MACAO

 

1992  (659/62) 

Divinità mitologiche: T’it Kuai Lei, personaggio con una canna di bambù.   Chong Lei Kun  a torso nudo, con una grossa pancia seduto su un tappeto volante. Cheon Kuo Lou, viaggia a dorso d’asino.  Loi Tong Pan, il personaggio con una  spada,  accovacciato.  

 

 

1993  (681/4) 

Divinità mitologiche.  Lam Ch’oi Wu, suona il flauto seduto su una cicogna.  Ho Sin Ku dea su  un fiore di loto.   Hon Seon Chi personaggio seduto in un cesto di fiori.  Ch’ou Kuok K’ao personaggio con mantello, cappa e berretto seduto su assi di legno.

 

1994  (719/21) 

Miti e leggende.   La longevità: un vecchio che sorride; La prosperità: un uomo ben vestito; La felicità: un uomo sorridente con due figli.

 

 

1995  (762/5) 

Miti e leggende.  Rappresentazione di una dea: In meditazione. Con un bimbo. Davanti ad un fiore di loto.  Seduta sul dorso di un drago.

 

 

1996  (811/3) 

Leggende e miti.  Tou Fei: Dio della  Terra;  Choi  San:  Dio della fortuna;  Chou Kuan: Dio della cucina.

 

 

1997  (865/8)

Miti e leggende. Le divinità della porta: War Lot.  San Su.  Chong Keng. Wat Chi Kong.

 

 

1998  (899/902) 

Miti e leggende:  Divinità di Man Chou: Con un bimbo; Presso il fuoco; Con ‘angeli’; In atto protettivo.

 

 

2004  (1201/4) 

Miti e leggende. Rappresentazioni varie del generale Guan Yu, divinizzato.

 

2007  Racconti cinesi

 

2008

Leggende:

Il pomo di Paride. Il pomo della discordia o mela della discordia è, secondo il mito, l'oggetto lanciato da Eris, dea della discordia, sul tavolo dove si stava svolgendo il banchetto in onore del matrimonio di Peleo e Teti. La dea, per vendicarsi del mancato invito alla festa, incise sul pomo la frase "Alla più bella", causando così una lite furibonda fra Era, regina degli dei, Afrodite, dea della bellezza, e Atena, figlia di Zeus.

Zeus si astenne dal pronunciare il giudizio su chi fosse la più bella. Fu chiesto allora il parere di Paride, principe di Troia, al quale, pur di ingraziarsene il giudizio, le tre dee promisero svariate ricompense: Atena gli promise che non avrebbe mai perso una guerra ed Era gli avrebbe invece conferito poteri immensi. Paride scelse però come vincitrice Afrodite, che gli aveva promesso l'amore di Elena, la donna più bella della terra. Sarà questa la causa scatenante della guerra di Troia, evento a cui saranno dedicati i poemi epici del ciclo troiano, tra cui l'Iliade e l'Odissea.

 

 

Il nodo di Gordio. Alessandro, dopo aver ridotto in suo potere Gordio, città in Frigia, entrò nel tempio di Giove dove era custodito il carro, su cui re Gordio, padre di re Mida, era giunto in quella regione. Al carro era legato un giogo con molti nodi,  che nascondevano i capi dell'intreccio. Riguardo al giogo di Gordio, l'oracolo così aveva vaticinato: "L'uomo che avrà sciolto l'intricatissimo legame, regnerà in tutta l'Asia". Il vaticinio insinuò nell'animo di Alessandro un vivo desiderio di sciogliere i nodi e di adempiere il responso dell'oracolo prima della fine del giorno. Attorno al re vi erano sia la folla dei Frigi, in sospeso per l' attesa, sia la folla dei Macedoni, inquieta per l'incerta fiducia nel re, perché la serie di nodi era troppo serrata e i legami sotto la massa di nodi non potevano essere toccati con mano né visti con lo sguardo. Alessandro, dopo essersi sforzato con i nodi a lungo e invano, disse infine: "L'oracolo ha vaticinato riguardo allo scioglimento dei nodi, non riguardo al modo dello scioglimento!" E tagliò tutti i nodi con un colpo di spada. Così Alessandro o eluse o compì la profezia dell'oracolo.

