato uno dei guerrieri di Sigurd. In Grane gli antichi hanno voluto simboleggiare la costellazione di Pegaso in  quanto la sua forma richiama  nella fantasia il profilo di un cavallo.

La ballata dell’arpa. È la variante di una canzone norvegese, esistente anche in una versione inglese.  Un giovane si reca in una casa dove abitano due sorelle e chiede in sposa la più giovane, gentile e bella, trascurando la maggiore di carattere invidioso e maligno. Questa si vendica per non essere stata scelta; attira la sorella in riva al mare e la butta tra le onde dove la poverina annega. Il vento riporta a riva il suo corpo  che viene scoperto da due viandanti i quali con le braccia della morta fabbricano un’arpa e con i capelli biondi le tre corde. Poi si recano nelle casa dove la sorella cattiva festeggia le sue nozze col giovane che aveva amato la sorella e, suonando, le corde dell’arpa cominciano a vibrare, ma invece di suoni si odono parole. La prima corda dice: “La sposa è mia sorella”. La seconda dice: “La sposa mi ha uccisa.” E la terza: “Lo sposo era il mio diletto.”. Invano la sposa cerca di far tacere l’arpa. Quella continua a parlare, finché la donna cade a terra col cuore spezzato e muore.  La ballata probabilmente trae origine da una credenza antica in cui la luna è il corpo del sole. Nella sua fase calante la luna a falce o spicchio dà l’idea di un’arpa. La sorella maggiore è probabilmente un simbolo del lato oscuro della notte.

La ballata di Gram e GraneCome vengono ricordati gli eroi delle Saghe, in ugual misura vengono ricordati i loro cavalli e le loro armi. Così  a fianco di Sigurd, l’uccisore del drago Fafnir, il custode del tesoro dei Nibelunghi,  troveremo il suo cavallo Grane e la spada  regalatagli dal fabbro Regin. Quando Sigurd decise di procurarsi un cavallo, si recò sulla riva di un fiume dove stava pascolando una mandria di puledri e lanciò una pietra nell’acqua. Al rumore tutti i cavalli fuggirono, tranne Grane, che diventò il suo prescelto. La spada gli venne offerta dal fabbro e Sigurd la trovò posata per terra in mezzo ad un corso d’acqua. Grane rappresenta nella mitologia la costellazione di Pegaso, mentre Gram rappresenta la costellazione del Cigno per la sua forma allungata, simile ad una spada. Il fiume su cui la spada era posata fa pensare alla Via Lattea.che divide in due parti uguali la costellazione del Cigno.

Kalevala   La trama si presta poco a un riassunto, scrive Giacomo Prampolini, che pur tenta di tracciarlo. “Eroe principale è il poeta-mago Väinämöinen, l’inventore della <kantele>, (l’arpa finnica), luminosa figura di un boreale Orfeo. Nasce nel mare, da Ilmatar (la figlia dell’aria), la dea creatrice del mondo; promuove l’agricoltura, acquista ogni sapere, compone canti soavi e possenti; corteggia invano la bella fanciulla lappone Aino, che non vuole saperne di lui e che, dopo essersi trasformata in salmone, gli sfugge per sempre. Ilmatar consiglia al figlio desolato di cercarsi una sposa in Pohjola (il paese del nord. La Lapponia?) la cui regina Louhi gli promette infatti la propria bellissima figlia a patto che egli le procuri il magico mulino Sampo. Väinämöinen  allora si associa il fratello Ilmarinen, fabbro solerte e geniale; entrambi hanno come rivale il baldo, gaio e spregiudicato Lemminkäinen. che incarna il tipo dell’avventuriero, e il triplice corteggiamento si svolge, attraverso mirabolanti vicende nei canti VII-XIX. Ilmarinen fabbrica il Sampo, ma la fanciulla si rifiuta di sposarlo; Lemminkäinen, recatosi a Pohjola, soccombe alle insidie di Louhi, è gettato nel fiume della morte, fatto a pezzi, ma poi risuscitato dalla madre; Vänämöinen, pentito di aver rinunciato alla figlia di Louhi in favore del fratello, scende nel regno della morte in cerca di tre <magiche> parole, necessarie per finire la costruzione di una barca. La figlia di Louhi, cui è lasciata la scelta fra i due fratelli, preferisce da ultimo Ilmarinen.I dieci canti successivi s’indugiano a narrare le feste dello  sposalizio a Pohjola, nonché due sfortunate spedizioni di Lemminkäinen, furibondo perché non lo hanno invitato alle nozze. Ma Ilmarinen non gode a lungo la compagnia della sposa, che perisce divorata dagli orsi e dai lupi per opera di Kullervo, il crudele gigante che inconsciamente si macchia di incesto con la sorella e poi si uccide nella foresta (canti XXXI-XXXVI). Ilmarinen, ormai avvezzo alla vita coniugale, si fabbrica una nuova moglie in oro e in argento, ma non riesce ad infonderle vita; allora rapisce un’altra figlia di Louhi, la quale però si rivela così uggiosa che egli la trasforma in gabbiano. Negli ultimi canti (XXXIX-XLIX)  Väinämöinen,  Ilmarinen e Lemminkäinen compiono di buon accordo una spedizione contro Pohjola per rubare il Sampo; ucciso un enorme luccio, il poeta fabbrica con le sue lische una <kantele>, il cui malioso suono attira tutti gli esseri animali; con esso addormenta la gente di Pohjola e agevola il furto del Sampo.  Ma al risveglio Louhi scatena contro i tre ladri fuggiaschi una furiosa tempesta durante la quale la <kantele> cade nel fiume; poi li insegue con una nave da guerra, li raggiunge, impegna battaglia: il conteso Sampo cade in un lago e si frantuma. Vänämöinen ne ricupera quanto basta per assicurare la prosperità del Kalevala, cioè della Finlandia; poi si fabbrica una nuova arpa in legno di betulla. Invano Louhi infierisce, mandando pestilenze e flagelli, rubando il sole e la luna; i due fratelli sventano le insidie, rintuzzano le offese. Nel canto finale la vergine Marjotta (la Maria cristiana?), avendo inghiottito una bacca di mirtillo, partorisce un fanciullo che è proclamato re della Carelia: Vänämöinen, irritato, parte con la sua barca di rame, lascia però al popolo finlandese l’arpa e i melodiosi canti che confortano contro il passare del tempo”.            

