PALAU

 

1969   (153/6)

Mitologia:

Divinità indigene.

 

 

1993  (589)

Giona e la balena

 

 

1994  (697/708)

La storia di Trebuchel

 

 

1998  (1147) 

La leggenda di Orachel.

 

 

 2008

Leggenda:

Asaro Mundman. Raffigurazioni degli uomini di fango.

 

 

PALESTINA

 

2001  (159/2) 

Fiabe

 

 PERU'

2006  (1542) 

Mitologia.

I fratelli  Ayar    Uno dei principali miti sull’origine degli incas fu quello dei fratelli Ayar, Ayar Uchu, Ayar Cachi, Ayar Mango, e Ayar Auca. nati in una grotta denominata Pacaritambo (locanda/magazzino della produzione, locanda dell’alba, o casa de nascondiglio. Essi erano accompagnati dalle loro quattro sorelle, Mama Ocllo, Mama Huaco, Mama Ipacura, o Cura, e Mama Raua. I leggendari Ayar con le loro sorelle iniziarono un lento cammino attraverso gli altopiani e le gole della cordigliera, con il proposito di trovare un luogo adatto per stabilirsi. Secondo la narrazione dei cronisti, i fratelli non tardarono a disfarsi di Ayar Cachi per timore dei suoi poteri magici, poiché con un solo tiro della sua fionda riusciva ad abbattere una montagna e a far sorgere gole. Con l'inganno lo convinsero a ritornare a Pacaritambo per prendere il “napa”, insegna dei signori e alcuni vasi d’oro che si erano dimenticati, chiamati “topacusi”. Una volta che Ayar Cachi entrò nella grotta lo rinchiusero con dei blocchi di pietra e rimase intrappolato per sempre. Dopo questo episodio, gli Ayar continuarono la loro rotta verso le montagne.

 La leggenda degli Ayar, con le trasformazioni dei personaggi in sassi o “guanca” sacre, oltre al lungo pellegrinaggio del gruppo di Manco, sono tipici episodi andini, presenti anche nei miti delle altre etnie. La transumanza degli incas non fu quella di una banda primitiva di pastori e cacciatori, bensì di popoli essenzialmente agricoli, preoccupati soprattutto di trovare buone terre per le coltivazioni. Questi miti, che si riferiscono allo stanziamento degli incas, sono basilari perché rivelano la loro cosmovisione e le loro strutture sociopolitiche.

 

 

 

 

2008 ( BF 50)

Wiracocha è il dio principale nella mitologia inca.  Nome, cognome e alcune alternative ortografiche sono Apu Qun Tiqsi Wiraqutra e Con-Tici (scritto anche Kon-Tiki) Viracocha. Viracocha era una delle divinità più importanti del pantheon Inca era considerato il creatore di tutte le cose, o la sostanza da cui vengono create tutte le cose. A lui si deve la creazione dell’universo, del sole, luna e stelle, del tempo  e della civiltà stessa. Viracocha era venerato come il dio delle tempeste. E' stato rappresentato come il portare del sole, con fulmini nelle sue mani e le lacrime scendere dai suoi occhi sotto forma di pioggia.

In una leggenda si racconta che aveva un figlio, Inti, e due figlie, la mamma Quilla e Pachamama . In questa leggenda, distrusse la sua famiglia intorno a Lago Titicaca, provocando un diluvio universale.  Risparmiò solo Manco Capac il cui nome significa "fondazione splendida", e Mama Ocllo, che significa  "fertilità madre".Questi due hanno fondato la civiltà Inca portando una verga d'oro, chiamata 'Tapac-Yauri'. In un'altra leggenda, egli generò i primi otto esseri umani civilizzati. In alcune storie, ha una moglie chiamata Mama Cocha

  

POLINESIA

 

1989  (347/9) 