 

Il cavallo di Troia. Dopo dieci anni di inutile assedio i greci, seguendo un piano ideato da Ulisse, finsero di rinunciare alla conquista della città e di tornare alle proprie sedi, lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, per placare gli dei e propiziare il viaggio di ritorno in patria. All'interno del cavallo erano però nascosti i più valorosi guerrieri greci, guidati da Ulisse. I troiani, felici per lo scampato pericolo, trascinarono il cavallo all'interno delle mura, nonostante Laocoonte e la profetessa Cassandra, assieme ad alcuni presagi, avessero sconsigliato di farlo. Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed aprirono le porte della città ai propri compagni. Questi, dopo essersi nascosti con le loro navi dietro un'isoletta vicina di nome Tenedo, erano di nuovo sbarcati sulla spiaggia di Troia. Penetrati nella città, i greci colsero di sorpresa i troiani, che furono facilmente sopraffatti. Troia fu data alle fiamme.

 

L’enigma della Sfinge. E’ il primo enigma della storia di cui si ha documentazione. Veniva posto dalla Sfinge all'ingresso della città di Tebe a qualsiasi persona passasse da quella strada. Se non dava la risposta giusta, li divorava. La forma più conosciuta con il quale esso è giunto a noi è più o meno questa: "Qual è l'animale che al mattino ha quattro zampe, a mezzogiorno ne ha solo due e alla sera tre?" Il re di Tebe, Creonte, disse al popolo che avrebbe concesso la mano di sua sorella Giocasta, e la corona di Tebe a chiunque avesse liberato la città dal mostro. Edipo che si trovò a passare per quella strada, al quesito della sfinge rispose l'Uomo, poiché al mattino(da piccolo) cammina a gattoni, a mezzogiorno(da grande) cammina sulle due gambe, e alla sera (da vecchio) cammina con il bastone. La sfinge infuriata si gettò dalla montagna e si uccise, il popolo festoso di Tebe portò Edipo come un trionfatore per le vie della città.

 

 

 

 

MACEDONIA

 

1977

Fiaba: Due personaggi sotto un albero

 

2010 Europa Libri per bambini

MADERA

1997  (BF 1323) 

Leggenda di Roberto Machim, colonizzatore di Madera e della sua amata Anna di Arfet. Sposati nonostante la differenza di casta, per le ostilità delle famiglie decisero di fuggire dalla Francia verso un’isola sconosciuta dove vissero. La baia in cui approdarono porta oggi il nome di  Machico.

 2010 Europa Libri per bambini

La vergine che andò alla guerra

MALDIVES 

1993 (1745/53 + fogg. 294/5),  COMORES   1975  (P.A.149)

Pierino e il lupo è una  composizione di Sergei Prokofiev,  scritta nel 1936  dopo il suo ritorno nell'unione sovietica. È una storia per l'infanzia, costituita da musica e testo di Prokofiev, narrata da un attore  e accompagnata da una orchestra.

Nel 1936 il Teatro Centrale dei Bambini di Mosca commissionò a Sergei Prokofiev la stesura di una nuova opera musicale per bambini, che avvicinasse alla musica anche i più piccoli. Prokofiev, incuriosito dal particolare incarico, accettò e in soli quattro giorni completò il lavoro. Il debutto, il 2 maggio 1936, fu però infausto: scarso pubblico e poca attenzione. Il compositore russo non poteva prevedere l'enorme successo che avrebbe riscontrato in seguito la sua opera, diventata un classico apprezzatissimo da adulti e bambini. In tempi recenti artisti italiani (tra cui Angelo Branduardi, Lucio Dalla e Roberto Benigni) si sono cimentati nella veste di narratori dell'opera.