La morte di Hagen   La ballata racconta come Gudrun vendica la morte di Sigurd facendo uccidere i suoi fratelli rei del delitto. Solo Hogni sopravvive. Gudrun chiama in suo aiuto il terribile Tidrik Tattneson. Durante il duello tra i due, Tidrik si  trasforma in un drago volante e vomita il suo veleno su Hogni. Quando Hogni si sente vicino alla morte, chiede al re Artala di provvedere a fargli  trascorrere  la notte  con la figlia di uno dei suoi eroi, assicurandolo di non avere sul corpo nessuna ferita. La ballata non dice come morì.

Il maleficio di Gudrun   Quando Hogni e i suoi fratelli si avviarono verso il fatale scontro  con  la loro sorella Gudrun, la nave su cui navigavano fece naufragio in quanto la perversa Gudrun aveva scatenato contro di loro un maleficio e fatto intervenire in suo aiuto un gigantesco e mostruoso cavallo marino e un feroce stormo di aquile. Il tempo e la tempesta divennero così furiosi intorno alla nave che affondava che i fratelli si salvarono soltanto usando i bastoni delle rune che la madre aveva loro consegnato prima della partenza per difendersi dalla magia di Gudrun. Anche questa avventura contribuì ad alimentare il rapporto che esiste tra le cose terrestri e quelle del firmamento in cui si trova la costellazione di Pegaso e la costellazione dell’Aquila, entrambe poste ai lati della Via Lattea. Cavalli e aquile ricordano pure in modo sorprendente l’analogia esistente tra i fiumi norvegesi e le sorgenti della Finland.

 

 

2003  (430/39) 

Leggende nordiche:

Voluspà.   Il poema Edda si apre con due grandi monologhi di contenuto, mitologico e gnomico: la Voluspa o Profezia della veggente e lo Hàmavàl  o Discorso dell’eccelso.  La Voluspa, oggi considerata opera di un poeta islandese, offre una completa visione del Pantheon pagano, quasi presentendone la fine, e risulta una specie di ‘summa mitologica’ scandinava che fornì ampio materiale a Snorri Sturluson (1223), il cantore della mitologia nordica. L’ignoto autore comincia col trasformare un essere umano, la  Volupsa o Profetessa, in un essere soprannaturale, una gigantessa che ha vissuto la storia del mondo sin dalle sue origini e ne ha imparato la caducità. Nel suo monologo iniziale dice di aver raccolto l’invito del dio Odino per narrare ‘gli antichi racconti degli uomini’. Dice che, all’inizio dei tempi,  il sole, le stelle, la luna non sapevano dove fossero le sedi loro assegnate. Allora tutti gli dei si riunirono, tennero consiglio: diedero i nomi alla notte, all’alba, a mezzogiorno, al crepuscolo; suddivisero il tempo in anni. I figli di Odino crearono per gli uomini la terra  e per gli dei lo Iòavöllr  o ‘campo dell’attività incessante’. Trascorse un primo periodo che corrispose all’età dell’oro in cui vennero edificati templi, costruite fucine, inventati gli strumenti. Sennonché dai paesi dei giganti giunsero tre vergini gigantesche e fatate. Giunsero pure tre dei che crearono i nani e poi l’uomo, tratto da un tronco di frassino, la donna fatta con una pianta, l’embla, non meglio identificata. Askr l’uomo e Embla la donna, giacquero inanimati sulla spiaggia finché Odino diede loro il respiro. Insieme agli esseri umani sono pure nominate le Norne, arbitre della vita.  Scoppiò la prima guerra fra gli Æsir e i Vanir a causa della maga Gullveig, tre volte bruciata e tre volte risorta. Odino gettò la sua lancia tra i contendenti ma ciò non impedì che le mura attorno al suo palazzo venissero sfondate. Gli dei ordinarono ad un gigante di ricostruirle, offrendogli quale ricompensa Freya, ma la promessa non fu mantenuta e il dio  Thor uccise il gigante. Le profezie della veggente continuano. Il dio Odino, per ottenere da Mimir, dio delle acque, il permesso di bere un sorso alla fonte della saggezza, si deve privare di un occhio; profetizza che il dio Baldr dovrà morire e che Loki, il suo cattivo consigliere subirà un meritato castigo. Seguono altre profezie relative a punizioni inflitte a spergiuri, omicidi, adulteri e poi inizia la descrizione del Ragnarok o Crepuscolo degli dei o fine del mondo. Al gallo che canta nel Valhalla risponde quello dell’inferno. Si ode l’ululato di Garm, il cane infernale incatenato, e dei e uomini si apprestano ad affrontare il cataclisma. Da ogni parte arrivano i nemici. Dal sud arriva Surtr, il gigante di fuoco e abbatte Freyr. Odino affronta Fenrir, il lupo dell’inferno e viene ucciso. Thor uccide il serpente di mare e viene a sua volta ucciso.  Ma il quadro di desolazione non dura a lungo. La veggente vede emergere dal mare una terra verde, dove le messi nascono senza essere seminate e ogni male si tramuta in bene. I popoli, finalmente in pace conoscono una nuova età. Il crollo del mondo preannuncia la fine dei grandi e dei potenti.

 

2004  (479/80) 

Mitologia nordica.

Thor.  Figlio di Odino, re degli dèi, e di Jörð, dea della terra, era il più forte degli Æsir e dunque la sua dimora era ad Ásgarðr, nel Trudheimr, un castello nelle terre di Bilskirnir. Mentre Odino era considerato re degli dei, Thor era un po' più il dio degli uomini, infatti era molto amato dagli scandinavi, probabilmente più di Odino, tanto che i Vichinghi si definivano Popolo di Thor. Sua moglie si chiamava Sif, ma poco si conosce di lei a parte che avesse i capelli d'oro, fabbricati per lei dai nani dopo che Loki le aveva tagliato i suoi. Con Járnsaxa ebbe come figlio Magni mentre con Sif ebbe Þrúðr e Móði; aveva anche un figliastro Ullr che era in realtà solo figlio di Sif.  Ran, dea del mare. Catturava con le sue reti gli annegati e li tirava nelle profondità del mare, alla sua corte, dove essi banchettavano e si divertivano con le sue 9 figlie, le onde del mare.

 

2006  (556/7) 

Mitologia nordica.

Le norne, divinità del destino. Sjodreygil, il fantasma marino e le otarie.   Le norne (norreno: norn, plurale: nornir) nella mitologia norrena sono tre dísir chiamate Urð, Verðandi e Skuld.

Le norne vivono tra le radici di Yggdrasill, l'albero del mondo al centro del cosmo (benché alcune fonti asseriscano che esse dimorino sotto l'arco formato da Bifröst, il ponte arcobaleno), dove tessono l'arazzo del destino. La vita di ogni persona è una corda nel loro telaio e la lunghezza della corda è la lunghezza della vita dell'individuo.

Poiché tutto è preordinato nel complesso universo norreno, anche le divinità hanno i loro fili nel telaio, benché le norne non permettano loro di vederli. Questa sottomissione degli dèi a un potere esterno implica che un giorno anche loro avranno una fine e tale fine, il Ragnarök, è descritta ampiamente dalla letteratura nordica.