Leggende polinesiane. Mauio  la nascita delle isole. La montagna bucata. Hina o l'anguilla del lago Vaihiria.  Nella religione e nella mitologia della Polinesia, essere semidivino o eroe. Abortito e gettato in mare dalla madre stessa, fu salvato dall'antenato Tama-nui-ki-te-Rangi, che lo allevò restituendolo infine ai genitori. Secondo le leggende maori i feti abortiti divengono spiriti malvagi; anche Maui, nonostante fosse stato tenuto in vita, crebbe ladro e imbroglione. Tra le altre imprese, trascinò in superficie dalla profondità del mare il pesce Te-Ika-a-Maui, che formò l'Isola del Nord, in Nuova Zelanda; e colpì il Sole con tale veemenza da costringerlo a zoppicare lungo tutto il cammino nel cielo, allungando così le ore di luce nell'arco della giornata. Rubò inoltre il fuoco alla sua antenata Mahuika, ma ne prese troppo e durante la fuga gliene cadde sugli alberi, appiccando grandi incendi: dovette perciò invocare il dio delle tempeste, Tawhiri-matea, per estinguere le fiamme. Cinque alberi decisero di conservare il fuoco, che da allora può essere sprigionato sfregando i loro legni. Viene considerato un eroe perché tentò di liberare l'umanità dalla morte, cercando di uccidere Hine-nui-te-po, Signora delle Tenebre. Sua madre gli aveva spiegato che bastava attraversare il corpo di Hine-nui-te-po, la Grande Signora delle Tenebre, entrando dal ventre e uscendo dalla bocca, per distruggerla e ottenere l'immortalità per tutto il genero umano. Maui discese quindi nel regno sotterraneo con i suoi amici uccelli e trovò Hine addormentata. Dopo avere ammonito gli uccelli a rimanere zitti, si trasformò in bruco e si avvicinò alla dea. Ma il piccione Tiwaiwaka, vedendo Maui diventato insetto, scoppiò a ridere, svegliando Hine: la dea del Male si accorse del bruco e lo uccise schiacciandolo fra le cosce.

Hina o l'anguilla del lago Vaihiria.  Hina.Donna semidivina che appare nella Luna e a volte rappresenta la dea della Luna stessa; essa è madre (o moglie) di Maui, figura semidivina. A Tahiti è considerata la moglie del dio Tiki, il dio che con Hina creò gli uomini.

 

1990  (36/70) 

Leggende polinesiane. Uru o l'uomo che si trasformava in albero.    PIpiri-Ma o Pipiri e ehua Hiro, Hina e le  perle. Il cane di Haito  Hina era una donna semidivina che appare nella Luna e a volte rappresenta la dea della Luna stessa; essa è madre (o moglie) di Maui, figura semidivina. A Tahiti è considerata la moglie del dio Tiki, il dio che con Hina creò gli uomini.

 

POLONIA

1955  (812/4) 

Leggenda:

Laikonick

 

1981  (2552)

Mitologia. Ifigenia.  Ifigenia (chiamata anche Ifianassa) è un personaggio della mitologia greca. Era figlia di Agamennone e di Clitemnestra. Agamennone dovette immolare sua figlia alla dea Diana su consiglio dell'indovino Calcante, per placare le forti tempeste che la dea aveva provocato al mare che bagnava la città di Aulide, sulle coste della Beozia, per far si che Agamennone e tutti i Danai non partissero per Troia, dato che tempo prima l'Atride (Agamennone) aveva osato uccidere una cerva con un dardo e rivolgersi a Diana con arroganza.

 

1986  (2862/7) 

Personaggi fantastici delle leggende polacche:

Il basilisco. Il duca Papiel. La gallina d’oro. Borda il demone. Janasik il brigante. Lajkonick l’eroe.

 

 

1993  (Foglietto 132)  

Leggenda:

L’aquila biancaNarra la leggenda che il primo re cristiano della Polonia, Mieszko I (962-992), volle stabilire la sua capitale in un luogo dove aveva visto una grande aquila bianca scendere sul nido. Quell’aquila sarebbe diventata nel 1228 l'emblema della Polonia.