Pierino e il Lupo è un'opera scritta per flauto, oboe, clarinetto in La, fagotto, tre corni, tromba, trombone, timpani, percussione e archi. Ogni personaggio della storia è rappresentato da uno di questi strumenti, che intervengono nella vicenda con un motivo caratteristico: Uccellino: flauto, Anatra: oboe, Gatto: clarinetto, Nonno: fagotto,  Lupo: i tre corni,  Cacciatori: flauto, oboe, clarinetto, fagotto, Sparo del fucile: timpani, Pierino: archi.

 

MALTA

1968  (385) 

Mitologia: Cerere.   Cerere (in lingua latina Ceres, in osco Kerri) è la divinità romana e italica del grano, identificata in seguito con la dea greca Demetra. Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *ker e significa "colei che ha in sé il principio della crescita". Si pensava che avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi e per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, tuttavia bella e affabile, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e un canestro ricolmo di grano e di frutta nell'altra.

 

 

1997  (991/2) 

Europa.

Storie e leggende. Le avventure di Gahan.

 

2010 Europa Libri per bambini

 

MAN

1997  (754/7) 

Moddey Choo. Finn Mac Cooll. The Bugnane of St Trinians. Fynoderee.

 

 

1997  (758/9) 

Leggende:

Tramman Tree.  Fiaba di Man. Si racconta dell’esistenza di un piccolo popolo formato da folletti ed elfi vestiti di verde e con un cappello rosso. Di notte danzano nei prati e in particolar modo sotto l’albero Tramman. Danzano tenendo tazze di vino tra le mani e cantano. Gli uomini che hanno la fortuna di sentirli nel mese di maggio saranno felici per tutto l’anno; mentre per i pescatori sarà di buon auspicio per la pesca.

 

Il ponte fatato.  Il ‘Piccolo popolo’ dell’Isola di Man è formato da fate, gnomi, folletti, a volte allegri e birichini, a volte dispettosi. Abitano dappertutto, anche sotto il Ponte fatato ed  è sempre consigliabile  dar loro il buongiorno passando sotto l’arcata, se no son guai.  Su “Cronaca Filatelica” si legge: “Ne sa qualcosa il comandante della base aerea  sistemata sull’isola durante l’ultimo conflitto mondiale. Avendo condannato come sciocca superstizione questa pratica, l’aveva proibita, ma aveva poi dovuto revocare l’ordine notando come gli aerei della base cominciassero regolarmente a sparire.

 

2010 Europa Libri per bambini

 

MARSHALL  Isole

1995  (604/7),  1996  (704/7),  1997 (828/31).   

Il cervo volante di Inedel.  Narra la storia di un bambino che rimase molto colpito dalla morte della madre. Poco dopo il padre si risposò e la vita del ragazzo da quel momento andò di male in peggio. Il padre e la matrigna lo maltrattavano e come cibo gli davano il peggior pesce pescato. Un giorno, durante la pesca, l’attenzione del ragazzo fu attirata da un uccello la cui voce gli ricordò quella della madre. Per tre giorni di seguito l’uccello apparve a Inedel implorandolo di seguirlo. Il terzo giorno anche il padre del ragazzo vide e udì l’uccello. Intuendo solo allora che la morte della madre aveva colpito profondamente il figlio e che questi era disperato, cercò di consolarlo. Il giorno appresso Inedel incontrò la madre sotto forma di uccello e volò via con lei su un magico cervo volante.

Jebro e la madre inventano la vela.  Molti anni fa fu organizzata tra dieci fratelli, orfani, una gara di canoe per decidere chi sarebbe diventato il futuro capo del villaggio. Poiché la vela non era ancora stata inventata, i ragazzi si avvalsero dei loro remi per dar forza e velocità alle loro imbarcazioni. Durante la gara la madre dei contendenti scese dalla sua dimora celeste per chieder ai suoi figli di farla salire sulla barca. Tumur, il più anziano, in  quel momento al comando della gara, respinse la richiesta della madre con la motivazione che il suo peso  avrebbe compromesso la velocità della sua barca. E come lui rifiutarono anche gli altri fratelli, tranne Jebro, il più giovane, il quale l’accolse sulla sua barca con piacere. Presto fu ricompensato perché con sua grande sorpresa la madre gli consegnò un involto contenente una vela. Insegnò velocemente a Jebro come usarla e il giovane vinse la gara.

