DAHOMEY

 

1974  (335/8)  

L’elefante, la gallina e il cane. Lo sparviero e il cane. L’albero a vento. L’aquila la vipera e la gallina.

 

 

DANIMARCA

 

2000  (1264) 

Mitologia:

Pegaso. Pegaso è una figura della  mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore. Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Successivamente viene cavalcato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei.

 

 

2004 (1369/70) 

Mitologia:

Il dio Heimdal.   La dea Gefion.  Heimdal, dio germanico del primo sole, era il solitario guardiano del cielo, e fu incaricato di stabilire l'ordine sociale sulla terra; insegnò la magia al figlio Jarl

Gefion  era la dea del mare e della fertilità.

 

 

 

 

 

2006  (1434/5)

Mitologia:

Collina con il re degli elfi in bassi e tre elfi femmine in alto.    Due lupi mannari, un folletto, un cavallo fatato e un troll; in basso due cavalli.

 

2010 Europa Libri per bambini

 

EGITTO

Mille e una notte (Alf laila wa-laila) È la più grande raccolta di novelle  e fiabe scritte in arabo e fatta conoscere in occidente nel XVIII secolo ad opera di A. Galland che la tradusse in francese. Fu redatta probabilmente al Cairo intorno al 1400, ma esistono redazioni precedenti risalenti al pahlavico dal titolo Mille notti del IX secolo. L’opera, come altre di origine orientale, si inserisce entro un quadro-cornice che comprende racconti, novelle, fiabe ora a se stanti ora intrecciate  l’una nell’altra, talvolta senza alcun nesso con quella in cui sono comprese. L’intento delle Mille e una notte è puramente narrativo, di  divertimento e senza alcun carattere sentenzioso e moraleggiante come quello che caratterizza il Panciatantra (v.) La cornice è formata dalla vicenda del re Shahrivàr il quale scopre l’infedeltà della moglie. Anche suo fratello era passato attraverso una esperienza analoga per cui, ammaestrato da lui sull’astuzia e la perfidia femminile, fa strangolare la moglie e decide di passare ogni notte  con una fanciulla diversa, scelta tra le giovani figlie dei suoi sudditi, e di farla uccidere il mattino seguente. Ad interrompere il triste sistema è la principessa Shaharazad che si offre spontaneamente al re, chiedendo solo che  sua sorella Dinarzad possa passare la notte nella camera nuziale. Aiutata dalla sorella, la giovane donna inizia a raccontare al re un racconto fiabesco e a incatenare il suo interesse alla trama. Solo che la principessa ha l’astuzia di non concludere il racconto entro la notte, per cui il  re, curioso di conoscere la conclusione, procrastina da un giorno all’altro la morte di Shaharazad. Costei ogni notte conclude la storia ma ne inizia subito un’altra che, ovviamente. non conclude e così via. I racconti si susseguono per mille e una notte.    Durante questo periodo tra il re e la narratrice sboccia l’amore, nascono due figli e alla fine il re rinuncia alla sua vendetta sulle donne. La trovata di Shaharazad permette di inserire nella letteratura araba uno dei maggiori patrimoni narrativi orientali, comprendente racconti arabi, persiani, indiani. A questi nel Medioevo si aggiunse uno strato che ritrae la società degli Abassidi di Bagdad al tempo di Harun el Rascid (sec. VII-IX) e un terzo strato comprendente storie egiziane legate alla vita delle classi popolari dei Mammalucchi (sec. XIV e XV)  I racconti si presentano sotto diversi aspetti in cui prevale sempre il fantastico, il magico, il soprannaturale. Gli intrecci sono talvolta complicati, svolti senza intenti artistici, con qualche indulgenza al piccante e all’erotico, come nel caso della storia di Alì Zaybaq e di Dalila.  Ci si imbatte in geni, giganti, spiriti, folletti, come nel racconto ‘Il pescatore e il genio’. Nella presenza di oggetti magici, la lampada di Aladino, tappeti volanti. In straordinarie avventure di viaggi in luoghi immaginari, i sette viaggi di Sindibad il marinaio. Le avventure hanno sapore picaresco e si svolgono tra mercanti,  marioli, imbroglioni in cui sono trasmesse tracce della tradizione copta e del folklore dell’antico Egitto. Le Mille e una notte assumono grande importanza per gli studi comparativi del folklore e per la conoscenza degli usi e dei costumi arabi medievali.  Oltre alla già citata traduzione di Galland, peraltro alquanto libera, sono da ricordare le traduzioni inglesi complete di E.W.Lane (1838-40) e di F. Burton; quella tedesca di E.Littmann (1921-28) e quella italiana di F.Gabrieli (1949).   