 

 

2006  (585/94)

La donna foca

 

2010 Europa Libri per bambini

  

FINLANDIA

  

1997  (1344/5) 

Fiabe:Il mergo d’oro

 

 

1997  (1366/8) 

Il  mito di Aino  (quadro del pittore finlandese Gallen-Kallela)

Il pittore Gallen-Kallela col suo stile inconfondibile divenne l’illustratore ufficiale del mito. Il suo capolavoro è esposto in una delle prime sale dell’Ateneum ed è un trittico di grande suggestione che raffigura l’incontro tra lo sciamano Vainamoinen - un incrocio tra il Saruman tolkeniano e Babbo Natale - e la giovane Aino. Il trittico è incastonato in una cornice dorata, come nelle icone russe e bizantine; nella tavola a sinistra è dipinto l’incontro che avviene in un bosco fitto, buio, popolato da gigantesche betulle. Aino è incantevole nel suo abito immacolato, coi capelli raccolti a crocchia, Vainamoinen è dietro a lei, quasi un orso che le piomba alle spalle. Nella tavola a destra Aino è nuda, seduta sul greto di un fiume, in procinto di immergersi nelle sue acque cristalline in cui perderà la vita. Nella tavola centrale, la più grande, Vainamoinen si protende da una barca nel tentativo di strappare alle acque lo spirito di Aino, colei che avrebbe dovuto diventare la sua sposa. Gallen-Kallela risolve abilmente il passaggio di Aino da fanciulla a spirito; nella tavola centrale Aino non appare più coi capelli raccolti, ma con la chioma sciolta, i capelli lunghissimi, sparsi nel vento, mentre il suo corpo e soprattutto il suo viso sono investiti da una luce violenta che sbiadisce i lineamenti. Gli occhi sono sbarrati, bianchi, privi di vita; il pennello di Gallen-Kallela è un rito vodoo, Aino uno zombie, ogni cosa in lei è sfocata, mentre invece nelle braccia di Vainamoinen risalta l’abbronzatura, nelle cuciture della sua tunica distinguiamo un vivace blu cobalto, e nelle macchie di legno scrostato sul fianco della sua barca uno squillante color ruggine.

 

 

2006  (1762/3) 

Mitologia nordica. 

Fate.  Fate e gnomi.

 

 

2008

I petroglifi di Astuvansalmi

Le pitture rupestri di Astuvansalmi si trovano su una scoscesa parete di roccia 20 km a est dalla cittadina di Ristiina, in Finlandia. Queste iscrizioni risalgono probabilmente a un'epoca compresa fra 3000 e 4000 anni fa e sono fra i più antichi dipinti preistorici della Finlandia.

 

 

2010 Europa Libri per bambini

 

 

FORMOSA

 

 1967   (550) 

 Lady Chang verso la luna. La storia racconta che la Terra un tempo aveva dieci soli , ognuno dei quali girava attorno alla Terra per illuminarla.. Ma un giorno tutti e dieci si unirono per bruciare la Terra. Un forte arciere. Hou Yi, riuscì ad abbatterne nove e a conservare la Terra  intatta.  Un giorno l’arciere riuscì a rubare l’elisir di lunga vita ad un dio. La bella Chang, sua moglie, ne bevve con l’intento di salvare il popolo caduto sotto il giogo tirannico del marito. Dopo aver bevuto l’elisir volò verso la Luna. Hou Yi, che l’amava, rinunciò ad abbattere anche la Luna, l’ultimo sole rimasto.

 

1967  (579)

Il pescatore e l’incisore

 

 

1971  (773/80)  

Tu Shun imperatore. Tsai Hun e le more. L’amor filiale. Kiang Keh e la madre. Tsu lu e il riso. Meng Chung. Il lavoro di Tun Sung. La bontà di Tsu Chien.

 

 

1974  (953-60)   

Fiabe diverse

 

 

1975  (1023-26)   

Fiabe diverse

 

 

1978  (1183-86)  

Fiabe popolari:

Tsu Ti. Pan ch'ao. Tien Tan. Liang Hung-yu.

 

 

1980  (1292/5) 

Fiabe Popolari:

Pestaggio nel mortaio di Li Po. Ritorno degli oggetti perduti di Confucio. Forza d'animo di Tien Hsiang. L'offerta del carbone dell’imperatore Tai. 

 

 

1981  (1346/9)  

Racconti di fate. Il vaccaio e il bufalo. Il vaccaio e la filatrice. Separati dal fiume. Riuniti e circondati da  rondini.  

 

 

1982  (1431/4) 

Racconti popolari.

Da I 6 esempi di pietà filiale di Wu Yen-huan: Restaurazione di Shao Kang. Aiti di Hsun uan. Rifiuto di Ku Yen-wu. L'amicizia di Ting Ch'ung-liang.