La leggenda di Ljubake.  La leggenda serve a spiegare le isole che esistono tra gli atolli a nord della catena Ratak nelle Isola Marshall. La figlia di Lijebake, sposata ad un capo tribù, morì lasciando una figlia di nome Limaninpit. Il marito si risposò e la nuova moglie cominciò ad essere dura e crudele nei confronti della figliastra, trattandola come una serva. Quando la ragazza, involontariamente, lasciò che il materasso della matrigna si inzuppasse per la pioggia, venne cacciata via di casa. Non appena la madre defunta scoprì il triste destino della figlia si trasformò in una tartaruga gigante e al tempo stesso trasformò il marito in uccello per guidare  Limaninpit verso l’isola di Jemo, una zona che, ancora oggi, è sede di allevamento di tartarughe giganti e di ‘uccelli’ messaggeri’.

Limajnon vola verso la Luna  Questa deliziosa storia riguarda Limajnon, una giovane femmina di topo che si era innamorata della luna. Volendo sposare l’oggetto del suo affetto, ella chiese a suo padre di portare la luna sulla terra. La luna rifiutò dicendo che le nuvole erano capaci di nasconderla tanto essa non era meritevole. Limajnon allora chiese che una nuvola diventasse sua fidanzata. Anche la nuvola rifiutò dicendo che essa era così poco importante che anche un frangivento poteva impedire il suo movimento. Quando ella cercò allora il frangivento, esso disse che i topi avevano il potere di  romperlo, tanto egli era   non meritevole. Limajnon finalmente sposò un topo ma solo dopo capì che la luna era davvero il suo vero amore. Magicamente il suo grande dolore la trasformò in un essere umano e volò sulla luna. Così è la faccia di Limajnon che compare sulla luna.

 

 

Letao il mago.  Letao era un leggendario imbroglione delle isole Marshall e riguardo le sue attività sono sorte molte storie. Si dice che una volta salpò con suo fratello verso l’atollo Likiep nel nord est delle isole Marshall. Una volta sulla spiaggia Letao conobbe due ragazzi che tentavano di catturare del pesce. Grazie all’aiuto di Letao i ragazzi presto catturarono abbastanza pesce per un buon pasto. Letao capì che né i due ragazzi né gli abitanti di Likiep avevano alcuna conoscenza del fuoco o della cucina. Così egli diede loro il dono del fuoco e spiegò loro come usarlo nella preparazione del cibo. Uno dei ragazzi era così spaventato di perdere questo tesoro che portò via le braci da nascondere nella sua casa. Che prontamente bruciarono sul pavimento. Letao restaurò la casa e spiegò agli abitanti di Likiep che il fuoco sarebbe sempre stato loro se condiviso e usato propriamente.

Letao l’imbroglione.  Come narra la leggenda, i nativi delle isole Marshall ti diranno che le scogliere attorno alle isole si devono a Letao l’imbroglione. Molto tempo fa Letao decise che voleva una canoa da pesca. Sfortunatamente egli comprò la sua nuova canoa di ironwood, un legno pesante che non galleggia. Letao andò a trovare Koko,il migliore costruttore di barche sulle isole di Majuro, e gli espose le meravigliose proprietà della sua nuova canoa. Koko fu persuaso di scambiare la sua velocissima canoa da pesca con quella di Letao. Koko capì che era stato preso in giro e mandò tutte le barche dall’isola per dare la caccia a Letao. Usando i suoi magici poteri, Letao  sollevò una grande pila di rocce che formò una lunga barriera per tenere fuori i suoi inseguitori. Oggi queste formazioni possono ancora essere viste con la bassa marea.