  

 

FIABE

Aladino e la lampada Alla morte del padre Aladino piomba nella miseria. Un giorno arriva un estraneo che dice di  essere il fratello del defunto padre e viene così accettato in famiglia. Costui è un imbroglione e negromante in cerca di un tesoro che potrà essere trovato solo da un orfano. Il giovane portato nel luogo sotterraneo dove il tesoro è custodito, vi penetra calato dall’alto di una botola. Il presunto zio gli chiede di recuperare anche una lampada e mentre lo tira su gli chiede di porgergliela, ma Aladino temendo di essere imbrogliato,  rifiuta per cui  la botola viene chiusa e lui rimane prigioniero. Strofinando per caso la lampada, fuoriesce un  genio che esaudisce il suo desiderio di tornare a casa, dove il giovane vive agiatamente con le perle prese in mezzo al tesoro. Ma, finite le perle, la madre pensa di vendere la lampada e mentre la strofina per pulirla esce di nuovo il genio. Aladino che nel frattempo aveva conosciuto e si era innamorato della figlia del  sultano, offre a questi un immenso tesoro e la ottiene in sposa. Ritorna però il falso zio che con un inganno si impossessa della lampada e ottiene dal genio di trasferire il palazzo dove vive Aladino e la moglie in mezzo al deserto. La fiaba si conclude con la rivincita del giovane che riesce a recuperare la lampada e ad uccidere il falso zio.

Alibaba e i quaranta ladroni  È la storia di due fratelli, uno mercante ricco e l’altro un povero  boscaiolo. Ali Baba il boscaiolo scopre per caso il luogo dove una banda di ladroni ha nascosto un tesoro. Scopre pure il modo (una frase magica) per aprire il pesante macigno che chiude la caverna dove è custodito il bottino. Penetratovi, porta via tre sacchi pieni di monete d’oro. Con uno stratagemma il fratello riesce a  conoscere l’ubicazione della caverna, vi penetra ma non riesce più ad uscirne per aver dimenticato la frase magica. Viene scoperto e fatto a pezzi. Ali Baba, scoperto il cadavere mutilato del fratello, dà al corpo una degna sepoltura, ma senza volerlo mette i briganti sulle sue tracce.  Uno di loro, un falso mercante, segna col gesso la porta di casa di Ali Baba per indicare ai compagni dove devono colpire. Ma la schiava Morgiana, accortasi del segnale, riporta lo stesso segno sulla porta di tutte le case. I briganti ritentano inviando il mercante dal giovane per chiedere ospitalità per una notte per lui e per le sue numerose otri piene d’olio. Ma ancora la schiava scopre per caso che nelle otri non v’è olio ma vi sono nascosti i briganti. Usando olio bollente, li uccide tutti. Per il suo gesto viene liberata dalla schiavitù e sposa Aladino

Haroun al Rashid  Nella realtà fu il quinto califfo della dinastia abasside di Bagdad. Divenne popolare per le sue guerre contro i Bizantini e per i suoi numerosi pellegrinaggi. Ebbe relazioni diplomatiche con Carlo Magno al quale avrebbe inviato doni.  Morì mentre andava a domare una rivolta in Transoxiana.  Entrò come personaggio noto per la sua grande magnificenza in numerose novelle delle Mille e una notte. In realtà fu un sovrano egoista e crudele. Tra le varie storie presenti nell’opere spiccano quelle di  Harun   al Rashid con Mohammed ibn Alì e il gioielliere;  con Alì il persiano cui segue il racconto del sacco e del curdo; con Giàfar, una schiava e l’Imam Abu Yussuf;  con Zobeida; con una ragazza araba; con un giovane dell’Oman