 

 1997  

Leggende:

Il fiore d’oro tra le felci. Varsavia: leggenda della fondazione.  Il nome della città proviene dalla forma possessiva del nome Warsz (abbreviazione di Warcisław), ossia Warszowa o Warszewa. L'etimologia popolare vuole che Varsavia sia la fusione del nome del pescatore Wars e della sirena della Vistola Sawa.

 

 

2003  (8381275) 

Fiabe:

Lo stupido Matteo. La principessa trasformata in rana.  La culla riempita d’oro.

 

2010 Europa Libri per bambini

PORTOGALLO

1997  (2162) 

Leggenda:

I custodi del tesoro dei Mori.  Narra l’abate Bacal che quando i Mori, sconfitti dalle armi cristiane, furono costretti a ritornare nelle loro terre, prima di partire nascosero in luogo segreto tutti i loro tesori e vi posero a guardia due donne con poteri magici.  Avrebbero recuperato i tesori al loro ritorno. Ma trascorsero  anni e secoli e nel popolo prese vita una leggenda sulle ricchezze nascoste, forse a compensare le carenze e la povertà immergendole  in fantasie che potevano cancellare il presente creando illusioni.

 

 

 

2010 Europa Libri per bambini

  

 

 

 

 

 

ROMANIA

 

1965  (2132/7)

Il montanaro e il leone.  Ileana.  Il cavaliere e l’orso.   Il lupo moralista.   Il bue e il vitello L’orno e la volpe.

 

 

1969  (2503/6) 

Fiabe:

Capra. Sorcova. Bahajyl. Plugusorul.

 

 

1994  (4146/51)

Fiabe:

Colin il matto.  Ileana Cosenzana. Agheran il saggio.  Il lupo magico e Ileana Cosenzana.

 

 

1995 

Racconti popolari rumeni.

 

 

2010 Europa Libri per bambini

       

 

 

RUSSIA

 

1967 (1923), 1975  (4193), 1985  (2552)   

Il principe Igor.  È la più antica opera letteraria russa. Fu scoperta nel 1795 e pubblicato nel 1800. Il titolo completo è Il canto della schiera di Igor. Nel 1812 il manoscritto andò distrutto nell’incendio di Mosca.

Vi si canta un episodio della lotta russa contro la tribù di Polovcy del secolo XII. L’eroe è Igor le cui vicende, storicamente accertate, sono  leggermente alterate dal poeta. L’opera è divisa in quattro quadri. Il primo presenta Igor, la sua schiera e l’inizio dell’impresa a seguito di un presagio (una eclissi) che li convince ad attaccare le schiere nemiche. I guerrieri di Igor sconfiggono inizialmente i nemici, ma un contrattacco li respinge e Igor cade prigioniero. Nel secondo quadro il padre di Igor, invoca l’unità del popolo russo per vendicare l’onta subita.  Il terzo quadro è dominato dalla figura femminile di Jaroslavna, moglie di Igor,  che invoca tutti gli elementi affinché salvino il marito. L’ultimo quadro vede Igor fuggire dalla prigione e il suo ritorno a Kiev.

Borodin trasse dal poema l’opera lirica Il principe Igor in un prologo e 4 atti. La sua morte lasciò l’opera incompleta. Vi pose mano Glazunov che, amico di Borodin, avendola ascoltata mentre il compositore la suonava al piano, la trascrisse a memoria e la strumentò.  La prima rappresentazione dell’opera avvenne al teatro Marinskij di Pietroburgo il 4 novembre del 1890

 

2004  (6775/77)  

Fiabe:

Il fiore di pietra. Il cofanetto di malachite. La treccia d’oro

 

 

2010 Europa Libri per bambini

 

               

 

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