Come nacque l’isolotto di Eneaitok

Quando gli abitanti delle isole Marshall parlano di Mennin Jobwodda richiamano una storia riguardante un antico esperimento sul volo. Come narra la leggenda, fu costruito un grosso uccello dal legno, coperto di piume e portato in vita da antichi magici poteri. Il creatore dell’uccello era un uomo che intendeva usarlo per volare sopra tutte le isole Marshall in cerca della sua sposa perduta. Finalmente la trovò al mare nella canoa da pesca  del suo rapitore e dei di lui complici, che rimasero impietriti dal terrore alla vista dell’uccello che si avvicinava. Liberata la sposa, mentre la coppia volava sopra Rongelap sulla via di casa, un gigante scagliò una roccia che colpì l’uccello di legno  che cadde sulle scogliere sottostanti. Si dice che sia diventata l’isoletta di Eneaitok e che oggi i viaggiatori spesso rivedono in essa la forma di un uccello. 

I tentacoli della piovra.  La leggenda delle isole Marshall narra che c’era una volta un enorme polipo, Kouj, che abitava nell’Oceano Pacifico di fianco all’atollo Ujae, che era parte di Ralik, catena delle isole Marshall. Un giorno Kouj notò una bella ragazza che pescava conchiglie e le si avvicinò abbastanza da sentirla esclamare: “Loppeipaat!, O che bassa marea che c’è”. Il polipo avvicinò la sua testa a filo d’acqua  e rispose: “E’ così, ma sono qui!”. Senza alcun timore, la ragazza rispose: “Sì, e io vorrei sapere che tipo di pietre e di  foglie useremo per cucinarti?”. Kouj andò su tutte le furie ma decise di strisciare a riva quella sera e mangiare la giovane ragazza. Allora la ragazza accompagnata dalla madre aspettarono nascoste e come videro il gigantesco polipo divincolarsi sulla spiaggia, gli tagliarono tentacoli. Dopo cucinarono un abbondante pasto e da quel giorno l’atollo di Ujae è famoso per i suoi deliziosi polipi.

 

 

Il grande  stagno di Mejit Molti anni fa gli unici abitanti dell’isola di Mejit erano un vecchio e sua moglie. Una notte il vecchio nel chiarore della luna piena, notò un’ombra che si rifletteva sull’acqua di un laghetto e, in seguito constatò che l’ombra si ripresentava  ogni sera. Ne parlò con la moglie e le disse che la notte seguente sarebbe rimasto sveglio per vedere quello che sarebbe accaduto. Con suo grande stupore scoprì che un mostro stava nottetempo cercando di ampliare sempre più il laghetto. La notte appresso, vedendo il mostro al lavoro, lanciò delle pietre nell’acqua per attirare la sua attenzione e fuggì verso casa. Quello, indispettito si adirò e inseguì il vecchio. L’uomo entrò in casa e si nascose dietro la porta. Quando il mostro si precipitò nella stanza dove si trovava la moglie, lo colpì e l’uccise. Oggi il laghetto di Mejit è ancora lì ed è la meta preferita per coloro che amano fare il bagno in acque tranquille.

La bella fanciulla delle Kwajalein.  Molto tempo fa prima che le isole dell’Atollo Kwajalein, l’atollo più grande del mondo, fossero sparse qua e là ed isolate l’una dall’altra, erano così vicine che le persone potevano spostarsi agevolmente dall’una all’altra. In quel tempo una donna bellissima apparve a Kwajalein e quando gli uomini la videro, desiderarono ognuno di possederla. Poiché le isole erano così vicine e le persone potevano muoversi facilmente, nessun indigeno potè dichiarare di possedere interamente quella donna. La gelosia e il loro desiderio li mise l’uno contro l’altro per cui decisero di spostare le loro isole in posti assai lontani l’uno dall’altro. Quando in seguito la donna riapparve non avrebbero dovuto competere per il suo possesso. Ecco perché oggi le isole sono sparse per l’Oceano, l’una molto lontana e invisibile dall’altra.