Hasan l’astuto  Hasan con i fratelli  Aladino e Madijin era il più giovane dei figli del Califfo di Bagdad. Il califfo era gravemente ammalato e per guarire occorreva l’elisir della vita, lontano mille miglia su un’isola inaccessibile. Il più anziano dei fratelli partì. Durante il viaggio si imbatté in un enorme e feroce cane che gli chiese del cibo, ma il giovane tentò di ucciderlo. Dopo aver ripreso la strada finì in una città dove dimenticò la sua missione. Passarono mesi. Il secondo figlio dello sceriffo si mise sulle sue tracce con l’intento di ritrovarlo e di trovare anche l’elisir magico. Anche lui incontro l’enorme cane che gli chiese del cibo. Rifiutò e tentò di ucciderlo e gli capitò quanto era accaduto a suo fratello. Allora Hasan partì. Incontro il cane, gli diede del cibo e il cane lo trasportò sul suo dorso all’isola  dell’elisir. Gli insegnò pure come impadronirsi della boccetta con l’elisir, custodita da un essere mostruoso. Dopo varie peripezie, sempre aiutato dal cane, riuscì a ritornare con l’elisir e a ritrovare sulla via del ritorno i due fratelli. Il califfo guarito, lasciò ad Hasan il regno e gli procurò in moglie una bellissima principessa.

Il pescatore e il genio  Un pescatore trova e libera un genio rimasto per centinaia di anni chiuso in una bottiglia e il genio per ricompensa, lo trasporta in un luogo lontano, vicino a un lago in cui nuotano dei pesci multicolore. Il genio gli dice di  pescarne quattro al giorno e di portarli al sultano che glieli pagherà a peso d’oro. Così avviene. Mentre una schiava mette  i pesci sulla graticola, appare una giovane bellissima che dice ai pesci di non svelare il segreto e scompare. Quando la serva si volta i pesci sono carbonizzati. Così avviene per diverse volte finché il sultano non si mette a sorvegliare in cucina.  Vedendo i pesci abbrustoliti, si fa condurre al lago dal pescatore. Deciso a scoprire il mistero dei pesci multicolore, il sultano decide di fare il giro del lago da solo. Scopre così una città vuota e un palazzo deserto, tranne la presenza di un principe seduto di fronte ad una statua nera. Il principe racconta di aver subito un incantesimo e di essere  rimasto col corpo metà uomo e metà pietra, mentre tutto il suo popolo era stato trasformato in pesci che nuotavano nel lago antistante il palazzo. Con un inganno il sultano riesce a scoprire la strega malefica che aveva gettato il maleficio sul principe e sulla sua città. La uccide e con la sua morte l’incantesimo cessa e tutta la città ritorna all’antico splendore.

Sinbad o Sindibad il marinaio  Un giovane cresciuto a Bagdad, dilapidato il patrimonio paterno, col poco rimasto  divenne mercante e, girando il mondo, diventò ricco. Durante ogni viaggio - ne compì sette -  visse molteplici avventure in isole misteriose, in isole apparenti come quella formata dal dorso emergente di una balena immane su cui il vento aveva portato terra, sabbia e semi i quali erano germogliati dandole l’aspetto di un’isola.  Durante un viaggio venne rapito dall’uccello ruk, un enorme rapace, capace di portare elefanti quale cibo per i suoi piccoli. In altri viaggi affrontò animali strani come il  karkadam, una specie di gigantesco rinoceronte; scimmie giganti, cavalli marini, i serpenti che vivono in una valle disseminata di diamanti. Tutte avventure in cui il marinaio riuscì a sopravvivere grazie alla sua astuzia e a ritornare alla sua Bagdad, sano e salvo e per di più  onusto di gloria e di bottino, che immediatamente scialacquava per poi riprendere il mare.