 

 

1982  (1400/3)

La riunione di Ku Cheng, dalla fiaba I 3 fratelli di sangue della dinastia Han

 

 

1983  (1460/3)

Fiaba popolare.

La donna serpente bianca L'incontro. Il furto dell'albero della vita. Il confronto. La prigione.

 

 

1986  (1642/6)   

Fiabe popolari.

L'amore di Liang Shanpo e Chu Yingtai: A scuola. Nella stanza di studio. Ottimi Amici. Separati da un destino crudele. Trasformati in farfalla.

 

 

1993  (2039/42)

Miti:

La creazione del mondo: Pan Gu crea l’universo.   Crea gli animali.  Nu Wa crea gli esseri umani. Pa Wa ripara il cielo con pietre incandescenti.

 

1994  (2133/6)

Miti:

Sueireny scopre il fuoco.  Fushijy e i segni dello zodiaco.  Shennungiy fabbrica gli attrezzi agricoli. Tsangjier  inventa l’alfabeto.

 

 

1997  (2337/40)

Racconti popolari dinastia Ming. Viaggio in occidente: Trionfo di Budda. Pellegrinaggio della scimmia T’ang. Montagna incendiata  Ragnatela nella grotta “La storia del viaggio in occidente” è il più riuscito romanzo mitico  dell’antica Cina. Sulla falsariga del viaggio in India compiuto nel 7° secolo dal maestro buddista Tang Ceng (Xuan Zang) alla ricerca dei sutra, il romanzo tratteggia le vicissitudini incontrate dal maestro e dai suoi  tre discepoli nel corso del viaggio, creando con successo l’immagine di una scimmia divina, Song Wukong, che non teme nessuna autorità e lotta a fondo contro tutte le forze del male, esprimendo in modo latente le speranze per la vita reale dell’autore.

 

 

1998 (2004/7)   

Favole cinesi:

La rana e la tartaruga. La volpe e la tigre, Il serpente. L’uccello e la conchiglia.

 

 

2001  (2603/6)  

Fiabe cinesi:

Un uomo con tre ghiande in una mano e quattro nell’altra attorniato da scimmie.  Guerriero con scudo e lancia. Uomo vicino ad un albero in attesa di un coniglio da catturare.  Un vecchio, i figli e i nipoti che scavano nella terra per spostare un masso.

 

 

2003 e 2004  (2767/70 e 2820/3) 

Gli otto immortali attraversano il mare.  Nel XII secolo, durante la dinastia Jin, si assiste alla formazione, in Cina, a partire da elementi disparati, della pleiade degli inseparabili Otto Immortali che sono stati raggruppati e associati per misteriose ragioni, e situati al centro del pantheon taoista, senza dubbio per rispondere e fare da contrappunto, in una certa misura, al famoso gruppo dei diciotto luohan  (o arhat) del buddhismo.

Tre di questi immortali sarebbero personaggi storici, mentre gli altri sono puramente leggendari e nati dall'immaginazione popolare; tra loro citiamo una donna e un personaggio androgino, piuttosto equivoco. Si possono associare o contrapporre in veri e propri binomi: l'aristocratico - il proletario; il ricco - il povero; il giovane - il vecchio; l’uomo - la donna... in loro si vede la rappresentazione di una diversa condizione: l'alto funzionario, il soldato, il vecchio, il ricco... Quest'ottetto dai poteri straordinari, in Cina ha sempre suscitato una passione continua, soprattutto tra gli strati popolari. Indubbiamente è stata la particolare conoscenza dei segreti della natura, che ha consentito loro di diventare immortali.

 

FRANCIA

 

1994  (2849) 

Leggenda:

Santo Stefano  Negli Atti degli Apostoli, redatti da S. Luca si racconta che Stefano, giudeo di nascita,  fu uno dei primi sette diaconi eletti dalla comunità cristiana di Gerusalemme per coadiuvare gli Apostoli. La sua elezione lo rese inviso ai giudei ellenisti che iniziarono con lui una disputa sulla legge mosaica. Accusato di aver bestemmiato contro Mosè, fu portato davanti al Sinedrio. Condannato a morte, subì il martirio della lapidazione. Fu il primo martire della fede in Gesù e fu oggetto di largo culto in Oriente e occidente. Le sue reliquie vennero ritrovate nel 415.  La sua festa cade per la Chiesa  latina il 26 dicembre; per quella greca il 3 agosto e il 27 dicembre

 

2010 Europa Libri per bambini

La bella e la bestia.  Cenerentola

 

 

 

 

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