Il demone di Adria  Una vecchia, chiamata Likidudu, viveva sulla piccola isola di Ebadon con i suoi bambini. Aveva loro proibito di giocare vicino a dei cespugli dove spesso si nascondeva un demone, ma la curiosità fece varcare ai bimbi il confine proibito. Quando il demone comparve, i bambini cominciarono a beffeggiarlo, tanto che si adirò e ordinò alla vecchia di ricondurli in casa. La storia si ripetè più volte. Un giorno il demone, esasperato, li ingoiò in un unico boccone. Quando Likidudu apprese quanto era accaduto, schiacciò il demone con una conchiglia gigante di una vongola, uccidendolo e recuperando così i bambini che uscirono illesi dalla sua pancia. Likidudu tagliò il demone in pezzettini e gettò i resti nel mare. Questo è il motivo per cui oggi gli abitanti delle Marshall evitano le acque di Adria (la conchiglia di vongole).

Gli squali e la roccia di LuwakalleLuwakalle era un forte e grosso lottatore che viveva nell’atollo di Arno. Un giorno decise di lasciare la sua gente e di recarsi nell’isola deserta di Ljoen. Col passar degli anni Luwakalle venne quasi dimenticato. Ma accaddero nelle isole fatti strani.La gente cominciò a lamentarsi di uno straniero che rubava i loro beni e presto scoprirono che si trattava di Luwakalle. Il lottatore nuotava sino ad Arno, rubava nei villaggi di giorno e di notte, uccidendo chiunque tentasse di fermarlo. I capi villaggio si riunirono in assemblea e decisero di attirare Luwakalle in un tranello. Inviarono molte canoe nelle zone più pescose di Arno, tagliarono a pezzi tutti i pesci e li gettarono nell’acqua, attirando così numerosi squali. Quando Lowakalle nuotò tra gli squali, trovò la morte. Gli abitanti delle isole se ne rallegrarono e chiamarono lo specchio d’acqua dove il lottatore era morto, “La baia di Lowakalle”.

 

MEXICO

 

1980   (897)

Mitologia.

Il dio Xipe.   Dio della primavera e della terra, giunto alla cultura azteca dalla civiltà pre-azteca dei toltechi, noto col nome «nostro signore lo scorticato», tanto che veniva rappresentato coi colori bianco e rosso e, durante la sua festa, veniva scuoiato vivo un prigioniero e la sua pelle, indossata da un sacerdote, simboleggiava il fatto che, al ritorno della primavera, la terra si ricopre di un nuovo manto.  In origine era una divinità lunare, come dimostra la mezzaluna d'oro che porta al collo e il fatto che lo scorticamento è simbolo della luna calante.

 

1980 (910)

Mitologia.

  Il dio Quetzacoatl.  Quetzalcóatl, dio dell’aria (che in lingua náhual significa «serpente piumato»), è una delle figure centrali fra gli dèi messicani. Nato fra i Toltechi, entrò ben presto nel culto azteco. Era concepito tra l’altro come organizzatore del cosmo e potenza benefica, antagonista del dio guerriero Tezcatlipoca, con il quale partecipava della stessa natura del dio supremo. Veniva anche identificato con il pianeta Venere e considerato protettore dei mercanti.

 

MICRONESIA

1997 (452)  Le divinità marine del pacifico.   Walutahanga.  Tien Hon,.  Lorop.  Oto Home. Nomoi.  Le sorelle Jungkowa.