Il tappeto volanteÈ un elemento magico che ricorre sovente nelle fiabe di Shaharazad. Lo troviamo. ad esempio, nella fiaba che ha fornito la trama al film Il ladro di Bagdad.. Vi si narrano le vicende fantastiche del giovane sultano Ahmed e del ladro di Bagdad Abu i quali, grazie all’aiuto di un genio trovato in una bottiglia, sconfiggono il perfido visir Jaffar che vuole uccidere il principe e poi sposare la bella figlia di un sultano. La favola contiene tutti gli ingredienti tipici dell’immaginario fantastico orientale: bottiglie che tengono geni prigionieri, cavalli con le ali, tappeti volanti, avventure, lotte, inganni.          

(vedi anche: ),  FUJERA 1967 (Catal. Michel 186/91+BF 192/7),  GRENADINES 1997 (2156),  GUYANA 1993 (3141/67+BF 148/51),  IRAQ 1968 ((25 P.A.),   JERSEY 1995 (720),  MALI 1971 (119/21),  MONACO 2004 (2465),  NEVIS 1996 (954),  SAINT VINCENT & GRANADINES 1993 (886/94+BF 114 e 116),  SIRIA 1980 (559/603), 

 

 

1976 (1003) 

Papiro con personaggi di fiabe

 

 

ESTONIA

1997 

Fiaba  Fili d’oro

 

2010 Europa Libri per bambini

La metà del 19 ° secolo può essere considerata come l'inizio della letteratura estone per i bambini, anche se storie per loro erano state pubblicate prima, in particolare da Friedrich Gustav Arvelius nel 1782 e da Otto Willem Masing nel 1795.
 L'autore del primo libro di narrativa estone per i bambini è Carl Körber e quello del primo libro di poesie di Johann Voldemar Jannsen. Come altrove, i bambini estoni hanno gustato le illustrazioni di autori che hanno vinto riconoscimenti Inernational, tra i quali Vive Tolli e Jaan Tammsaar, considerato il più rappresentativo.  

 

 

EUROPA

L’idea della Giornata mondiale del libro e del Diritto d’autore ha la sua origine in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di San Giorgio, viene offerta una rosa per ogni libro venduto. La data ha, inoltre, un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero a mancare contemporaneamente Cervantes, Shakespeare e l’ Inca Garcilaso de la Vega.

Per l’anno 2010 la “Post Europe”ha deciso di scegliere come tema:  L’emissione filatelica in Europa  di libri per bambini. Di seguito gli stati che hanno emesso un francobollo in seguito a questa decisione. Il valore emesso è visibile in ogni singolo stato:

ALAND - ALBANIA - ANDORRA FRANCESE - ANDORRA SPAGNOLA - ARMENIA - AUSTRIA -AZERBAIGIAN - AZZORRE - BIELORUSSIA -BELGIO - BOSNIA ED ERZEGOVINA - CROAZIA -BOSNIA ERZEGOVINA SERAIEVO - BOSNIA ERZEGOVINA SERBIA - BULGARIA - CECOSLOVACCHIA REPUBBLICA - CIPRO - CIPRO TURK - CITTA' DEL VATICANO - CROAZIA -DANIMARCA -ESTONIA - FAEROER - FINLANDIA - FRANCIA - GERMANIA - GIBILTERRA - GRAN BRETAGNA - GRECIA - GROENLANDIA - GUERNSEY - IRLANDA - ISLANDA - ISOLA DI MAN - ITALIA - JERSEY - KAZAKISTAN - KOSOVO - LETTONIA - Liechtenstein - LITUANIA - LUSSEMBURGO - MACEDONIA - MADEIRA - MALTA - MOLDOVA - MONACO - NORVEGIA - PORTOGALLO - POLONIA - ROMANIA - RUSSIA - SAN MARINO - SERBIA - SLOVENIA - SLOVACCHIA - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - TRANSNITRIA - TURCHIA - UCRAINA - UNGHERIA -

 

 

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