 

 

MOLDAVIA

 

1997  

Racconti:

Cocostarcului.  Mesterul Manpole.  Martisorului.  La leggenda dice che la vecchia Dochia era una cattiva suocera. Il  primo giorno di marzo mandò sua nuora in montagna, alla ricerca di fragole. Per la strada, la ragazza incontrò un vecchio che gliene diede un cestino.  Nel vedere i frutti, la vecchia Dochia credette che fosse arrivata la primavera. Indossò le sue nove pellicce (dodici in Moldavia e Bucovina), prese le sue pecore e andò sulla montagna. Il tempo tiepido le fece togliere le pellicce, una ad una. Ma il freddo e la pioggia arrivarono e la vecchia, insieme alle sue pecore, fu trasformata in ghiaccio, che divenne poi roccia. La leggenda dice che è così che si è formata la roccia chiamata Babele (la Vecchia) delle montagne Bucegi. In altre versioni, la vecchia Dochia scalò la montagna con suo figlio, Dragobete. La tradizione dice che la vecchia Dochia, che scuote le sue pellicce piene di pioggia o neve, è responsabile del tempo pazzerello dell'inizio di marzo. Solo poche tradizioni presentano Dochia come una bella ragazza, figlia di un imperatore sconfitto, che conduce le sue pecore e si nasconde nelle montagne, travestita da vecchia che porta nove o dodici pellicce. Come la vecchia ha una fine tragica, e muore assiderata. Non si dovrebbe lavorare nei campi in questo giorno, perché la Vecchia Dochia si arrabbia e manda il maltempo.
Il primo marzo, le ragazze si lavano con l'acqua ottenuta dalla neve sciolta, per avere un viso pulito e luminoso.

 

2000  (300/2)  

Fiabe:  Una giovane donna.   Un uomo combatte contro due coccodrilli.  Un cavaliere

 

 

 

MOLDOVA

2010 Europa Libri per bambini

 

 

MONACO

 

1944 (265/73),  1960/61 (P.A. 73, 75, 77, 78), 1987 (1594/5), 1991 (1797/8), 1997 (2110),  2003 (2424/7),  2004 (2432/36)

Santa Devota   Santa Devota è la  patrona del Principato di Monaco. La sua leggenda iniziò in Corsica verso il 300, quando l’isola era ancora provincia romana. Durante la persecuzione dei cristiani, Devota, che aveva vissuto la sua vita a servizio di Dio, fu imprigionata, torturata e uccisa. Il suo corpo venne posto da pie mani su una nave diretta in Africa dove si sperava che avesse una sepoltura cristiana. Durante la navigazione scoppiò una tempesta e la nave stava per naufragare, quando dalla bocca di Devota uscì una colomba che guidò la nave fino alle coste di Monaco. La comunità cristiana monegasca la seppellì e costruì un piccolo oratorio sulla sua tomba, visitato in seguito da residenti e naviganti.  Accadde che un individuo rubò le reliquie con l’intenzione di portarle oltremare e di venderle. Fu fermato da un gruppo di pescatori, ricondotto a riva dove la sua barca fu bruciata.    Il culto di S. Devota è resistito ai secoli. Ancora oggi a Monaco, in occasione della sua festa, il 27 gennaio,  dalla Chiesa che porta il suo nome si snoda una processione  verso la spiaggia dove, simbolicamente, viene bruciata una barca cosparsa di rami di pino, di alloro e di olivo.

 

2010 Europa Libri per bambini

 

 

MONGOLIA

 

1971  (581/8)  

Fiabe popolari. Soggetti diversi

 

 

1980  (1088/94 + BF 74)  

Il pastorello che predice il futuro.  La luce viene dal cielo.  Gli amici dell’inverno,  Il piccolo musico.  Gioioso anniversario.  La prima giornata scolastica.  Salutiamo il 1° maggio.  Il meraviglioso scoiattolo.

 

 

1983  (1216/24 + BF 89) 

Il puledro e la lepre.

 

 

1984  (1318/26+BF 103)

I quattro amici animali

 

 

 

1999  (2279/84 +BF 259) 

Fiabe diverse

  

 

 

MONTENEGRO

2010 Europa Libri per bambini

    

 

MONTSERRAT

 

1966  (891/906)  1999  (idem sovrastampate)

Creature mitico-fantastiche

                 

 

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